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Venerdì 23 Ottobre 2026

Autotrasportatori oggi: Sicilia stop, Campania critica

Manifestazione sindacale durante uno sciopero generale in piazza

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Economia · Trasporti · Ultimo aggiornamento

Autotrasportatori, in Sicilia stop alla protesta e via i blocchi: la situazione regione per regione

Cambia il quadro della protesta degli autotrasportatori oggi. In Sicilia i trasportatori hanno annunciato la sospensione della mobilitazione e la rimozione dei blocchi; in Calabria il fermo era già stato sospeso e le forniture stanno ripartendo. La situazione resta invece più delicata in Campania, dove alcuni presidi sono ancora attivi e la carenza di carburante continua a pesare sui servizi e sulla distribuzione.

Camion durante la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante
La protesta degli autotrasportatori si ridimensiona al Sud: blocchi rimossi in Sicilia, sospensione in Calabria e criticità ancora presenti in Campania.
Ultimo aggiornamento

La Sicilia sospende la protesta e rimuove i blocchi

L’aggiornamento che modifica maggiormente il quadro della giornata arriva dalla Sicilia. Gli autotrasportatori hanno deciso di sospendere la protesta e revocare i blocchi dei Tir dopo il confronto con le istituzioni e le rassicurazioni sulla partecipazione ai tavoli nazionali dedicati al settore.

Nel corso della giornata era rimasto attivo anche un presidio a Gela, lungo la statale 117 bis. In serata ANSA ha poi riferito che anche l’ultimo presidio siciliano è stato rimosso, segnando un passaggio concreto verso la normalizzazione della circolazione delle merci.

Sicilia, Calabria e Campania: il quadro regione per regione

Sicilia

Mobilitazione sospesa. Rimossi i blocchi che avevano interessato autostrade, porto di Palermo e altri snodi dell’isola.

Calabria

Fedralog ha fermato la protesta. Sono riprese le consegne di alimentari, benzina e diesel, anche se il ritorno alla normalità è graduale.

Campania

Il fronte si è ridotto ma non è rientrato. Alcuni gruppi continuano i presidi e il nodo più urgente resta la disponibilità di carburante.

Reuters descrive una tendenza generale all’alleggerimento delle proteste nel Mezzogiorno dopo l’intervento del governo. Il rientro, tuttavia, non è uniforme: mentre Sicilia e Calabria hanno imboccato la strada della smobilitazione, in Campania la protesta si è frammentata tra chi ha lasciato i blocchi e gruppi che ritengono insufficienti le misure approvate.

In Campania restano presidi e l’emergenza carburante

La criticità principale resta concentrata nell’area campana. A Napoli Est alcuni Tir hanno continuato a ostacolare l’uscita delle autocisterne dagli impianti, rallentando il rifornimento delle stazioni di servizio. Secondo ANSA, nella serata del 22 ottobre circa il 95% delle pompe della regione risultava senza carburante.

Il problema non riguarda soltanto gli automobilisti. Le difficoltà di approvvigionamento hanno coinvolto trasporto pubblico, ambulanze, personale sanitario e collegamenti verso le isole. Intanto i centri di distribuzione hanno ricominciato a lavorare e parte delle merci fresche è tornata nei supermercati, anche grazie a trasporti scortati e percorsi protetti.

Situazione in evoluzione

La maggior parte dei blocchi campani è stata rimossa, ma permangono presidi autonomi. Per questo non è corretto parlare, al momento, di conclusione completa della protesta in tutta la regione.

Il decreto porta nuovi aiuti all’autotrasporto

Sul piano economico, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con 175,2 milioni di euro destinati complessivamente ad autotrasporto, agricoltura e pesca. Per i Tir la quota indicata è pari a 105,2 milioni.

Di questi, 45,2 milioni incrementano il credito d’imposta già previsto per il gasolio acquistato tra marzo e agosto 2026, portando l’agevolazione complessiva da 430 a circa 480 milioni. Altri 60 milioni riguardano invece le spese sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre.

Tra le altre misure il governo ha indicato la possibilità di distribuire parte dell’aumento del carburante anche sui committenti e la sospensione dei leasing fino a marzo 2027. Il tema di fondo resta però il prezzo del diesel, legato anche al peso fiscale: NewsPrisma ha approfondito l’aumento delle accise sul gasolio e l’andamento del prezzo del petrolio e dei carburanti .

Camion fermi durante un presidio degli autotrasportatori
I giorni di blocco hanno rallentato carburanti, alimentari e altre merci: la riapertura delle strade non elimina immediatamente gli arretrati logistici.

Merci e carburanti ripartono, ma servono giorni per assorbire i ritardi

La rimozione dei blocchi non produce un ritorno immediato alla piena normalità. Reuters aveva già rilevato durante la giornata gravi effetti della protesta sulle forniture di cibo e combustibili nel Mezzogiorno, con problemi per supermercati, imprese e filiere produttive.

Ora la priorità è recuperare le consegne rimaste ferme. In Calabria frutta e verdura sono tornate progressivamente sugli scaffali; in Campania la grande distribuzione ha riaperto alcuni centri logistici. Per i carburanti, invece, il riequilibrio dipenderà soprattutto dalla possibilità delle autocisterne di tornare a circolare regolarmente.

Il 27 ottobre resta il prossimo passaggio della vertenza

La sospensione dei blocchi non equivale alla chiusura delle rivendicazioni. Le associazioni chiedono interventi strutturali sul costo del carburante e vogliono verificare tempi e modalità concrete di applicazione delle risorse annunciate.

Il prossimo appuntamento nazionale resta il tavolo del 27 ottobre con il Ministero delle Infrastrutture. Fino ad allora gli indicatori più importanti da monitorare saranno la completa rimozione dei presidi residui in Campania, il ritorno delle autocisterne sulla rete distributiva e la normalizzazione delle consegne nei supermercati.

Fonti

Articolo aggiornato alle 23:21 del 22 ottobre 2026. La situazione dei presidi, delle consegne e dei rifornimenti può cambiare rapidamente. I dati riportati fanno riferimento alle informazioni disponibili al momento dell’ultimo aggiornamento.

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