News • Analisi • Approfondimenti
Domenica 4 Ottobre 2026

Autore: Pippo

  • Schlein-Meloni: «Avete fallito». Meloni: «Dieci falsità»

    Schlein-Meloni: «Avete fallito». Meloni: «Dieci falsità»

    Politica

    Schlein-Meloni, nuovo scontro. «Avete fallito». La premier replica «Dieci falsità»

    Nuovo confronto tra Elly Schlein e Giorgia Meloni. La segretaria del Pd attacca il bilancio del governo, la presidente del Consiglio respinge le accuse e il duello si intreccia con la partita sulla futura leadership del centrosinistra.

    Illustrazione generata con intelligenza artificiale di Elly Schlein e Giorgia Meloni durante un confronto politico
    Illustrazione generata con intelligenza artificiale. Non documenta un incontro reale tra le due leader.
    01 L’attacco di Schlein

    Alla Direzione nazionale del Pd la segretaria contesta il bilancio dell’esecutivo e sostiene che le destre abbiano fallito.

    02 La replica di Meloni

    La premier respinge l’elenco delle contestazioni presentato dalla leader dem definendolo composto da «dieci falsità».

    03 La partita nel centrosinistra

    Il confronto con il governo si accompagna al dibattito sulla leadership della coalizione e sulle possibili primarie.

    La notizia in sintesi

    Cosa è successo tra Schlein e Meloni

    Il 2 ottobre 2026 Elly Schlein ha utilizzato la Direzione nazionale del Partito democratico per attaccare il bilancio del governo guidato da Giorgia Meloni. La leader dem ha indicato dieci aree sulle quali, secondo la sua valutazione politica, l’esecutivo non avrebbe mantenuto le promesse. Meloni ha risposto sui social contestando l’intera ricostruzione e parlando di «dieci falsità».

    • Le critiche di Schlein riguardano tra gli altri tasse, salari, costo dell’energia, sanità, natalità e andamento dell’economia.
    • Le affermazioni sui risultati dell’esecutivo rappresentano valutazioni politiche del Pd e sono contestate dal governo.
    • Il 3 ottobre Schlein è tornata sui temi economici durante un intervento a Foggia, insistendo soprattutto su stipendi e bollette.
    • Il confronto con Meloni si intreccia con la discussione interna al centrosinistra sulla leadership e sulle primarie.

    Il confronto tra Elly Schlein e Giorgia Meloni torna al centro della scena politica. La nuova fase dello scontro è partita dalla Direzione nazionale del Pd del 2 ottobre, quando la segretaria democratica ha trasformato una precedente provocazione della premier in un elenco di contestazioni all’operato dell’esecutivo.

    La risposta di Meloni è arrivata poche ore dopo, ancora una volta a distanza. La presidente del Consiglio ha ironizzato sui tempi impiegati dalla leader del Pd per replicare e ha respinto nel merito l’impostazione dell’opposizione.

    Il risultato è un confronto che va oltre il singolo scambio di dichiarazioni: da una parte il Pd prova a mettere al centro il bilancio dell’azione di governo, dall’altra la premier contesta la lettura proposta dall’opposizione.

    Schlein attacca il bilancio del governo Meloni

    Alla Direzione del Partito democratico, Schlein ha alzato i toni contro l’esecutivo e ha sintetizzato il proprio giudizio con l’accusa che «le destre hanno fallito».

    A quasi quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, la segretaria dem sostiene che l’esecutivo non abbia prodotto i risultati promessi agli italiani e ha indicato il ritorno alle urne come sbocco politico auspicabile per l’opposizione.

    La critica è stata costruita attorno a dieci punti e ha toccato temi economici e sociali diversi: pressione fiscale, salari, costo dell’energia, povertà, sanità, natalità, crescita e produzione industriale.

    Si tratta di valutazioni politiche formulate dalla segretaria del Pd. Le conclusioni di Schlein sul bilancio dell’esecutivo non vanno quindi presentate come dati neutrali: sono contestate dalla presidente del Consiglio e dalla maggioranza.

    Illustrazione generata con intelligenza artificiale di Elly Schlein durante un intervento politico
    Rappresentazione generata con AI di un intervento politico di Elly Schlein. Immagine illustrativa.

    L’attacco riprende uno scambio iniziato nei giorni precedenti, quando Meloni aveva sfidato pubblicamente la leader dell’opposizione a indicare argomenti concreti con cui contestare l’operato del governo.

    Schlein ha scelto di rispondere proprio durante la riunione del partito, trasformando quella provocazione in uno dei passaggi centrali della sua relazione.

    Meloni replica e parla di «dieci falsità»

    La risposta della presidente del Consiglio è arrivata sui social. Meloni ha prima ironizzato sul tempo trascorso dalla precedente provocazione e poi ha respinto l’elenco presentato dalla segretaria democratica.

    Il punto centrale della replica è stato il giudizio sui dieci argomenti utilizzati da Schlein: secondo la premier, si tratterebbe di «dieci falsità».

    Schlein ha quindi risposto nuovamente, spostando il confronto proprio sul fattore tempo. Alla critica di Meloni sulla velocità della risposta, la segretaria Pd ha contrapposto gli anni trascorsi dall’avvio della legislatura e le criticità che attribuisce all’azione dell’esecutivo.

    Illustrazione generata con intelligenza artificiale di Giorgia Meloni durante una dichiarazione politica
    Rappresentazione generata con AI di una dichiarazione di Giorgia Meloni. Immagine illustrativa.
    Il punto politico

    Lo scambio non chiarisce da solo quale delle due letture del bilancio di governo sia corretta. Mostra però con chiarezza il terreno sul quale maggioranza e Pd stanno cercando di costruire il confronto politico dei prossimi mesi.

    Salari, bollette e sanità diventano il terreno dello scontro

    La polemica non si è conclusa con la Direzione del Pd. Il 3 ottobre, durante un intervento a Foggia alla Festa dell’Unità, Schlein è tornata ad attaccare la politica economica dell’esecutivo.

    La segretaria democratica ha insistito soprattutto su stipendi, crescita e costo dell’energia, sostenendo che un futuro governo guidato dall’attuale opposizione dovrebbe intervenire su questi fronti.

    Anche la sanità resta tra gli argomenti utilizzati dal Pd per contestare la maggioranza. Il tema si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del Servizio sanitario nazionale, affrontato su NewsPrisma anche nell’approfondimento sulla fuga dei medici dagli ospedali .

    L’accostamento non dimostra, da solo, le responsabilità politiche indicate da Schlein, ma aiuta a comprendere perché il tema della sanità sia diventato uno dei fronti più ricorrenti nel confronto tra maggioranza e opposizione.

    Dietro il duello con Meloni c’è anche la leadership del centrosinistra

    La Direzione del 2 ottobre non ha riguardato soltanto il confronto con Palazzo Chigi. Schlein ha rivendicato il peso politico ed elettorale del Pd all’interno dello schieramento progressista e il ruolo che il partito intende avere nella costruzione dell’alternativa al centrodestra.

    La relazione della segretaria è stata approvata dalla Direzione. L’area riformista del partito, secondo le ricostruzioni della riunione, non ha partecipato al voto.

    Sul tema della futura leadership resta inoltre aperto il confronto con il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Dopo le parole della segretaria dem sul peso delle diverse forze della coalizione, Conte ha indicato nelle primarie la strada per individuare il candidato alla guida dell’alleanza.

    Il confronto Schlein-Meloni si sviluppa quindi su due piani: opposizione contro governo e, contemporaneamente, definizione degli equilibri tra le forze che puntano a costruire un’alternativa al centrodestra.

    Schlein e Meloni rendono il confronto sempre più diretto

    Il botta e risposta del 2 ottobre mostra un confronto sempre più personalizzato tra le due leader, ma sarebbe prematuro trasformarlo automaticamente in una campagna elettorale formale.

    Il Pd prova a concentrare l’offensiva sui risultati dell’azione di governo e sulle condizioni economiche e sociali del Paese. Meloni risponde mettendo in discussione la fondatezza della ricostruzione dell’opposizione e la credibilità politica della sua principale avversaria.

    La prosecuzione degli attacchi da parte di Schlein anche il giorno successivo indica però che lo scontro difficilmente resterà circoscritto a un singolo episodio.

    Salari, costo dell’energia, sanità, tasse e crescita sono destinati a restare tra i temi principali sui quali maggioranza e opposizione cercheranno di imporre la propria lettura della legislatura.

    Domande sul confronto tra Schlein e Meloni

    Cosa ha detto Elly Schlein contro Giorgia Meloni?

    Durante la Direzione nazionale del Pd del 2 ottobre 2026, Schlein ha accusato le forze di governo di aver fallito e ha concentrato le proprie critiche su temi come tasse, stipendi, energia, sanità, natalità e andamento dell’economia.

    Come ha risposto Giorgia Meloni?

    La presidente del Consiglio ha replicato sui social, ironizzando sui tempi della risposta e contestando nel merito l’elenco presentato dalla leader democratica, definendolo composto da «dieci falsità».

    Perché il confronto riguarda anche il centrosinistra?

    La Direzione Pd ha riaperto anche la discussione sul peso delle diverse forze dell’opposizione e sulla futura leadership della coalizione. Giuseppe Conte ha indicato nelle primarie la possibile strada per individuare il candidato comune.

    Lo scontro Schlein-Meloni è già una campagna elettorale?

    Non formalmente. Il linguaggio utilizzato e la centralità assegnata al bilancio della legislatura mostrano però un confronto sempre più diretto tra maggioranza e principale partito dell’opposizione.

    Politica italiana, il confronto continua

    Segui NewsPrisma per gli aggiornamenti sulle scelte del governo, sulle iniziative delle opposizioni e sugli equilibri politici che accompagneranno la prossima fase della legislatura.

  • Terra dei Fuochi: 200 milioni per bonifiche e risanamento

    Terra dei Fuochi: 200 milioni per bonifiche e risanamento

    Ambiente

    Terra dei Fuochi, 200 milioni per bonifiche e risanamento

    Il Consiglio dei ministri ha innalzato a 200 milioni di euro lo stanziamento per gli interventi urgenti nella Terra dei Fuochi. Il decreto introduce anche un termine di 150 giorni per una fase chiave delle procedure sui siti contaminati.

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale di Giorgia Meloni in un contesto legato alle bonifiche ambientali
    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale. Non documenta un evento reale. Fonte AI.
    01 Stanziamento a 200 milioni

    Le risorse sono destinate agli interventi urgenti di bonifica e risanamento affidati al Commissario unico.

    02 Termine di 150 giorni

    La Provincia deve adottare entro questo termine l’ordinanza verso il responsabile della potenziale contaminazione.

    03 Tre incendi a Taverna del Re

    Il sito di Giugliano è stato interessato da incendi il 6 settembre, il 21 settembre e il 3 ottobre 2026.

    Nuove risorse e procedure più rapide per affrontare le criticità ambientali della Terra dei Fuochi. Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026 ha approvato un decreto-legge dedicato alle istruttorie ambientali, alle emergenze climatiche, all’economia circolare e alle bonifiche.

    Per l’area compresa tra territori delle province di Napoli e Caserta, il provvedimento innalza a 200 milioni di euro lo stanziamento destinato agli interventi urgenti affidati al Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati.

    La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato la misura sui social, presentandola come un intervento da «200 milioni di euro in più» per le bonifiche e il risanamento del territorio.

    La formulazione corretta

    Nel comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri la formulazione utilizzata è: «lo stanziamento è innalzato a 200 milioni di euro» . Per evitare ambiguità, è questa la formulazione adottata nel corpo dell’articolo.

    Terra dei Fuochi, cosa prevede lo stanziamento da 200 milioni

    Le risorse sono destinate alla realizzazione urgente degli interventi di bonifica e risanamento ambientale nella Terra dei Fuochi.

    Secondo quanto stabilito dal decreto, i fondi confluiscono nella contabilità speciale intestata al Commissario unico e sono sottoposti a uno specifico meccanismo di monitoraggio, con l’obiettivo di verificarne l’effettiva destinazione alle finalità previste.

    L’intervento economico si inserisce nel percorso già avviato per la ricognizione dei siti, la caratterizzazione delle aree, la messa in sicurezza e la bonifica delle zone interessate da contaminazioni.

    Il punto centrale non è soltanto la disponibilità delle risorse: l’efficacia della misura dipenderà dalla capacità di trasformare lo stanziamento in interventi effettivamente avviati, completati e monitorati sul territorio .

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale di interventi di bonifica nella Terra dei Fuochi
    Bonifiche nella Terra dei Fuochi: immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale. Fonte AI.

    Siti contaminati, cosa cambia con il termine di 150 giorni

    Il decreto interviene anche sulle procedure amministrative relative ai siti contaminati.

    Viene fissato in 150 giorni il termine entro il quale la Provincia deve adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione .

    In caso di inerzia, il provvedimento prevede l’intervento sostitutivo della Regione .

    L’obiettivo è ridurre i tempi delle procedure e rendere più rapido il passaggio dall’accertamento delle responsabilità agli interventi necessari per la messa in sicurezza e la bonifica.

    200 mln Stanziamento destinato agli interventi urgenti nella Terra dei Fuochi.
    150 Giorni previsti per l’adozione dell’ordinanza provinciale.
    Regione Può intervenire in via sostitutiva in caso di inerzia della Provincia.

    Il ruolo del Commissario unico nelle bonifiche

    Dal 2025 il Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati ha competenze specifiche anche sull’area denominata Terra dei Fuochi.

    Le attività comprendono la ricognizione degli interventi già effettuati o programmati, delle risorse disponibili e delle ulteriori azioni necessarie nel breve, medio e lungo periodo.

    Rientrano inoltre nel mandato l’individuazione e la perimetrazione dei siti contaminati, la messa in sicurezza, il ripristino ambientale e gli interventi di bonifica.

    Il nuovo stanziamento rafforza quindi una struttura commissariale già incaricata di coordinare e realizzare gli interventi necessari nelle aree contaminate delle province di Napoli e Caserta .

    I 2 milioni già destinati a controlli e videosorveglianza

    Le misure sulle bonifiche si affiancano agli interventi già adottati nel corso del 2026 sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio.

    A febbraio il Ministero dell’Interno ha messo a disposizione 2 milioni di euro per i Comuni della Terra dei Fuochi, attraverso risorse del Fondo Unico Giustizia.

    La ripartizione indicata dal Viminale prevede 1,24 milioni di euro per l’area metropolitana di Napoli e 760 mila euro per la provincia di Caserta .

    Le somme sono destinate al rafforzamento della Polizia locale, al pagamento del lavoro straordinario e all’installazione di sistemi di videosorveglianza collegati alle sale operative delle Forze dell’ordine.

    2 mln Risorse complessive messe a disposizione dal Ministero dell’Interno.
    1,24 mln Quota destinata all’area metropolitana di Napoli.
    760 mila Quota destinata alla provincia di Caserta.

    Taverna del Re, tre incendi tra settembre e ottobre

    L’attenzione sul territorio resta alta anche per quanto accaduto nel sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, a Giugliano in Campania.

    Un primo incendio si è sviluppato il 6 settembre 2026. Un secondo episodio si è verificato il 21 settembre, nello stesso sito.

    Il 24 settembre, dopo i primi due eventi, la Prefettura di Napoli aveva disposto un rafforzamento della vigilanza e della videosorveglianza, con particolare attenzione agli impianti considerati più sensibili.

    Il 3 ottobre 2026 si è poi verificato un terzo incendio nell’arco di circa un mese nell’area di Taverna del Re.

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale di roghi e rifiuti nel territorio campano
    Roghi e rifiuti nella Terra dei Fuochi: immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale. Fonte AI.
    Contesto aggiornato

    I tre episodi di Taverna del Re non devono essere confusi con le procedure di bonifica previste dal nuovo decreto: si tratta di un ulteriore elemento del quadro ambientale e di sicurezza che interessa il territorio.

    Ora la prova decisiva è l’attuazione delle bonifiche

    Con l’innalzamento dello stanziamento a 200 milioni di euro, l’attenzione si sposta ora dalla decisione finanziaria alla fase operativa.

    Gli elementi da monitorare saranno i tempi di assegnazione e utilizzo delle risorse, l’avanzamento degli interventi, l’effettiva applicazione delle procedure accelerate e il coordinamento tra Commissario, Province, Regione e altri soggetti competenti.

    Il meccanismo di monitoraggio previsto dal decreto dovrà inoltre consentire di verificare che le risorse confluite nella contabilità speciale siano effettivamente impiegate per le finalità stabilite.

    L’impatto concreto del provvedimento potrà essere valutato soprattutto attraverso tempi di realizzazione, avanzamento delle bonifiche e risultati effettivamente ottenuti nei siti interessati .

    FAQ sul nuovo intervento per la Terra dei Fuochi

    Quanto ha stanziato il Governo per la Terra dei Fuochi?

    Il comunicato del Consiglio dei ministri indica che lo stanziamento per gli interventi urgenti viene innalzato a 200 milioni di euro .

    A chi sono destinate le risorse?

    Le risorse sono destinate agli interventi realizzati dal Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati e confluiscono nella relativa contabilità speciale.

    Cosa significa il termine di 150 giorni?

    Il decreto fissa in 150 giorni il termine entro il quale la Provincia deve adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione.

    In caso di inerzia è previsto l’intervento sostitutivo della Regione.

    Cosa è successo a Taverna del Re?

    Il sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, a Giugliano in Campania, è stato interessato da incendi il 6 settembre, 21 settembre e 3 ottobre 2026 .

    Ambiente e territorio: gli sviluppi da seguire

    NewsPrisma seguirà l’attuazione delle misure, l’avanzamento delle bonifiche e gli aggiornamenti sulla sicurezza ambientale nella Terra dei Fuochi.

  • Manchester City, violazioni finanziarie: decisione e ricorso

    Manchester City, violazioni finanziarie: decisione e ricorso

    Calcio

    Manchester City, violazioni finanziarie: cosa ha deciso la Commissione e cosa succede ora

    La Commissione indipendente ha ritenuto provate le principali violazioni delle regole finanziarie contestate al Manchester City. Il club respinge le conclusioni e ha presentato ricorso, mentre la sanzione sarà affrontata in una fase separata.

    Dirigente davanti a uno stadio durante l'esame di documenti finanziari legati a un procedimento sportivo
    01 Violazioni ritenute provate

    La Commissione ha accolto tutte le contestazioni sulle gravi violazioni finanziarie esaminate.

    02 Ricorso già depositato

    Il Manchester City contesta la decisione e ha presentato formalmente appello il 1° ottobre 2026.

    03 Sanzione ancora da decidere

    La fase relativa alle conseguenze disciplinari è separata e non è ancora stata conclusa.

    Il procedimento finanziario che coinvolge il Manchester City ha raggiunto un passaggio decisivo il 29 settembre 2026, quando la Premier League ha pubblicato le principali conclusioni della Commissione indipendente incaricata di esaminare il caso.

    La Commissione ha ritenuto provate tutte le contestazioni riguardanti le gravi violazioni delle regole finanziarie contestate al club nell’arco di nove stagioni, dal 2009/10 al 2017/18. Ha inoltre accolto tre delle quattro contestazioni relative agli obblighi di cooperazione con la Premier League.

    La decisione non chiude però il procedimento. Il Manchester City afferma di essere innocente, contesta le conclusioni raggiunte dalla Commissione e ha formalmente presentato ricorso. La sanzione per le violazioni accertate sarà invece affrontata separatamente.

    Il punto essenziale è distinguere tre fasi: la decisione sulle violazioni, già pubblicata; il ricorso del Manchester City, ora pendente; e la determinazione della sanzione, che non è ancora avvenuta.

    Cosa viene contestato al Manchester City

    Il cuore del procedimento riguarda il modo in cui il Manchester City avrebbe rappresentato ricavi, costi e accordi commerciali nei propri conti durante il periodo esaminato.

    Secondo quanto pubblicato dalla Premier League, la Commissione ha concluso che alcuni accordi non riflettevano correttamente la reale sostanza economica dei rapporti tra le parti.

    Questi meccanismi avrebbero avuto l’effetto di aumentare i ricavi contabilizzati e ridurre i costi registrati dal club, incidendo sulla rappresentazione complessiva della situazione finanziaria.

    Documenti finanziari, pallone, maglia azzurra e martelletto utilizzati per rappresentare il procedimento sul Manchester City

    Gli accordi commerciali definiti “sham”

    Nella sintesi pubblicata dalla Premier League, alcuni accordi commerciali sono definiti dalla Commissione con il termine inglese “sham”, utilizzato per indicare accordi che, secondo le conclusioni dell’organo giudicante, non rappresentavano la reale intesa economica tra i soggetti coinvolti.

    La Commissione ha ritenuto che diverse società sponsor fossero tenute a versare soltanto una parte delle somme formalmente previste dagli accordi, mentre la quota restante sarebbe stata finanziata da Abu Dhabi United Group Investment & Development Ltd (ADUG), proprietaria del club nel periodo interessato.

    La decisione descrive inoltre ulteriori accordi, anch’essi finanziati da ADUG, che avrebbero consentito al Manchester City di registrare costi operativi inferiori rispetto a quelli effettivamente sostenuti.

    Tra gli elementi esaminati compare anche un accordo relativo a Fordham, società che aveva acquistato i diritti d’immagine dei calciatori del club. Secondo la Commissione, anche questo meccanismo rientrava nella struttura finanziaria contestata.

    L’effetto contestato sui conti del club

    Secondo le conclusioni della Commissione riportate dalla Premier League, i sistemi esaminati avrebbero permesso di aumentare artificialmente i ricavi e ridurre i costi per oltre 900 milioni di sterline durante il periodo interessato.

    La conseguenza sarebbe stata, secondo la decisione, la presentazione di conti che non riflettevano correttamente la situazione finanziaria del club nei confronti dei revisori e degli organismi calcistici.

    La Commissione ha inoltre concluso che, se gli accordi fossero stati rappresentati correttamente, il Manchester City avrebbe superato in misura significativa i limiti di spesa applicabili secondo le regole della Premier League e della UEFA.

    9 stagioni interessate dalle principali violazioni, dal 2009/10 al 2017/18.
    £900m+ effetto complessivo sui ricavi e sui costi indicato nelle conclusioni pubblicate.
    3 su 4 contestazioni accolte sul mancato rispetto degli obblighi di cooperazione.
    La posizione del club

    Questi elementi rappresentano le conclusioni della Commissione indipendente. Il Manchester City le contesta, sostiene di essere innocente e afferma di disporre di prove a sostegno delle proprie posizioni.

    Come si è arrivati alla decisione della Commissione

    L’indagine della Premier League è iniziata nel dicembre 2018. Il procedimento disciplinare è stato formalmente avviato nel febbraio 2023.

    La successiva udienza davanti alla Commissione indipendente si è svolta per 42 giorni e si è conclusa nel dicembre 2024.

    Oltre alle contestazioni finanziarie, la Commissione ha esaminato il comportamento del club durante l’indagine e ha accolto tre delle quattro contestazioni riguardanti la cooperazione e l’obbligo di massima buona fede.

    Secondo quanto riportato dalla Premier League, la Commissione ha concluso che il Manchester City abbia compiuto azioni coordinate volte a ostacolare l’indagine della Lega.

    Decisione e sanzione sono fasi distinte

    La pubblicazione del 29 settembre riguarda l’accertamento delle violazioni. Le eventuali conseguenze disciplinari saranno valutate in una fase separata davanti alla Commissione.

    La risposta del Manchester City e il ricorso

    Il Manchester City ha respinto le conclusioni della Commissione e ha dichiarato che la decisione contiene, a suo giudizio, errori rilevanti di diritto, principio e fatto.

    Il club ha formalmente depositato il proprio ricorso alle 19:00 di giovedì 1° ottobre 2026. Il giorno successivo la Premier League ha confermato la presentazione dell’impugnazione al presidente del Judicial Panel.

    Il ricorso sarà esaminato da un Appeal Board indipendente. In base alle regole della Premier League, il procedimento resterà privato e riservato fino a quando sarà consentita la pubblicazione dell’esito.

    L’Appeal Board dispone di ampi poteri: può accogliere il ricorso, respingerlo oppure adottare altri provvedimenti consentiti dal regolamento, compresa la modifica di quanto deciso dalla Commissione.

    Quali sanzioni rischia il Manchester City

    Al 4 ottobre 2026 non è stata ancora determinata una sanzione definitiva.

    La Premier League ha chiarito che la fase relativa alle conseguenze disciplinari sarà affrontata separatamente dalla Commissione indipendente.

    Il regolamento attribuisce alla Commissione un ampio margine nella scelta delle misure applicabili. Tra gli esempi indicati ufficialmente figurano multe, penalizzazioni di punti e altre sanzioni sportive. L’elenco non è esaustivo.

    Nessuna specifica penalizzazione è stata finora annunciata. Non è quindi corretto presentare una detrazione di punti, una retrocessione o un’altra misura sportiva come conseguenza già decisa.

    Anche il ricorso depositato dal club rappresenta un passaggio rilevante prima che il quadro complessivo del procedimento possa considerarsi definito.

    Cosa succede ora

    Il procedimento prosegue su due fronti distinti.

    Da una parte dovrà essere esaminato il ricorso presentato dal Manchester City contro le conclusioni della Commissione. Dall’altra resta da determinare quali eventuali conseguenze disciplinari derivino dalle violazioni accertate.

    Fino alla conclusione di questi passaggi, il caso non può quindi essere considerato definitivamente chiuso.

    Le prossime comunicazioni ufficiali saranno decisive per capire quali conclusioni resteranno confermate e quali effetti concreti potranno derivare dal procedimento.

    FAQ sul caso finanziario del Manchester City

    Cosa ha deciso la Commissione sul Manchester City?

    La Commissione indipendente ha ritenuto provate tutte le contestazioni relative alle gravi violazioni finanziarie esaminate e tre delle quattro contestazioni riguardanti gli obblighi di cooperazione.

    Il Manchester City contesta la decisione e ha presentato ricorso.

    Per quale periodo riguardano le violazioni contestate?

    Le principali violazioni finanziarie esaminate riguardano nove stagioni, dal 2009/10 al 2017/18.

    Quanto denaro sarebbe coinvolto?

    Secondo le conclusioni della Commissione pubblicate dalla Premier League, i sistemi contestati avrebbero consentito di aumentare i ricavi e ridurre i costi per oltre 900 milioni di sterline.

    Il Manchester City respinge le conclusioni della Commissione.

    Il Manchester City è già stato penalizzato in classifica?

    No. Al 4 ottobre 2026 non è stata annunciata alcuna penalizzazione in classifica.

    La fase relativa alla sanzione è distinta da quella che ha portato all’accertamento delle violazioni.

    Il Manchester City potrebbe essere retrocesso?

    Al momento non è stata decisa una sanzione di questo tipo.

    Le regole attribuiscono alla Commissione un ampio potere sanzionatorio, ma non è corretto presentare una retrocessione come conseguenza già stabilita.

    Cosa succede con il ricorso del Manchester City?

    Il ricorso sarà esaminato da un Appeal Board indipendente. Il procedimento resterà riservato fino a quando le regole consentiranno la pubblicazione dell’esito.

    L’Appeal Board può accogliere il ricorso, respingerlo oppure adottare altri provvedimenti consentiti dal regolamento.

    Il caso Manchester City non è ancora concluso

    Segui NewsPrisma per gli aggiornamenti sul ricorso, sulla futura decisione dell’Appeal Board e sulle eventuali sanzioni che saranno comunicate nel prosieguo del procedimento.

  • Manchester City, ricorso contro la Premier: «Errori di diritto»

    Manchester City, ricorso contro la Premier: «Errori di diritto»

    Calcio

    Manchester City, ricorso contro il verdetto della Premier: «Errori di diritto, principio e fatto»

    Il Manchester City presenta ricorso contro la decisione della Commissione indipendente sulle violazioni finanziarie e contesta alla radice le conclusioni raggiunte, ribadendo la propria innocenza.

    Etihad Stadium del Manchester City
    01 Ricorso depositato

    Il City ha presentato l’impugnazione alle 19 del 1° ottobre 2026.

    02 Oltre £900 milioni

    È l’effetto economico complessivo attribuito dalla Commissione agli accordi contestati.

    03 Sanzione da decidere

    Nessuna penalità è stata ancora stabilita: la fase sanzionatoria è separata.

    Il Manchester City passa alla fase dell’appello. Il club inglese ha formalmente impugnato la decisione della Commissione indipendente che lo ha ritenuto responsabile di gravi violazioni delle regole finanziarie della Premier League.

    Il ricorso è stato depositato alle 19 del 1° ottobre 2026. Nel comunicato con cui ha annunciato l’iniziativa, il club sostiene che il pronunciamento presenti, su più basi, errori sostanziali «di diritto, principio e fatto» e ribadisce la propria innocenza.

    Il punto centrale è che il Manchester City non sta contestando soltanto l’entità di una futura sanzione: punta a ottenere la revisione delle conclusioni raggiunte dalla Commissione sul merito delle violazioni.

    Perché il Manchester City ha presentato ricorso

    La posizione del club è netta. Nel comunicato ufficiale sul ricorso, il Manchester City sostiene che la decisione sia viziata da evidenti errori sostanziali di diritto, principio e fatto e che non possa quindi essere considerata sicura.

    La società continua inoltre a dichiararsi innocente rispetto alle accuse formulate dalla Premier League e afferma di disporre di un ampio insieme di prove a sostegno delle proprie posizioni.

    Allo stesso tempo, il club ha precisato di voler rispettare il procedimento in corso e di essere quindi limitato nelle dichiarazioni pubbliche fino alla conclusione delle diverse fasi.

    Il punto del ricorso

    Il Manchester City chiede in sostanza che vengano riesaminate le conclusioni della Commissione, non una semplice riduzione di una penalità già stabilita.

    Cosa ha stabilito la Commissione indipendente

    La decisione contestata dal City è stata resa pubblica dalla Premier League il 29 settembre 2026.

    Secondo la comunicazione ufficiale della Premier League, tra le stagioni 2009/10 e 2017/18 il Manchester City avrebbe utilizzato accordi commerciali che non rappresentavano correttamente la reale natura delle operazioni.

    La Commissione ha concluso che tali accordi avrebbero consentito di aumentare artificialmente i ricavi e ridurre i costi contabilizzati, alterando così la rappresentazione della situazione finanziaria del club.

    Secondo il pronunciamento, il City avrebbe inoltre presentato informazioni finanziarie inesatte, nascosto ai revisori e agli organismi calcistici il reale quadro delle proprie finanze e superato in misura significativa i limiti di spesa previsti dalle regole della Premier League e della UEFA.

    2009/10–2017/18 Il periodo di nove stagioni preso in esame per le principali violazioni finanziarie.
    > £900 mln L’effetto complessivo su ricavi e costi attribuito dalla Commissione agli accordi contestati.
    3 su 4 Le contestazioni accolte relative agli obblighi di cooperazione con l’indagine della Premier League.

    La Commissione ha infatti accolto anche tre delle quattro contestazioni riguardanti gli obblighi di cooperazione e di massima buona fede durante l’indagine della lega.

    Il Manchester City respinge queste conclusioni e sostiene che l’impianto della decisione debba essere riesaminato.

    Etihad Stadium di Manchester mentre il club affronta il ricorso contro il verdetto della Premier League
    Etihad Stadium di Manchester. Il club ha impugnato la decisione della Commissione indipendente.

    Cosa succede adesso con il ricorso del Manchester City

    La Premier League ha confermato che il ricorso è stato depositato presso il presidente del Judicial Panel.

    L’impugnazione sarà esaminata da un Appeal Board indipendente composto da tre membri. In base alle regole della Premier League, uno dei componenti deve aver ricoperto un incarico giudiziario e assume la presidenza del collegio.

    L’Appeal Board dispone di poteri ampi: può respingere il ricorso, accoglierlo oppure adottare altri provvedimenti ritenuti opportuni, compresa la modifica della decisione della Commissione.

    L’udienza d’appello sarà privata e confidenziale fino a quando sarà consentita la pubblicazione dell’esito.

    Questo significa che non è corretto considerare il pronunciamento del 29 settembre come l’ultimo passaggio della vicenda: il merito delle conclusioni è ora oggetto di impugnazione.

    Stadio Etihad del Manchester City al centro del procedimento con la Premier League
    Lo stadio Etihad del Manchester City. Il ricorso apre una nuova fase del procedimento con la Premier League.

    Nessuna sanzione è stata ancora decisa

    Un punto è fondamentale: al Manchester City non è stata ancora inflitta alcuna sanzione per le violazioni accertate dalla Commissione indipendente.

    La questione delle penalità sarà affrontata separatamente in una successiva udienza davanti alla Commissione.

    Le regole della Premier League prevedono un ampio margine di intervento. Tra le misure espressamente indicate figurano ammende, penalizzazioni in classifica e altre sanzioni sportive.

    Attenzione agli scenari non ancora decisi

    Ipotesi particolarmente severe discusse nel dibattito pubblico non devono essere presentate come provvedimenti già adottati. Al momento, la sanzione deve ancora essere determinata.

    L’esito dell’appello potrebbe quindi avere conseguenze rilevanti anche sulla successiva fase sanzionatoria, perché potrebbe confermare, modificare o rimettere in discussione parti della decisione contestata dal club.

    Anche la Football Association segue il caso

    La portata della vicenda supera il confronto diretto tra Manchester City e Premier League.

    Il 2 ottobre 2026 la Football Association ha dichiarato che la decisione della Commissione presenta implicazioni significative per l’integrità del gioco.

    La federazione inglese ha spiegato di stare esaminando il pronunciamento e le sue conseguenze e di riservarsi la possibilità di intervenire qualora lo ritenga opportuno.

    Procedimento ancora aperto

    La FA non ha annunciato un provvedimento specifico contro il Manchester City e ha sottolineato che il procedimento tra il club e la Premier League è ancora in corso.

    Perché il caso Manchester City può segnare la Premier League

    Il ricorso apre una nuova fase di uno dei procedimenti disciplinari più rilevanti del calcio inglese recente.

    Da una parte, una Commissione indipendente ha accolto le contestazioni più gravi relative alla gestione finanziaria del club. Dall’altra, il Manchester City respinge le conclusioni, continua a dichiararsi innocente e sostiene che il pronunciamento contenga errori sostanziali.

    Per la Premier League la vicenda riguarda direttamente l’applicazione e la credibilità del proprio sistema di controllo finanziario. Per il City, l’obiettivo è ottenere la revisione di conclusioni che potrebbero produrre conseguenze sportive ed economiche rilevanti.

    La prossima fase decisiva, quindi, non si giocherà sul campo: sarà l’Appeal Board a esaminare le contestazioni presentate dal club.

    FAQ sul ricorso del Manchester City

    Perché il Manchester City ha presentato ricorso?

    Il club sostiene che la decisione della Commissione indipendente contenga errori sostanziali di diritto, principio e fatto. Il Manchester City continua inoltre a dichiararsi innocente rispetto alle accuse.

    Il Manchester City è già stato penalizzato in classifica?

    No. Nessuna sanzione è stata ancora decisa. La fase relativa alle eventuali penalità sarà affrontata separatamente.

    Chi giudicherà il ricorso del Manchester City?

    L’impugnazione sarà esaminata da un Appeal Board indipendente composto da tre membri nominati nell’ambito del Judicial Panel della Premier League.

    Il procedimento d’appello sarà pubblico?

    No. L’udienza sarà privata e confidenziale fino a quando sarà consentita la pubblicazione dell’esito.

    Quali sanzioni rischia il Manchester City?

    Le regole della Premier League prevedono tra le possibili misure ammende, penalizzazioni in classifica e altre sanzioni sportive. Al momento, però, non è stata stabilita alcuna penalità specifica.

    Cosa ha contestato la Commissione al Manchester City?

    La Commissione ha ritenuto il club responsabile delle principali violazioni finanziarie contestate nel periodo tra il 2009/10 e il 2017/18 e di tre delle quattro contestazioni relative agli obblighi di cooperazione con l’indagine della Premier League.

    Manchester City e Premier League: il caso resta aperto

    Segui NewsPrisma per gli aggiornamenti sull’esito del ricorso, sulle decisioni dell’Appeal Board e sull’eventuale successiva fase relativa alle sanzioni.

  • Pallone d’Oro 2026: Mbappé, Yamal e Kane in corsa

    Pallone d’Oro 2026: Mbappé, Yamal e Kane in corsa

    Calcio

    Pallone d’Oro 2026: Mbappé, Yamal e Kane tra i candidati più attesi

    Numeri individuali, titoli e Mondiale disegnano una corsa difficile da ridurre a un solo nome: Kylian Mbappé, Lamine Yamal e Harry Kane arrivano alla cerimonia di Londra con argomenti molto diversi.

    Pallone d’Oro 2026 e tre protagonisti della corsa al premio
    01 Verdetto il 26 ottobre

    La 70ª edizione del premio verrà celebrata al London Palladium.

    02 Mondiale compreso

    La valutazione copre il periodo dal 3 agosto 2025 al 19 luglio 2026.

    03 Tre dossier differenti

    Mbappé spicca nei numeri, Yamal nei grandi titoli e Kane per una produzione offensiva eccezionale.

    Il Pallone d’Oro 2026 arriva al tratto finale con candidature costruite su percorsi molto differenti. Tra i 30 giocatori selezionati figurano anche Kylian Mbappé, Lamine Yamal e Harry Kane, tre protagonisti capaci di lasciare il segno tra campionati, coppe europee e Mondiale.

    La cerimonia è in programma lunedì 26 ottobre 2026 al London Palladium. Per la prima volta Londra ospiterà l’evento, nell’anno in cui il riconoscimento creato da France Football celebra la sua 70ª edizione.

    Il confronto non può essere ridotto soltanto al numero dei gol: il regolamento mette al primo posto prestazioni individuali e capacità di essere decisivi, poi risultati e trofei collettivi, quindi classe e fair play.

    Il Pallone d’Oro 2026 valuta una stagione precisa

    Un elemento è decisivo per leggere correttamente il dibattito: il periodo ufficiale di valutazione va dal 3 agosto 2025 al 19 luglio 2026. Il Mondiale disputato tra Canada, Stati Uniti e Messico rientra quindi nella finestra presa in considerazione.

    Non rientrano invece nella valutazione le partite della nuova stagione giocate dopo il 19 luglio. Le prestazioni di settembre e ottobre possono modificare il dibattito mediatico intorno ai candidati, ma non appartengono al periodo su cui i giurati devono basare il voto per l’edizione 2026.

    Per il premio maschile votano 100 giornalisti specializzati, uno per ciascuno dei primi 100 Paesi previsti dal regolamento sulla base del ranking FIFA. Ogni giurato compila una graduatoria di dieci calciatori.

    I tre criteri ufficiali

    Nell’ordine indicato dal regolamento: prestazioni individuali decisive, risultati e titoli della squadra, classe e fair play.

    Mbappé, una candidatura costruita sui numeri

    Kylian Mbappé durante una partita di calcio

    Sul piano della produzione individuale, Kylian Mbappé presenta uno dei profili più rilevanti della stagione. Con il Real Madrid ha chiuso il 2025/26 da capocannoniere della Liga e della Champions League, mantenendo una continuità realizzativa molto elevata nelle due competizioni principali.

    25 gol in 31 presenze nella Liga 2025/26, chiusa da capocannoniere.
    15 reti in Champions League nella stagione 2025/26.
    10 gol al Mondiale 2026, chiuso con la Scarpa d’Oro.

    Il Mondiale ha rafforzato ulteriormente il suo dossier. Mbappé ha terminato il torneo come miglior marcatore e la doppietta realizzata nella finale per il terzo posto lo ha portato a 22 gol complessivi nelle fasi finali dei Mondiali, nuovo primato della competizione.

    La Francia, però, non è arrivata alla finale e il Real Madrid non ha accompagnato la sua stagione individuale con un bottino di grandi trofei paragonabile a quello di altri candidati. È questo il principale elemento di confronto quando entrano in gioco anche i risultati collettivi.

    Lamine Yamal, Liga e Mondiale nella stessa stagione

    Lamine Yamal durante una partita di calcio

    La candidatura di Lamine Yamal combina rendimento individuale e risultati di squadra. Con il Barcellona è stato eletto miglior giocatore della Liga 2025/26 e ha contribuito alla conferma del titolo spagnolo.

    16 gol realizzati nella Liga 2025/26 con il Barcellona.
    12 assist nel campionato spagnolo durante la stagione.
    2 grandi titoli nel periodo: Liga con il Barça e Mondiale con la Spagna.

    Il risultato più importante è arrivato in estate. La Spagna ha vinto il Mondiale 2026 battendo l’Argentina nella finale del 19 luglio, e Yamal ha fatto parte stabilmente del reparto offensivo della nazionale durante il torneo.

    La sua candidatura beneficia quindi di una combinazione particolarmente significativa: riconoscimento individuale nel campionato, titolo nazionale con il club e successo nella competizione internazionale più importante dell’anno.

    La forma attuale non cambia il periodo di voto

    Le prestazioni realizzate da Yamal dopo il 19 luglio possono alimentare il confronto intorno al premio, ma non appartengono alla stagione ufficialmente valutata per il Pallone d’Oro 2026.

    Harry Kane, gol e trofei nella stagione del Bayern

    Harry Kane durante una partita di calcio

    Harry Kane arriva nella lista dei candidati dopo una stagione che ha unito produzione offensiva e risultati collettivi. Il centravanti inglese ha guidato l’attacco del Bayern Monaco in una delle annate più prolifiche della sua carriera.

    36 gol in Bundesliga, sufficienti per chiudere ancora da capocannoniere.
    61 reti in 51 presenze con il Bayern considerando tutte le competizioni.
    2 trofei principali con il Bayern: Bundesliga e Coppa di Germania.

    Le 36 reti segnate in Bundesliga gli hanno consegnato anche la Scarpa d’Oro europea. Con il Bayern ha inoltre conquistato campionato e Coppa di Germania, affiancando ai numeri personali risultati di squadra rilevanti.

    Al Mondiale l’Inghilterra ha chiuso al terzo posto. Il percorso internazionale completa quindi una stagione nella quale Kane ha mantenuto un rendimento realizzativo eccezionale su più competizioni.

    Il Pallone d’Oro 2026 non è una corsa soltanto a tre

    Mbappé, Yamal e Kane rappresentano tre dei nomi più discussi, ma la lista ufficiale comprende 30 candidati e impedisce di leggere il premio come un confronto esclusivamente ristretto a questi tre calciatori.

    Tra gli altri nominati figurano Ousmane Dembélé, vincitore dell’edizione 2025, Jude Bellingham, Erling Haaland, Lionel Messi, Lautaro Martínez e Achraf Hakimi.

    La presenza di profili molto diversi rende centrale il modo in cui ciascun giurato bilancerà rendimento individuale, influenza nelle grandi partite e successi ottenuti con club e nazionale.

    Perché questa edizione è difficile da leggere

    I tre percorsi mettono a confronto forme differenti di eccellenza. Mbappé presenta numeri realizzativi di altissimo livello tra club e Mondiale. Yamal affianca al rendimento individuale il titolo spagnolo e il successo mondiale. Kane combina una stagione da record con trofei nazionali e Scarpa d’Oro europea.

    Non esiste quindi un solo dato capace di anticipare automaticamente il risultato. Il regolamento obbliga a considerare insieme prestazione individuale, risultati collettivi e comportamento sportivo.

    Il punto non è stabilire chi abbia semplicemente segnato di più, ma capire quale stagione raccoglierà il maggior consenso quando i giurati applicheranno i criteri previsti dal premio.

    La risposta arriverà il 26 ottobre a Londra, quando verrà proclamato il vincitore del Pallone d’Oro 2026.

    FAQ sul Pallone d’Oro 2026

    Quando verrà assegnato il Pallone d’Oro 2026?

    La cerimonia è prevista lunedì 26 ottobre 2026 al London Palladium di Londra.

    Quale periodo viene considerato per il Pallone d’Oro 2026?

    Il periodo ufficiale di valutazione va dal 3 agosto 2025 al 19 luglio 2026 e comprende anche il Mondiale 2026.

    Mbappé, Yamal e Kane sono candidati ufficiali?

    Sì. Tutti e tre fanno parte della lista ufficiale dei 30 candidati al Pallone d’Oro maschile 2026.

    Le partite di settembre e ottobre contano per il premio?

    No. La finestra di valutazione si è conclusa il 19 luglio 2026. Le prestazioni successive possono incidere sul dibattito pubblico, ma non appartengono al periodo ufficiale preso in considerazione.

    Quali sono i criteri del Pallone d’Oro?

    Il regolamento considera, nell’ordine, prestazioni individuali e capacità di essere decisivi, risultati e titoli collettivi, quindi classe e fair play.

    Verso il verdetto del Pallone d’Oro 2026

    Segui NewsPrisma per le notizie sul calcio internazionale, i protagonisti della stagione e gli aggiornamenti verso la cerimonia del 26 ottobre a Londra.

  • GrayKey Preserve e iPhone: il riavvio di sicurezza

    GrayKey Preserve e iPhone: il riavvio di sicurezza

    Cybersecurity

    GrayKey Preserve e iPhone: come può neutralizzare gli effetti del riavvio di sicurezza

    Magnet Forensics presenta GrayKey Preserve come uno strumento capace di proteggere le acquisizioni dai timer di riavvio automatico. Il punto cruciale è lo stato crittografico dell’iPhone: ecco cosa è confermato e cosa resta ancora da verificare.

    Smartphone bloccato collegato a strumenti di analisi forense digitale in laboratorio, immagine generata con AI
    01 AFU e BFU

    Il riavvio automatico riporta l’iPhone da After First Unlock a Before First Unlock, eliminando dalla memoria chiavi sensibili e dati transitori.

    02 Preservare non significa sbloccare

    GrayKey Preserve punta a mantenere disponibile lo stato forense utile all’analisi: non equivale automaticamente ad accedere a ogni dato.

    03 Compatibilità da verificare

    Non esistono informazioni pubbliche sufficienti per concludere che la tecnica funzioni su ogni iPhone o su tutte le versioni attuali di iOS.

    Un sistema utilizzato nelle analisi forensi può ridurre uno degli effetti protettivi del riavvio automatico introdotto da Apple sugli iPhone. Si tratta di GrayKey Preserve, tecnologia sviluppata da Magnet Forensics per la conservazione delle evidenze digitali durante le acquisizioni da dispositivi mobili.

    Il prodotto non è più noto soltanto attraverso materiale formativo circolato fuori dai canali ufficiali. Magnet Forensics descrive pubblicamente Graykey Preserve ed Evidence Preservation Mode come strumenti progettati per proteggere le acquisizioni dai timer di riavvio automatico e preservare dati disponibili che potrebbero scadere nel tempo.

    La distinzione è essenziale: preservare uno stato forense non significa sbloccare automaticamente un iPhone. La conservazione delle condizioni utili all’analisi e la successiva estrazione dei dati sono due fasi differenti.

    Come funziona il riavvio automatico di sicurezza dell’iPhone

    Apple documenta Automatic Restart come un meccanismo di sicurezza disponibile da iOS 18.1 e iPadOS 18.1. La funzione sfrutta la Secure Enclave per monitorare gli eventi di sblocco del dispositivo.

    Quando un iPhone rimane bloccato per un periodo prolungato, il sistema può riavviarsi automaticamente. Il passaggio modifica lo stato crittografico del dispositivo da After First Unlock a Before First Unlock.

    AFU

    After First Unlock

    È lo stato successivo al primo sblocco effettuato dopo l’accensione. Alcune chiavi necessarie ad accedere a determinate classi di dati possono restare disponibili anche quando lo schermo viene nuovamente bloccato.

    BFU

    Before First Unlock

    È lo stato del dispositivo dopo l’accensione o un riavvio e prima dell’inserimento del codice. Una parte delle chiavi sensibili non è ancora disponibile.

    Apple spiega che durante il riavvio vengono eliminate dalla memoria chiavi di sicurezza sensibili e dati transitori . Il ritorno allo stato BFU rende quindi più difficile l’accesso fisico non autorizzato ad alcune informazioni protette.

    Il dato delle 72 ore

    Diverse ricostruzioni tecniche hanno indicato un intervallo di circa 72 ore senza sblocco. La documentazione Apple consultata, tuttavia, parla più prudentemente di un dispositivo rimasto bloccato per un periodo prolungato e non fissa in quella pagina una soglia universale di 72 ore.

    Cosa fa GrayKey Preserve secondo Magnet Forensics

    Magnet Forensics presenta Graykey come una piattaforma destinata all’accesso, alla conservazione e all’estrazione di evidenze da dispositivi iOS e Android.

    La società afferma che Graykey Preserve ed Evidence Preservation Mode consentono di proteggere le acquisizioni dai timer di riavvio automatico e di conservare informazioni disponibili che potrebbero essere eliminate o diventare inaccessibili con il trascorrere del tempo.

    Questa descrizione ufficiale conferma quindi l’obiettivo generale del prodotto. Non rende però pubblico il meccanismo tecnico utilizzato per ottenere il risultato.

    Smartphone bloccato analizzato su una postazione di digital forensics con computer e strumenti tecnici, immagine generata con AI
    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

    Un video di formazione attribuito a Magnet Forensics e riportato da 404 Media descriverebbe inoltre la possibilità di acquisire e conservare lo stato AFU anche se il telefono dovesse successivamente riavviarsi o perdere alimentazione.

    Questo specifico comportamento va però distinto dalle informazioni pubblicamente documentate dal produttore: il funzionamento interno della tecnica non è stato reso pubblico e non è possibile verificarne dall’esterno tutti i limiti operativi.

    Quali dati potrebbero essere preservati

    In un’indagine digitale il tempo può incidere sulla disponibilità di alcune informazioni. La conservazione dello stato del dispositivo serve proprio a ridurre il rischio che elementi utili all’analisi vengano eliminati o diventino meno accessibili prima dell’acquisizione.

    Il materiale formativo riportato dalla stampa cita, tra gli esempi, informazioni temporanee o soggette a cancellazione e scadenza.

    • dati di localizzazione conservati temporaneamente sul dispositivo;
    • fotografie eliminate di recente che non siano ancora state rimosse definitivamente;
    • messaggi cancellati ancora recuperabili nelle condizioni previste dal sistema;
    • altre informazioni disponibili nello stato forense del telefono e suscettibili di cambiare nel tempo.

    La presenza di un dato sul dispositivo non garantisce che possa essere estratto o letto automaticamente . Disponibilità, cifratura, modello di iPhone, versione di iOS e stato del dispositivo possono influire sull’analisi.

    Il metodo tecnico resta in gran parte sconosciuto

    Non è stato pubblicato un documento tecnico completo che descriva la vulnerabilità, la sequenza di exploit o la caratteristica di iOS eventualmente utilizzata da GrayKey Preserve per mantenere le condizioni utili all’acquisizione.

    Tra le ipotesi formulate dagli esperti sono state considerate possibili interferenze con la gestione del tempo o con processi responsabili della scadenza di determinate informazioni. Si tratta però di ipotesi e non di un funzionamento confermato.

    Anche per questo motivo è improprio descrivere GrayKey Preserve come una vulnerabilità universale capace di sbloccare indiscriminatamente qualsiasi iPhone.

    Il punto aperto: funziona ancora sulle versioni attuali di iOS?

    Al 3 ottobre 2026 Apple indica iOS 27.0.1 come versione più recente di iOS, pubblicata il 28 settembre 2026.

    Le informazioni disponibili pubblicamente non permettono però di stabilire se la specifica procedura descritta nel materiale formativo funzioni senza limitazioni su iOS 27.0.1, su tutti i modelli compatibili o nelle medesime condizioni mostrate nelle dimostrazioni precedenti.

    Cosa è confermato e cosa no

    È confermato che Magnet Forensics commercializza strumenti destinati a proteggere le acquisizioni dai timer di riavvio automatico. Non è invece pubblicamente documentata una compatibilità universale con ogni modello di iPhone e con ogni release corrente di iOS.

    Cosa cambia per gli utenti iPhone

    Le informazioni disponibili non descrivono un attacco remoto utilizzabile liberamente via Internet. Graykey è una piattaforma specializzata di digital forensics, impiegata in contesti investigativi e di analisi fisica dei dispositivi.

    Per un normale utente rimane quindi importante mantenere iOS aggiornato. Gli aggiornamenti possono modificare componenti del sistema operativo, correggere vulnerabilità e ridurre l’efficacia di tecniche precedentemente utilizzabili.

    Il caso evidenzia inoltre perché la sicurezza di uno smartphone non dipenda soltanto dal codice di sblocco: entrano in gioco Secure Enclave, classi di protezione dei dati, stato AFU o BFU e disponibilità delle chiavi crittografiche.

    Il confronto tra protezione dei dati e digital forensics

    GrayKey Preserve rappresenta un nuovo passaggio nel confronto tra le misure di sicurezza introdotte dai produttori di smartphone e gli strumenti sviluppati per l’analisi forense dei dispositivi sequestrati.

    Da una parte, Apple progetta meccanismi destinati a ridurre la quantità di informazioni accessibili quando un telefono rimane bloccato. Dall’altra, le aziende specializzate nella digital forensics cercano tecniche che permettano di conservare le evidenze nelle condizioni in cui sono state acquisite.

    È una dinamica in continua evoluzione: una tecnica oggi efficace può perdere efficacia dopo un aggiornamento del sistema operativo, mentre nuove protezioni possono a loro volta generare nuovi metodi di analisi.

    FAQ su GrayKey Preserve e sicurezza iPhone

    GrayKey Preserve può sbloccare qualsiasi iPhone?

    No, non esistono informazioni pubbliche sufficienti per sostenerlo. GrayKey Preserve è descritto soprattutto come strumento di conservazione dello stato utile all’analisi forense. Compatibilità e capacità di estrazione possono variare in base a dispositivo, versione di iOS e condizioni operative.

    Che cosa significa Before First Unlock?

    Before First Unlock, abbreviato in BFU, è lo stato in cui si trova un iPhone dopo l’accensione o il riavvio e prima che venga inserito per la prima volta il codice di sblocco.

    Che cosa significa After First Unlock?

    After First Unlock, o AFU, è lo stato successivo alla prima autenticazione effettuata dopo l’accensione. Alcune classi di dati possono essere più accessibili rispetto allo stato BFU.

    Il riavvio automatico è una funzione di sicurezza?

    Sì. Apple documenta Automatic Restart come meccanismo di sicurezza disponibile da iOS 18.1. Il riavvio riporta il dispositivo allo stato BFU e rimuove dalla memoria chiavi sensibili e dati transitori.

    GrayKey Preserve è un rischio immediato per tutti gli utenti?

    Le informazioni pubbliche non indicano un attacco remoto disponibile indiscriminatamente. Si tratta di tecnologia specialistica per l’analisi forense, e non è dimostrato pubblicamente che la stessa tecnica sia efficace su ogni iPhone aggiornato.

    Sicurezza iPhone e privacy digitale

    Segui NewsPrisma per gli aggiornamenti sulle protezioni di iOS, sulla cybersecurity mobile e sugli strumenti che stanno cambiando il rapporto tra privacy e analisi forense digitale.

  • Tartufo bianco a Città di Castello: la famiglia Cenci

    Tartufo bianco a Città di Castello: la famiglia Cenci

    Territorio

    Tartufo bianco a Città di Castello: la passione della famiglia Cenci passa ai figli

    Nei boschi dell’Altotevere Diego Cenci, Elisa Pellegrini e i loro figli condividono la cerca della trifola: una tradizione fatta di cani, vanghino, natura e tempo trascorso insieme.

    Immagine illustrativa di una famiglia durante la cerca del tartufo in un bosco autunnale
    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
    01 Una passione di famiglia

    Diego Cenci cerca tartufi da anni e oggi condivide questa esperienza con la moglie e i figli.

    02 Mattia e Marco già abilitati

    I due figli maggiori hanno superato gli esami previsti e possono partecipare alla cerca insieme al padre.

    03 Il Salone torna in autunno

    Nel 2026 Città di Castello ospita la 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato.

    CITTÀ DI CASTELLO – Per la famiglia Cenci il fine settimana può cominciare con gli scarponi ai piedi, il vanghino in mano e i cani pronti a entrare nel bosco. La cerca del tartufo bianco è diventata negli anni un’attività condivisa, capace di coinvolgere genitori e figli attorno a una tradizione profondamente legata all’Alta Valle del Tevere.

    Protagonisti sono Diego Cenci, 46 anni, la moglie Elisa Pellegrini, 37 e i figli maggiori Mattia, 16 anni, e Marco, 14. Diego possiede il tesserino da cavatore da oltre quindici anni, mentre Mattia e Marco hanno già superato gli esami previsti per ottenere l’abilitazione alla cerca.

    Ad accompagnarli nei boschi ci sono anche Red e Milù, i cani con cui la famiglia condivide le uscite alla ricerca della “trifola”, il nome con cui il tartufo bianco viene comunemente indicato nella tradizione locale.

    La particolarità della storia non sta soltanto nel ritrovamento del tartufo, ma nel modo in cui una passione individuale è diventata un appuntamento capace di riunire la famiglia e di trasmettersi da una generazione all’altra.

    Una passione che passa dai genitori ai figli

    Cercare un tartufo richiede pazienza. Non basta raggiungere il bosco: bisogna osservare il terreno, seguire il lavoro del cane e saper leggere segnali che non garantiscono mai il risultato.

    È proprio l’incertezza a rendere diversa ogni uscita. La ricerca può concludersi senza ritrovamenti oppure trasformarsi, in pochi istanti, nella scoperta di qualcosa rimasto nascosto sotto terra.

    Diego ha riassunto questa sensazione con una frase semplice: «Il tartufo è sempre una sorpresa». La dichiarazione è stata diffusa dal Comune di Città di Castello e ripresa da ANSA.

    Per lui, però, il valore dell’esperienza non coincide soltanto con il momento della cavatura. La soddisfazione più grande è vedere la stessa curiosità e lo stesso entusiasmo crescere anche nei figli.

    Dai più grandi ai più piccoli

    La famiglia comprende anche Manuel, nato nel 2018, e Matilde, che al momento della testimonianza aveva 18 mesi. Per loro l’eventuale percorso verso l’abilitazione arriverà soltanto quando avranno raggiunto l’età prevista.

    Tutto iniziò da un cucciolo nel 2008

    La storia raccontata da Diego parte dal settembre del 2008. Mentre si trovava in un ristorante, notò un annuncio per una cucciolata di bracco pointer e decise di contattare il numero indicato.

    Scoprì così che il cane da cui provenivano i cuccioli apparteneva allo zio della donna che sarebbe poi diventata sua moglie: un tartufaio conosciuto come “il Barba”.

    Da quell’episodio nacque un legame che avrebbe accompagnato anche la storia personale della futura famiglia Cenci. La passione per la cerca crebbe nel tempo fino a coinvolgere i figli e a diventare una consuetudine condivisa.

    Il bosco diventa un luogo per stare insieme

    Nelle uscite della famiglia Cenci il tartufo è il motivo della partenza, ma non esaurisce il significato della giornata. Il bosco offre anche un’occasione per rallentare, camminare, osservare l’ambiente e condividere un’esperienza lontana dalla routine quotidiana.

    Elisa Pellegrini ha descritto questi momenti come «una vera e propria festa nei boschi», sottolineando il piacere di trascorrere tempo all’aria aperta insieme ai cani e ai figli.

    Smartphone, tablet e computer restano per qualche ora in secondo piano. Al loro posto ci sono il terreno da esplorare, il comportamento dei cani da seguire e un sapere che passa soprattutto attraverso l’esperienza diretta.

    È anche così che una pratica tradizionale continua a essere tramandata: non soltanto attraverso regole e abilitazioni, ma attraverso gesti, attenzione all’ambiente e tempo trascorso insieme.

    Città di Castello verso il Salone del Tartufo Bianco Pregiato 2026

    La storia della famiglia Cenci arriva mentre Città di Castello si prepara a uno degli appuntamenti che raccontano pubblicamente il rapporto del territorio con la trifola.

    Nel 2026 il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato raggiunge la 46ª edizione e si sviluppa su tre fine settimana: 31 ottobre e 1° novembre, 7 e 8 novembre, 14 e 15 novembre.

    Secondo il programma pubblicato da Umbria Tourism, il centro di Città di Castello ospiterà iniziative dedicate al tartufo bianco pregiato, alla gastronomia e alle tradizioni del territorio.

    Sono previsti il Mercato del Bianco Pregiato, appuntamenti gastronomici, show cooking, esperienze a tema e iniziative rivolte anche alle famiglie.

    Il Salone porta nel centro cittadino ciò che nei boschi viene vissuto direttamente da tartufai e famiglie: il legame tra prodotto, territorio, conoscenza della natura e tradizione locale.

    Prima di arrivare sulle tavole, ogni tartufo comincia infatti sottoterra, nel rapporto tra ambiente, cane e cavatore. Nel caso dei Cenci, quella ricerca è diventata anche un modo per stare insieme e consegnare una passione alla generazione successiva.

    FAQ sul tartufo bianco e sulla famiglia Cenci

    Chi è la famiglia Cenci di Città di Castello?

    È la famiglia formata da Diego Cenci, Elisa Pellegrini e i figli Mattia, Marco, Manuel e Matilde. La cerca del tartufo è diventata una passione condivisa all’interno del nucleo familiare.

    Quali figli sono già abilitati alla cerca del tartufo?

    Mattia e Marco, rispettivamente di 16 e 14 anni al momento della testimonianza, hanno superato gli esami previsti e ottenuto l’abilitazione necessaria.

    Come è nata la passione di Diego Cenci per il tartufo?

    Diego fa risalire l’inizio della storia al settembre 2008, quando un annuncio relativo a una cucciolata di bracco pointer lo mise in contatto con l’ambiente familiare della futura moglie, già legato alla cerca del tartufo.

    Quando si svolge il Salone del Tartufo Bianco Pregiato 2026?

    La 46ª edizione è in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7 e 8 novembre, 14 e 15 novembre 2026.

    Storie, territori e tradizioni dell’Umbria

    Segui NewsPrisma per scoprire altre storie dall’Umbria, gli appuntamenti di Città di Castello e le tradizioni che continuano a vivere attraverso persone, famiglie e territorio.

  • Le donne della Repubblica: 80 anni di conquiste nella mostra ANSA

    Le donne della Repubblica: 80 anni di conquiste nella mostra ANSA

    Storia e società

    Le donne della Repubblica: 80 anni di conquiste nella mostra ANSA

    Dalle urne del 1946 alle professioni, dalle istituzioni allo sport: 122 fotografie e 135 protagoniste ricostruiscono ottant’anni di trasformazioni nella storia italiana attraverso l’archivio dell’ANSA.

    Inaugurazione della mostra ANSA Le donne della Repubblica a Roma
    1946 Il punto di partenza

    Il percorso prende avvio dall’anno in cui le donne parteciparono per la prima volta a una consultazione elettorale nazionale.

    122 Fotografie d’archivio

    Le immagini ANSA collegano persone, passaggi legislativi e trasformazioni della società italiana.

    2026 Ottant’anni di Repubblica

    Il progetto è stato realizzato nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana.

    La storia della Repubblica può essere letta anche attraverso gli spazi che le donne hanno conquistato nella politica, nel lavoro, nella famiglia, nella cultura, nella scienza e nello sport. È questa la prospettiva scelta da “Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. 1946-2026” , mostra fotografica e documentaria costruita a partire dall’archivio dell’agenzia di stampa.

    Il progetto non propone una semplice successione di personalità celebri. Fotografie, testi, audio e video mettono in relazione biografie individuali e cambiamenti collettivi, mostrando come l’evoluzione della condizione femminile abbia accompagnato quella dell’intero Paese.

    Il racconto attraversa 135 protagoniste, ma il suo obiettivo dichiarato è rappresentare anche le molte donne rimaste fuori dalle cronache che hanno contribuito al lungo percorso verso una maggiore uguaglianza.

    Dal voto del 1946 alle 21 donne della Costituente

    Il percorso storico parte dal 2 giugno 1946, quando le donne italiane parteciparono per la prima volta a una consultazione elettorale di carattere nazionale, chiamate a votare per il referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente.

    La partecipazione politica femminile aveva già avuto un primo passaggio nelle elezioni amministrative dello stesso anno. Il voto di giugno assunse però una dimensione nazionale e coincise con la nascita della nuova architettura istituzionale italiana.

    All’Assemblea Costituente furono elette 21 donne su 556 componenti. Le prime deputate entrarono così nell’assemblea incaricata di elaborare la Costituzione della Repubblica.

    Un passaggio istituzionale decisivo

    Cinque delle 21 elette — Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti, Lina Merlin e Teresa Noce — parteciparono anche alla Commissione dei 75, incaricata di predisporre il progetto della Costituzione.

    Un archivio di volti, svolte e nuovi traguardi

    Le immagini attraversano epoche e ambiti diversi. Nel percorso trovano spazio figure che hanno segnato passaggi istituzionali, culturali e professionali, insieme a storie diventate simboliche del cambiamento sociale.

    Tra queste ci sono Tina Anselmi, prima donna ministra della Repubblica, Nilde Iotti, prima donna presidente della Camera, e Franca Viola, la cui vicenda è legata al rifiuto del matrimonio riparatore.

    Il racconto arriva anche alle conquiste nella scienza, nelle professioni e nello sport: da Fiorenza De Bernardi, prima donna italiana pilota di linea, a Novella Calligaris, protagonista di risultati storici nel nuoto italiano, fino a Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio.

    Cultura e spettacolo sono rappresentati, tra le altre, da Anna Magnani, premiata nel 1956 con l’Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata.

    Le donne della Repubblica proiettate all'Auditorium Parco della Musica di Roma
    Una selezione delle immagini della mostra proiettata all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone in occasione del 2 giugno 2026.

    Proprio il 2 giugno, una selezione di 44 immagini è stata trasformata in una proiezione pubblica sulla facciata dell’Auditorium Parco della Musica e in numerosi altri luoghi italiani, portando una parte dell’archivio fuori dalle sale espositive.

    Le leggi che hanno segnato il cambiamento

    Il percorso fotografico affianca alle persone alcuni passaggi normativi che hanno modificato concretamente diritti, famiglia, lavoro e tutela della persona.

    1963
    Accesso ai pubblici uffici e alle professioni

    La legge n. 66 apre alle donne l’accesso alle cariche, professioni e impieghi pubblici, compresa la magistratura.

    1975
    Riforma del diritto di famiglia

    La legge n. 151 modifica profondamente la disciplina dei rapporti familiari e il quadro giuridico tra i coniugi.

    1977
    Parità di trattamento nel lavoro

    La legge n. 903 interviene contro le discriminazioni fondate sul sesso nell’accesso e nei rapporti di lavoro.

    1978
    Legge n. 194

    Viene approvata la normativa sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza.

    1981
    Causa d’onore e matrimonio riparatore

    La legge n. 442 abroga le disposizioni del codice penale legate alla causa d’onore e al matrimonio riparatore.

    1996
    Norme contro la violenza sessuale

    Con la legge n. 66 la violenza sessuale viene ricondotta ai delitti contro la persona, superando il precedente inquadramento tra i delitti contro la moralità pubblica e il buon costume.

    La forza del percorso sta nel collegare queste date ai mutamenti sociali che le hanno precedute e accompagnate. Le norme non appaiono quindi come episodi isolati, ma come parti di un processo più ampio che ha coinvolto istituzioni, movimenti, famiglie, lavoro e cultura.

    Da Vicolo Valdina all’Auditorium Parco della Musica

    La prima tappa romana è stata inaugurata il 28 maggio 2026 al Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei deputati. L’apertura al pubblico è iniziata il giorno successivo ed è proseguita fino al 30 giugno.

    In seguito il progetto è arrivato ad AuditoriumArte, all’interno dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. La programmazione definitiva indicata dall’Auditorium va dal 3 luglio al 13 settembre 2026, con chiusura durante tutto il mese di agosto e nei giorni 8, 9 e 10 settembre.

    Le date della locandina

    La locandina di lancio riportava ancora il periodo 29 maggio – 1 agosto 2026. Le informazioni ufficiali pubblicate successivamente dall’Auditorium hanno invece indicato la prosecuzione della tappa romana fino al 13 settembre.

    Conclusa l’esposizione, il progetto continua a essere consultabile attraverso lo speciale online dell’ANSA, che raccoglie fotografie, video, testimonianze e materiali dedicati.

    Conquiste raggiunte e questioni ancora aperte

    Il percorso non presenta gli ottant’anni trascorsi come una storia conclusa. La curatrice e storica Silvia Salvatici ha richiamato, tra gli aspetti ancora aperti, la sottorappresentanza delle donne nei luoghi decisionali.

    È proprio la distanza tra uguaglianza formale e condizioni concrete a dare al progetto una dimensione che va oltre la celebrazione. I progressi normativi e professionali vengono messi accanto alle disparità che continuano a essere oggetto di confronto nella società italiana.

    Il messaggio che emerge dalle immagini è che la storia dell’emancipazione femminile non costituisce un capitolo separato: fa parte della storia politica, sociale e culturale della Repubblica .

    La storia delle donne dentro la storia della Repubblica

    Dal voto all’ingresso nelle istituzioni, dall’accesso alle professioni alla trasformazione dei rapporti familiari, ogni passaggio raccontato dalla mostra ha avuto effetti che hanno superato la sola condizione femminile.

    Accostate tra loro, le fotografie dell’ANSA costruiscono un archivio visivo degli ottant’anni della Repubblica: non soltanto una raccolta di primati, ma la documentazione di un cambiamento che ha coinvolto l’intera società.

    FAQ sulla mostra “Le donne della Repubblica”

    Quante fotografie comprende la mostra?

    Il progetto raccoglie 122 fotografie dell’archivio ANSA e racconta il percorso di 135 donne.

    Perché il racconto parte dal 1946?

    Il 1946 segna l’ingresso delle donne nella piena partecipazione elettorale nazionale e l’elezione delle prime 21 donne all’Assemblea Costituente.

    Dove è stata esposta a Roma?

    La mostra è stata ospitata prima al Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei deputati e successivamente ad AuditoriumArte, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

    La mostra è ancora visitabile?

    No. La tappa all’Auditorium si è conclusa il 13 settembre 2026. Restano disponibili online i materiali dello speciale ANSA dedicato al progetto.

    Le immagini e le testimonianze del progetto ANSA

    Lo speciale dedicato a “Le donne della Repubblica” raccoglie materiali, fotografie, video e approfondimenti sull’intero percorso 1946-2026.

    Consulta lo speciale ANSA
  • Trump: Europa libera scorte di diesel, accordo G7

    Trump: Europa libera scorte di diesel, accordo G7

    Economia & Energia

    Trump annuncia il rilascio delle scorte europee di diesel: accordo G7 su 100 milioni di barili

    Dopo l’annuncio del presidente statunitense, il G7 ha formalizzato un rilascio coordinato di 100 milioni di barili attraverso l’IEA nell’arco di quattro mesi , con una consistente quantità di diesel anticipata nei primi 20 giorni.

    Illustrazione dedicata a Donald Trump e alle riserve strategiche di diesel
    100 mln Rilascio coordinato

    Il G7 ha concordato un rilascio di 100 milioni di barili attraverso l’IEA nell’arco di quattro mesi.

    20 giorni Diesel anticipato

    Una quantità consistente di diesel dovrà arrivare sul mercato nella fase iniziale dell’operazione.

    325 mln Già rilasciati

    L’IEA indica circa 325 milioni di barili già messi sul mercato sui 400 milioni annunciati a marzo.

    Donald Trump ha annunciato il 2 ottobre che i Paesi europei avevano accettato di mettere a disposizione una quantità significativa delle proprie scorte di diesel per contribuire ad allentare le tensioni sui mercati energetici internazionali.

    L’annuncio del presidente degli Stati Uniti è stato seguito poche ore dopo da una decisione formale dei leader del G7, che hanno definito quantità, tempi e modalità generali dell’intervento.

    Il comunicato ufficiale del G7 sulla sicurezza energetica prevede un rilascio coordinato attraverso l’International Energy Agency di 100 milioni di barili nell’arco di quattro mesi.

    Il piano non assegna tutti i 100 milioni di barili esclusivamente al diesel. Il G7 prevede però che una quantità consistente di scorte di diesel venga anticipata nei primi 20 giorni dell’operazione.

    Cosa prevede l’accordo del G7 sulle riserve energetiche

    L’intervento coinvolge i membri del G7 e i partner che partecipano all’azione coordinata attraverso l’Agenzia internazionale dell’energia. Il rilascio deve iniziare immediatamente e svilupparsi nell’arco di quattro mesi.

    Il G7 ha inoltre deciso di coordinare i programmi di manutenzione delle raffinerie, in modo da limitare il rischio di riduzioni simultanee della capacità produttiva. Dove tecnicamente possibile, i Paesi sono invitati ad aumentare temporaneamente l’utilizzo degli impianti.

    Il comunicato invita anche i Paesi dotati di una significativa capacità di raffinazione ad aumentare la produzione di prodotti raffinati, con particolare attenzione al diesel.

    100 mln barili previsti dal rilascio coordinato attraverso l’IEA.
    4 mesi periodo indicato dal G7 per l’attuazione dell’intervento.
    20 giorni prima fase nella quale dovrà essere anticipata una quantità consistente di diesel.

    Un altro elemento riguarda gli scambi internazionali: i membri del G7 hanno ribadito l’impegno a non introdurre restrizioni alle esportazioni di energia e prodotti energetici tra i Paesi del gruppo.

    Trump esclude il blocco delle esportazioni americane di diesel

    Il tema delle esportazioni statunitensi aveva assunto un peso particolare mentre aumentavano le pressioni sul mercato internazionale dei prodotti raffinati.

    Dopo l’intesa del G7, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non introdurranno un divieto alle esportazioni di diesel. La dichiarazione è stata riportata da Reuters il 2 ottobre .

    L’assenza di un blocco americano è coerente con l’impegno assunto dal G7 a evitare nuove restrizioni commerciali che potrebbero accentuare la scarsità sui mercati internazionali.

    Due misure complementari

    Il piano punta contemporaneamente ad aumentare i volumi disponibili attraverso le riserve di emergenza e a mantenere aperti i flussi commerciali tra i principali Paesi industrializzati.

    Perché il diesel è al centro delle tensioni energetiche

    La pressione sui mercati non riguarda soltanto il petrolio greggio. Una parte rilevante delle difficoltà si concentra sui prodotti raffinati e in particolare sul diesel, fondamentale per trasporto merci, logistica, agricoltura e numerose attività industriali.

    L’ aggiornamento dell’IEA dopo il vertice del G7 segnala che i flussi di prodotti raffinati restano fortemente limitati. Le difficoltà nei flussi dal Medio Oriente e gli attacchi alle raffinerie russe hanno aumentato le pressioni sul mercato del diesel.

    Il quadro era già emerso nell’ Oil Market Report di settembre 2026 . L’Agenzia aveva rilevato margini di raffinazione record nel bacino atlantico in agosto, trainati in particolare dal forte aumento dei margini sul diesel.

    Porto energetico europeo al tramonto
    Le tensioni sui prodotti raffinati interessano direttamente approvvigionamenti, trasporti e logistica energetica europea.

    Una disponibilità ridotta di diesel può avere effetti più ampi rispetto al solo costo del carburante per gli automobilisti. Aumenti persistenti possono infatti incidere sui costi di trasporto e produzione, con possibili conseguenze sui prezzi sostenuti da imprese e consumatori.

    Quale può essere l’impatto sul prezzo del diesel in Europa

    L’obiettivo del rilascio delle riserve è aumentare temporaneamente l’offerta e ridurre le pressioni sul mercato. Questo non significa però che il prezzo alla pompa debba diminuire immediatamente o nella stessa misura in tutti i Paesi europei.

    Il prezzo finale dipende da diversi fattori: quotazioni internazionali, costo del greggio, margini di raffinazione, disponibilità dei prodotti, trasporto, distribuzione, domanda e fiscalità nazionale.

    Il 2 ottobre la Commissione europea ha precisato che le forniture di diesel nell’Unione restano per il momento stabili, mentre i prezzi continuano a essere elevati a causa della tensione del mercato globale.

    Il rilascio delle scorte può contribuire a ridurre la pressione sull’offerta, ma il suo effetto sui prezzi dipenderà dalla velocità con cui i volumi raggiungeranno il mercato e dall’evoluzione della raffinazione, dei flussi commerciali e delle tensioni geopolitiche.

    Il tema si inserisce in un quadro economico più ampio, nel quale il costo dell’energia continua a incidere sui bilanci pubblici e sulle misure di sostegno. Su questo aspetto è possibile approfondire anche il rapporto tra caro energia e flessibilità fiscale nell’Unione europea .

    Come si collega il nuovo accordo alle riserve già rilasciate

    Il nuovo intervento deve essere letto insieme all’azione collettiva sulle riserve avviata dall’IEA nel marzo 2026.

    Secondo l’Agenzia, al 2 ottobre erano stati rilasciati circa 325 milioni di barili dei 400 milioni annunciati l’11 marzo, pari a oltre l’80% del volume previsto.

    L’IEA ritiene che questi rilasci abbiano contribuito a compensare parte delle carenze di approvvigionamento e a sostenere la stabilità del mercato.

    La precisazione sui 100 milioni di barili

    Il comunicato del G7 collega espressamente il rilascio dei 100 milioni di barili alla piena attuazione degli impegni assunti a marzo, tenendo conto delle quantità già rilasciate. Per questo non è corretto considerare automaticamente tutti i 100 milioni come un pacchetto aggiuntivo rispetto ai 400 milioni precedentemente annunciati .

    Cosa monitorare nelle prossime settimane

    Il primo elemento sarà la quantità effettiva di diesel messa a disposizione durante i primi 20 giorni. Sarà altrettanto importante verificare la distribuzione dei volumi tra i diversi prodotti petroliferi e i Paesi partecipanti.

    Il G7 ha chiesto inoltre all’IEA di monitorare l’attuazione delle misure, valutarne l’impatto sulla sicurezza energetica e sulla stabilità dei mercati e presentare un rapporto entro 20 giorni.

    I membri del gruppo hanno lasciato aperta anche la possibilità di discutere ulteriori rilasci di diesel qualora l’andamento del mercato li rendesse necessari.

    Nei prossimi aggiornamenti, i segnali più rilevanti saranno quindi i volumi effettivamente immessi sul mercato, l’andamento delle scorte, la capacità delle raffinerie e la reazione dei prezzi europei.

    FAQ su Trump, diesel europeo e accordo G7

    Quanti barili saranno rilasciati dal G7?

    Il G7 ha concordato un rilascio coordinato di 100 milioni di barili attraverso l’IEA nell’arco di quattro mesi. Una consistente quantità di diesel dovrà essere anticipata nei primi 20 giorni.

    I 100 milioni di barili sono tutti diesel?

    No. Il comunicato parla di un rilascio coordinato dalle riserve energetiche e prevede una significativa anticipazione del diesel, senza indicare che l’intero volume dei 100 milioni di barili sia costituito esclusivamente da gasolio.

    Gli Stati Uniti bloccheranno le esportazioni di diesel?

    Trump ha dichiarato il 2 ottobre che non autorizzerà un divieto alle esportazioni statunitensi di diesel. Il G7 ha inoltre ribadito l’impegno a evitare restrizioni alle esportazioni energetiche tra i Paesi del gruppo.

    Il rilascio delle riserve farà scendere il prezzo del diesel?

    L’intervento punta ad aumentare l’offerta e ad allentare le tensioni, ma non garantisce una riduzione immediata o uniforme dei prezzi. Il risultato dipenderà anche da raffinazione, logistica, domanda, quotazioni internazionali e condizioni geopolitiche.

    Chi coordina il rilascio delle riserve?

    L’operazione viene coordinata attraverso l’ International Energy Agency, incaricata anche di monitorare l’attuazione delle misure e il loro impatto sul mercato.

    Energia e mercati: segui gli sviluppi

    Segui NewsPrisma per gli aggiornamenti su energia, prezzi, economia internazionale e conseguenze delle tensioni sui mercati europei.

  • Comuni in dissesto, oltre l’80% dei casi in 3 regioni del Sud

    Comuni in dissesto, oltre l’80% dei casi in 3 regioni del Sud

    Economia

    Comuni in dissesto finanziario: l’80,4% dei dissesti degli ultimi cinque anni in Campania, Calabria e Sicilia

    Campania, Calabria e Sicilia concentrano più di quattro dissesti comunali su cinque dichiarati in Italia nell’ultimo quinquennio . La Relazione della Corte dei conti fotografa una crisi finanziaria fortemente concentrata nel Mezzogiorno.

    Crisi finanziaria dei Comuni italiani
    80,4% Dissesti dell’ultimo quinquennio

    È la quota dei dissesti dichiarati in Italia negli ultimi cinque anni concentrata in Campania, Calabria e Sicilia.

    485 Procedure ancora aperte

    Al 31 dicembre 2025 riguardano 484 enti locali, pari al 6,1% dei Comuni italiani.

    6,2 mld Massa passiva stimata

    Le crisi finanziarie considerate coinvolgono territori nei quali vivono circa 6,5 milioni di persone.

    La crisi finanziaria dei Comuni italiani riguarda una quota minoritaria degli enti locali, ma presenta una fortissima concentrazione territoriale.

    È quanto emerge dalla Relazione sui Comuni in situazione di crisi finanziaria approvata dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti con la deliberazione n. 15/SEZAUT/2026/FRG e aggiornata al 31 dicembre 2025.

    Sicilia, Calabria e Campania raccolgono insieme il 63,6% delle procedure di crisi complessivamente attivate e l’80,4% dei dissesti dichiarati negli ultimi cinque anni.

    Il dato dell’80,4% non indica che otto Comuni su dieci di Campania, Calabria e Sicilia siano oggi in dissesto. Indica invece la quota dei dissesti dichiarati in tutta Italia nell’ultimo quinquennio che si concentra complessivamente nelle tre regioni.

    Quanti Comuni italiani sono in dissesto o riequilibrio finanziario

    Alla fine del 2025 risultano 485 procedure ancora aperte e in corso, riferite a 484 enti locali.

    227 procedure di dissesto finanziario ancora aperte al 31 dicembre 2025.
    258 procedure di riequilibrio finanziario pluriennale ancora in corso.
    6,1% quota dei Comuni italiani interessati dalle procedure aperte.

    Nei territori interessati vivono circa 6,5 milioni di abitanti, mentre la massa passiva complessivamente stimata raggiunge 6,2 miliardi di euro.

    Allargando l’analisi all’intero periodo considerato dalla Corte dei conti, le procedure attivate sul territorio nazionale sono state 1.448: 818 dissesti e 630 riequilibri, riferiti complessivamente a 1.033 Comuni.

    Calabria, Sicilia e Campania concentrano le maggiori criticità

    Le differenze territoriali diventano ancora più evidenti considerando quanti Comuni di ogni regione hanno sperimentato almeno una procedura di crisi finanziaria.

    54,2% dei Comuni della Calabria ha sperimentato almeno una procedura di crisi.
    41,4% dei Comuni della Sicilia ha registrato almeno una procedura.
    39,1% dei Comuni della Campania è stato interessato da almeno una procedura.

    Seguono Puglia con il 28,4%, Lazio con il 24,1%, Molise con il 23,5% e Basilicata con il 22,1%. Nelle regioni del Centro-Nord l’incidenza complessiva risulta invece molto più contenuta.

    Dissesti comunali nel Sud Italia
    Come leggere correttamente le percentuali

    Il 54,2%, il 41,4% e il 39,1% descrivono la quota di Comuni delle rispettive regioni che hanno sperimentato almeno una procedura nel periodo analizzato. L’80,4% misura invece la concentrazione geografica dei dissesti dichiarati in Italia nell’ultimo quinquennio.

    Che cosa significa per un Comune dichiarare il dissesto finanziario

    Il dissesto finanziario è disciplinato dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, il TUEL.

    L’articolo 244 stabilisce che lo stato di dissesto ricorre quando l’ente non è in grado di garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili oppure quando non può far fronte, attraverso gli strumenti ordinari previsti dalla legge, a crediti liquidi ed esigibili di terzi.

    La formale dichiarazione è invece regolata dall’articolo 246 del TUEL: la deliberazione viene adottata dal consiglio dell’ente locale, deve valutare le cause della crisi ed è accompagnata da una dettagliata relazione dell’organo di revisione economico-finanziaria.

    Una volta adottata, la deliberazione dello stato di dissesto non è revocabile. La procedura apre quindi un percorso specifico per affrontare le passività pregresse e ricostruire condizioni finanziarie sostenibili.

    Dissesto e riequilibrio finanziario non sono la stessa procedura

    Nei dati della Corte dei conti compaiono due strumenti distinti: il dissesto finanziario e la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

    Il riequilibrio, disciplinato dall’articolo 243-bis del TUEL, può essere utilizzato da Comuni e Province in presenza di squilibri strutturali in grado di provocare il dissesto quando le normali misure di riequilibrio non risultano sufficienti.

    L’ente approva in questo caso un piano pluriennale contenente le misure necessarie per superare gli squilibri, ripianare il disavanzo e affrontare le passività individuate.

    Il dissesto interviene invece quando ricorrono le condizioni più gravi individuate dall’articolo 244. Per questo le due procedure non devono essere utilizzate come sinonimi quando si interpretano i dati nazionali.

    Il risanamento dei Comuni resta una delle criticità

    La distribuzione territoriale non è l’unico elemento evidenziato dalla magistratura contabile. La relazione richiama anche l’efficacia e la durata delle procedure di risanamento.

    16,1% dei riequilibri avviati risulta formalmente concluso.
    35,2% dei riequilibri considerati è sfociato successivamente nel dissesto.
    99 dei 227 dissesti ancora attivi hanno superato il quinquennio.

    Dei 23 dissesti dichiarati nel 2025, 14 erano stati preceduti da un riequilibrio non andato a buon fine.

    La Corte evidenzia inoltre che soltanto il 17,1% dei dissesti conclusi dal 2007 è terminato entro il quinquennio previsto. La durata delle procedure diventa quindi un indicatore importante per valutare la capacità del risanamento di riportare gli enti verso un equilibrio effettivamente stabile.

    Perché le crisi finanziarie si concentrano negli stessi territori

    La forte concentrazione geografica porta la Corte dei conti a leggere il fenomeno oltre le sole decisioni del singolo Comune.

    Secondo la magistratura contabile, nei territori maggiormente coinvolti entrano in gioco anche fattori economici, sociali, organizzativi e istituzionali , insieme alle differenti capacità dei sistemi territoriali di prevenire e affrontare gli squilibri.

    Contano la capacità di riscossione delle entrate, la gestione delle passività accumulate, l’organizzazione amministrativa e la sostenibilità nel tempo dei costi necessari per garantire i servizi.

    Non è una semplice classifica dei Comuni

    Le percentuali regionali descrivono la distribuzione delle procedure, ma non permettono da sole di attribuire una causa unica alla crisi finanziaria di ciascun ente. Ogni situazione deve essere valutata alla luce dei bilanci, delle passività e del contesto amministrativo specifico.

    Cosa significa la crisi finanziaria per cittadini e servizi comunali

    I numeri della relazione non riguardano soltanto i bilanci degli enti locali. Nei Comuni interessati dalle procedure vivono circa 6,5 milioni di persone.

    Un’amministrazione in crisi deve affrontare contemporaneamente la gestione delle passività accumulate, il recupero degli equilibri di bilancio e la necessità di mantenere le funzioni e i servizi che la normativa considera indispensabili.

    La massa passiva stimata in 6,2 miliardi di euro rappresenta quindi la dimensione finanziaria di un problema che può prolungarsi nel tempo, soprattutto quando le procedure di risanamento non riescono a chiudersi nei tempi previsti.

    Proprio per questo, la relazione richiama la necessità di rafforzare la prevenzione delle crisi e di rendere gli interventi più aderenti alle caratteristiche dei territori e degli enti coinvolti.

    FAQ sui Comuni in dissesto finanziario

    Quali regioni hanno la maggiore incidenza di Comuni in crisi finanziaria?

    La maggiore incidenza si registra in Calabria con il 54,2%, seguita dalla Sicilia con il 41,4% e dalla Campania con il 39,1%, considerando i Comuni che hanno sperimentato almeno una procedura.

    Quanti Comuni italiani hanno una procedura di crisi ancora aperta?

    Al 31 dicembre 2025 risultano 485 procedure aperte relative a 484 enti locali: 227 dissesti e 258 riequilibri. Gli enti coinvolti rappresentano circa il 6,1% dei Comuni italiani.

    L’80,4% dei Comuni di Campania, Calabria e Sicilia è in dissesto?

    No. L’80,4% indica la quota dei dissesti dichiarati in Italia negli ultimi cinque anni che si concentra complessivamente nelle tre regioni.

    Qual è la differenza tra dissesto e riequilibrio finanziario?

    Sono procedure diverse. Il dissesto è regolato dagli articoli 244 e seguenti del TUEL, mentre il riequilibrio finanziario pluriennale è disciplinato dall’articolo 243-bis e riguarda enti con squilibri strutturali che possono condurre al dissesto.

    Quando un Comune può essere considerato in dissesto finanziario?

    Secondo l’articolo 244 del TUEL, lo stato di dissesto ricorre quando l’ente non può garantire funzioni e servizi indispensabili oppure non può far fronte a determinati crediti liquidi ed esigibili con gli strumenti ordinari previsti dalla legge.

    Enti locali e finanza pubblica: seguire i dati oltre i titoli

    Segui NewsPrisma per gli aggiornamenti sui conti degli enti locali, sulla finanza pubblica e sui dati economici che incidono sui territori e sui servizi.