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Domenica 4 Ottobre 2026

Categoria: Politica

  • Schlein-Meloni: «Avete fallito». Meloni: «Dieci falsità»

    Schlein-Meloni: «Avete fallito». Meloni: «Dieci falsità»

    Politica

    Schlein-Meloni, nuovo scontro. «Avete fallito». La premier replica «Dieci falsità»

    Nuovo confronto tra Elly Schlein e Giorgia Meloni. La segretaria del Pd attacca il bilancio del governo, la presidente del Consiglio respinge le accuse e il duello si intreccia con la partita sulla futura leadership del centrosinistra.

    Illustrazione generata con intelligenza artificiale di Elly Schlein e Giorgia Meloni durante un confronto politico
    Illustrazione generata con intelligenza artificiale. Non documenta un incontro reale tra le due leader.
    01 L’attacco di Schlein

    Alla Direzione nazionale del Pd la segretaria contesta il bilancio dell’esecutivo e sostiene che le destre abbiano fallito.

    02 La replica di Meloni

    La premier respinge l’elenco delle contestazioni presentato dalla leader dem definendolo composto da «dieci falsità».

    03 La partita nel centrosinistra

    Il confronto con il governo si accompagna al dibattito sulla leadership della coalizione e sulle possibili primarie.

    La notizia in sintesi

    Cosa è successo tra Schlein e Meloni

    Il 2 ottobre 2026 Elly Schlein ha utilizzato la Direzione nazionale del Partito democratico per attaccare il bilancio del governo guidato da Giorgia Meloni. La leader dem ha indicato dieci aree sulle quali, secondo la sua valutazione politica, l’esecutivo non avrebbe mantenuto le promesse. Meloni ha risposto sui social contestando l’intera ricostruzione e parlando di «dieci falsità».

    • Le critiche di Schlein riguardano tra gli altri tasse, salari, costo dell’energia, sanità, natalità e andamento dell’economia.
    • Le affermazioni sui risultati dell’esecutivo rappresentano valutazioni politiche del Pd e sono contestate dal governo.
    • Il 3 ottobre Schlein è tornata sui temi economici durante un intervento a Foggia, insistendo soprattutto su stipendi e bollette.
    • Il confronto con Meloni si intreccia con la discussione interna al centrosinistra sulla leadership e sulle primarie.

    Il confronto tra Elly Schlein e Giorgia Meloni torna al centro della scena politica. La nuova fase dello scontro è partita dalla Direzione nazionale del Pd del 2 ottobre, quando la segretaria democratica ha trasformato una precedente provocazione della premier in un elenco di contestazioni all’operato dell’esecutivo.

    La risposta di Meloni è arrivata poche ore dopo, ancora una volta a distanza. La presidente del Consiglio ha ironizzato sui tempi impiegati dalla leader del Pd per replicare e ha respinto nel merito l’impostazione dell’opposizione.

    Il risultato è un confronto che va oltre il singolo scambio di dichiarazioni: da una parte il Pd prova a mettere al centro il bilancio dell’azione di governo, dall’altra la premier contesta la lettura proposta dall’opposizione.

    Schlein attacca il bilancio del governo Meloni

    Alla Direzione del Partito democratico, Schlein ha alzato i toni contro l’esecutivo e ha sintetizzato il proprio giudizio con l’accusa che «le destre hanno fallito».

    A quasi quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, la segretaria dem sostiene che l’esecutivo non abbia prodotto i risultati promessi agli italiani e ha indicato il ritorno alle urne come sbocco politico auspicabile per l’opposizione.

    La critica è stata costruita attorno a dieci punti e ha toccato temi economici e sociali diversi: pressione fiscale, salari, costo dell’energia, povertà, sanità, natalità, crescita e produzione industriale.

    Si tratta di valutazioni politiche formulate dalla segretaria del Pd. Le conclusioni di Schlein sul bilancio dell’esecutivo non vanno quindi presentate come dati neutrali: sono contestate dalla presidente del Consiglio e dalla maggioranza.

    Illustrazione generata con intelligenza artificiale di Elly Schlein durante un intervento politico
    Rappresentazione generata con AI di un intervento politico di Elly Schlein. Immagine illustrativa.

    L’attacco riprende uno scambio iniziato nei giorni precedenti, quando Meloni aveva sfidato pubblicamente la leader dell’opposizione a indicare argomenti concreti con cui contestare l’operato del governo.

    Schlein ha scelto di rispondere proprio durante la riunione del partito, trasformando quella provocazione in uno dei passaggi centrali della sua relazione.

    Meloni replica e parla di «dieci falsità»

    La risposta della presidente del Consiglio è arrivata sui social. Meloni ha prima ironizzato sul tempo trascorso dalla precedente provocazione e poi ha respinto l’elenco presentato dalla segretaria democratica.

    Il punto centrale della replica è stato il giudizio sui dieci argomenti utilizzati da Schlein: secondo la premier, si tratterebbe di «dieci falsità».

    Schlein ha quindi risposto nuovamente, spostando il confronto proprio sul fattore tempo. Alla critica di Meloni sulla velocità della risposta, la segretaria Pd ha contrapposto gli anni trascorsi dall’avvio della legislatura e le criticità che attribuisce all’azione dell’esecutivo.

    Illustrazione generata con intelligenza artificiale di Giorgia Meloni durante una dichiarazione politica
    Rappresentazione generata con AI di una dichiarazione di Giorgia Meloni. Immagine illustrativa.
    Il punto politico

    Lo scambio non chiarisce da solo quale delle due letture del bilancio di governo sia corretta. Mostra però con chiarezza il terreno sul quale maggioranza e Pd stanno cercando di costruire il confronto politico dei prossimi mesi.

    Salari, bollette e sanità diventano il terreno dello scontro

    La polemica non si è conclusa con la Direzione del Pd. Il 3 ottobre, durante un intervento a Foggia alla Festa dell’Unità, Schlein è tornata ad attaccare la politica economica dell’esecutivo.

    La segretaria democratica ha insistito soprattutto su stipendi, crescita e costo dell’energia, sostenendo che un futuro governo guidato dall’attuale opposizione dovrebbe intervenire su questi fronti.

    Anche la sanità resta tra gli argomenti utilizzati dal Pd per contestare la maggioranza. Il tema si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del Servizio sanitario nazionale, affrontato su NewsPrisma anche nell’approfondimento sulla fuga dei medici dagli ospedali .

    L’accostamento non dimostra, da solo, le responsabilità politiche indicate da Schlein, ma aiuta a comprendere perché il tema della sanità sia diventato uno dei fronti più ricorrenti nel confronto tra maggioranza e opposizione.

    Dietro il duello con Meloni c’è anche la leadership del centrosinistra

    La Direzione del 2 ottobre non ha riguardato soltanto il confronto con Palazzo Chigi. Schlein ha rivendicato il peso politico ed elettorale del Pd all’interno dello schieramento progressista e il ruolo che il partito intende avere nella costruzione dell’alternativa al centrodestra.

    La relazione della segretaria è stata approvata dalla Direzione. L’area riformista del partito, secondo le ricostruzioni della riunione, non ha partecipato al voto.

    Sul tema della futura leadership resta inoltre aperto il confronto con il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Dopo le parole della segretaria dem sul peso delle diverse forze della coalizione, Conte ha indicato nelle primarie la strada per individuare il candidato alla guida dell’alleanza.

    Il confronto Schlein-Meloni si sviluppa quindi su due piani: opposizione contro governo e, contemporaneamente, definizione degli equilibri tra le forze che puntano a costruire un’alternativa al centrodestra.

    Schlein e Meloni rendono il confronto sempre più diretto

    Il botta e risposta del 2 ottobre mostra un confronto sempre più personalizzato tra le due leader, ma sarebbe prematuro trasformarlo automaticamente in una campagna elettorale formale.

    Il Pd prova a concentrare l’offensiva sui risultati dell’azione di governo e sulle condizioni economiche e sociali del Paese. Meloni risponde mettendo in discussione la fondatezza della ricostruzione dell’opposizione e la credibilità politica della sua principale avversaria.

    La prosecuzione degli attacchi da parte di Schlein anche il giorno successivo indica però che lo scontro difficilmente resterà circoscritto a un singolo episodio.

    Salari, costo dell’energia, sanità, tasse e crescita sono destinati a restare tra i temi principali sui quali maggioranza e opposizione cercheranno di imporre la propria lettura della legislatura.

    Domande sul confronto tra Schlein e Meloni

    Cosa ha detto Elly Schlein contro Giorgia Meloni?

    Durante la Direzione nazionale del Pd del 2 ottobre 2026, Schlein ha accusato le forze di governo di aver fallito e ha concentrato le proprie critiche su temi come tasse, stipendi, energia, sanità, natalità e andamento dell’economia.

    Come ha risposto Giorgia Meloni?

    La presidente del Consiglio ha replicato sui social, ironizzando sui tempi della risposta e contestando nel merito l’elenco presentato dalla leader democratica, definendolo composto da «dieci falsità».

    Perché il confronto riguarda anche il centrosinistra?

    La Direzione Pd ha riaperto anche la discussione sul peso delle diverse forze dell’opposizione e sulla futura leadership della coalizione. Giuseppe Conte ha indicato nelle primarie la possibile strada per individuare il candidato comune.

    Lo scontro Schlein-Meloni è già una campagna elettorale?

    Non formalmente. Il linguaggio utilizzato e la centralità assegnata al bilancio della legislatura mostrano però un confronto sempre più diretto tra maggioranza e principale partito dell’opposizione.

    Politica italiana, il confronto continua

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  • Terra dei Fuochi: 200 milioni per bonifiche e risanamento

    Terra dei Fuochi: 200 milioni per bonifiche e risanamento

    Ambiente

    Terra dei Fuochi, 200 milioni per bonifiche e risanamento

    Il Consiglio dei ministri ha innalzato a 200 milioni di euro lo stanziamento per gli interventi urgenti nella Terra dei Fuochi. Il decreto introduce anche un termine di 150 giorni per una fase chiave delle procedure sui siti contaminati.

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale di Giorgia Meloni in un contesto legato alle bonifiche ambientali
    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale. Non documenta un evento reale. Fonte AI.
    01 Stanziamento a 200 milioni

    Le risorse sono destinate agli interventi urgenti di bonifica e risanamento affidati al Commissario unico.

    02 Termine di 150 giorni

    La Provincia deve adottare entro questo termine l’ordinanza verso il responsabile della potenziale contaminazione.

    03 Tre incendi a Taverna del Re

    Il sito di Giugliano è stato interessato da incendi il 6 settembre, il 21 settembre e il 3 ottobre 2026.

    Nuove risorse e procedure più rapide per affrontare le criticità ambientali della Terra dei Fuochi. Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026 ha approvato un decreto-legge dedicato alle istruttorie ambientali, alle emergenze climatiche, all’economia circolare e alle bonifiche.

    Per l’area compresa tra territori delle province di Napoli e Caserta, il provvedimento innalza a 200 milioni di euro lo stanziamento destinato agli interventi urgenti affidati al Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati.

    La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato la misura sui social, presentandola come un intervento da «200 milioni di euro in più» per le bonifiche e il risanamento del territorio.

    La formulazione corretta

    Nel comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri la formulazione utilizzata è: «lo stanziamento è innalzato a 200 milioni di euro» . Per evitare ambiguità, è questa la formulazione adottata nel corpo dell’articolo.

    Terra dei Fuochi, cosa prevede lo stanziamento da 200 milioni

    Le risorse sono destinate alla realizzazione urgente degli interventi di bonifica e risanamento ambientale nella Terra dei Fuochi.

    Secondo quanto stabilito dal decreto, i fondi confluiscono nella contabilità speciale intestata al Commissario unico e sono sottoposti a uno specifico meccanismo di monitoraggio, con l’obiettivo di verificarne l’effettiva destinazione alle finalità previste.

    L’intervento economico si inserisce nel percorso già avviato per la ricognizione dei siti, la caratterizzazione delle aree, la messa in sicurezza e la bonifica delle zone interessate da contaminazioni.

    Il punto centrale non è soltanto la disponibilità delle risorse: l’efficacia della misura dipenderà dalla capacità di trasformare lo stanziamento in interventi effettivamente avviati, completati e monitorati sul territorio .

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale di interventi di bonifica nella Terra dei Fuochi
    Bonifiche nella Terra dei Fuochi: immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale. Fonte AI.

    Siti contaminati, cosa cambia con il termine di 150 giorni

    Il decreto interviene anche sulle procedure amministrative relative ai siti contaminati.

    Viene fissato in 150 giorni il termine entro il quale la Provincia deve adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione .

    In caso di inerzia, il provvedimento prevede l’intervento sostitutivo della Regione .

    L’obiettivo è ridurre i tempi delle procedure e rendere più rapido il passaggio dall’accertamento delle responsabilità agli interventi necessari per la messa in sicurezza e la bonifica.

    200 mln Stanziamento destinato agli interventi urgenti nella Terra dei Fuochi.
    150 Giorni previsti per l’adozione dell’ordinanza provinciale.
    Regione Può intervenire in via sostitutiva in caso di inerzia della Provincia.

    Il ruolo del Commissario unico nelle bonifiche

    Dal 2025 il Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati ha competenze specifiche anche sull’area denominata Terra dei Fuochi.

    Le attività comprendono la ricognizione degli interventi già effettuati o programmati, delle risorse disponibili e delle ulteriori azioni necessarie nel breve, medio e lungo periodo.

    Rientrano inoltre nel mandato l’individuazione e la perimetrazione dei siti contaminati, la messa in sicurezza, il ripristino ambientale e gli interventi di bonifica.

    Il nuovo stanziamento rafforza quindi una struttura commissariale già incaricata di coordinare e realizzare gli interventi necessari nelle aree contaminate delle province di Napoli e Caserta .

    I 2 milioni già destinati a controlli e videosorveglianza

    Le misure sulle bonifiche si affiancano agli interventi già adottati nel corso del 2026 sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio.

    A febbraio il Ministero dell’Interno ha messo a disposizione 2 milioni di euro per i Comuni della Terra dei Fuochi, attraverso risorse del Fondo Unico Giustizia.

    La ripartizione indicata dal Viminale prevede 1,24 milioni di euro per l’area metropolitana di Napoli e 760 mila euro per la provincia di Caserta .

    Le somme sono destinate al rafforzamento della Polizia locale, al pagamento del lavoro straordinario e all’installazione di sistemi di videosorveglianza collegati alle sale operative delle Forze dell’ordine.

    2 mln Risorse complessive messe a disposizione dal Ministero dell’Interno.
    1,24 mln Quota destinata all’area metropolitana di Napoli.
    760 mila Quota destinata alla provincia di Caserta.

    Taverna del Re, tre incendi tra settembre e ottobre

    L’attenzione sul territorio resta alta anche per quanto accaduto nel sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, a Giugliano in Campania.

    Un primo incendio si è sviluppato il 6 settembre 2026. Un secondo episodio si è verificato il 21 settembre, nello stesso sito.

    Il 24 settembre, dopo i primi due eventi, la Prefettura di Napoli aveva disposto un rafforzamento della vigilanza e della videosorveglianza, con particolare attenzione agli impianti considerati più sensibili.

    Il 3 ottobre 2026 si è poi verificato un terzo incendio nell’arco di circa un mese nell’area di Taverna del Re.

    Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale di roghi e rifiuti nel territorio campano
    Roghi e rifiuti nella Terra dei Fuochi: immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale. Fonte AI.
    Contesto aggiornato

    I tre episodi di Taverna del Re non devono essere confusi con le procedure di bonifica previste dal nuovo decreto: si tratta di un ulteriore elemento del quadro ambientale e di sicurezza che interessa il territorio.

    Ora la prova decisiva è l’attuazione delle bonifiche

    Con l’innalzamento dello stanziamento a 200 milioni di euro, l’attenzione si sposta ora dalla decisione finanziaria alla fase operativa.

    Gli elementi da monitorare saranno i tempi di assegnazione e utilizzo delle risorse, l’avanzamento degli interventi, l’effettiva applicazione delle procedure accelerate e il coordinamento tra Commissario, Province, Regione e altri soggetti competenti.

    Il meccanismo di monitoraggio previsto dal decreto dovrà inoltre consentire di verificare che le risorse confluite nella contabilità speciale siano effettivamente impiegate per le finalità stabilite.

    L’impatto concreto del provvedimento potrà essere valutato soprattutto attraverso tempi di realizzazione, avanzamento delle bonifiche e risultati effettivamente ottenuti nei siti interessati .

    FAQ sul nuovo intervento per la Terra dei Fuochi

    Quanto ha stanziato il Governo per la Terra dei Fuochi?

    Il comunicato del Consiglio dei ministri indica che lo stanziamento per gli interventi urgenti viene innalzato a 200 milioni di euro .

    A chi sono destinate le risorse?

    Le risorse sono destinate agli interventi realizzati dal Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati e confluiscono nella relativa contabilità speciale.

    Cosa significa il termine di 150 giorni?

    Il decreto fissa in 150 giorni il termine entro il quale la Provincia deve adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione.

    In caso di inerzia è previsto l’intervento sostitutivo della Regione.

    Cosa è successo a Taverna del Re?

    Il sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, a Giugliano in Campania, è stato interessato da incendi il 6 settembre, 21 settembre e 3 ottobre 2026 .

    Ambiente e territorio: gli sviluppi da seguire

    NewsPrisma seguirà l’attuazione delle misure, l’avanzamento delle bonifiche e gli aggiornamenti sulla sicurezza ambientale nella Terra dei Fuochi.

  • Emma Bonino, l’ultima battaglia di una voce che ha segnato i diritti civili

    Emma Bonino, l’ultima battaglia di una voce che ha segnato i diritti civili

    Politica

    Emma Bonino, una vita tra diritti civili, Europa e istituzioni

    Emma Bonino è morta a Roma l’11 settembre 2026, a 78 anni. Dalle campagne radicali degli anni Settanta al Parlamento, dalla Commissione europea alla Farnesina, ha attraversato oltre mezzo secolo di politica italiana ed europea.

    Emma Bonino
    01 Mezzo secolo di politica

    Eletta per la prima volta alla Camera nel 1976, ha ricoperto incarichi nazionali ed europei.

    02 Diritti e giustizia internazionale

    Pena di morte, Corte penale internazionale, diritti delle donne e libertà civili hanno segnato molte delle sue campagne.

    03 Una forte dimensione europea

    Parlamentare europea, commissaria UE e ministra degli Esteri, ha sostenuto fino agli ultimi anni una maggiore integrazione europea.

    La morte di Emma Bonino, avvenuta a Roma l’11 settembre 2026, ha chiuso una delle esperienze politiche più lunghe della storia repubblicana recente.

    Nei giorni precedenti era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito di Roma per una crisi respiratoria. Il 10 settembre era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata.

    Nata a Bra il 9 marzo 1948, Bonino entrò giovanissima nell’attività politica radicale e costruì negli anni un percorso che avrebbe intrecciato movimenti civili, Parlamento italiano, istituzioni europee e incarichi di governo.

    Nel messaggio diffuso dopo la sua morte, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il suo impegno nel radicalismo, nel liberalismo, nel femminismo e nell’europeismo, insieme alle campagne contro la fame, la pena di morte e per la giustizia internazionale.

    Dagli anni Settanta alle battaglie radicali

    Dopo la laurea in Lingue e letteratura moderna all’Università Bocconi di Milano nel 1972, Bonino si avvicinò alle campagne del Partito Radicale e alla stagione delle mobilitazioni sui diritti civili.

    Tra i temi che segnarono quella fase vi furono l’interruzione volontaria di gravidanza, il ricorso al referendum, le libertà individuali e più in generale il rapporto tra diritti personali e legislazione dello Stato.

    Nel 1976, a 28 anni, fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Negli anni successivi tornò più volte in Parlamento, alternando l’attività nazionale a quella nelle istituzioni europee.

    Un riferimento centrale della sua formazione politica fu Marco Pannella, con il quale condivise una lunga stagione di iniziative radicali, campagne referendarie e mobilitazioni pubbliche.

    Emma Bonino
    Emma Bonino ha attraversato oltre cinquant’anni di vita politica italiana ed europea.

    Il Parlamento europeo e l’esperienza nella Commissione UE

    La dimensione europea divenne presto uno degli elementi centrali del percorso politico di Bonino.

    Fu eletta per la prima volta al Parlamento europeo nel 1979 e vi tornò in diverse legislature. A metà degli anni Novanta arrivò poi l’incarico nella Commissione europea.

    Tra il 1995 e il 1999 fu commissaria europea con responsabilità, tra le altre, per gli aiuti umanitari, la pesca e la politica dei consumatori.

    In quella fase seguì alcune delle crisi internazionali più rilevanti dell’epoca. La Commissione europea, nel ricordo pubblicato dopo la sua morte, ha richiamato in particolare il suo lavoro nei Balcani, in Ruanda e in Afghanistan.

    L’Europa come tema politico

    L’integrazione europea non rimase soltanto legata agli incarichi istituzionali. Anche negli ultimi anni Bonino continuò a sostenere un rafforzamento dell’unità politica dell’Unione.

    Pena di morte, giustizia internazionale e diritti delle donne

    Accanto alla politica parlamentare, una parte significativa dell’attività di Bonino si sviluppò attraverso campagne internazionali sui diritti umani.

    Tra gli impegni ricordati dal Ministero degli Esteri figurano le iniziative per la moratoria sulla pena di morte, la promozione della Corte penale internazionale e le campagne contro le mutilazioni genitali femminili.

    Partecipò inoltre a iniziative contro la fame nel mondo e sostenne negli anni l’utilizzo delle istituzioni sovranazionali come strumento per trasformare campagne civili in norme, accordi e impegni internazionali.

    Fu tra le fondatrici delle organizzazioni Nessuno Tocchi Caino e Non c’è Pace senza Giustizia, entrambe legate a temi della giustizia e dei diritti fondamentali.

    Dal governo Prodi alla Farnesina

    Alla lunga esperienza parlamentare si aggiunsero diversi incarichi di governo.

    Nel secondo governo Prodi, dal 2006, Bonino fu ministra per il Commercio internazionale e per le Politiche europee.

    Tra il 2008 e il 2013 sedette invece al Senato, dove ricoprì anche l’incarico di vicepresidente.

    Nel 2013 fu nominata ministra degli Affari Esteri nel governo guidato da Enrico Letta, incarico mantenuto fino al 2014.

    1976 Prima elezione alla Camera dei deputati, a 28 anni.
    1995 Inizio del mandato nella Commissione europea, concluso nel 1999.
    2013 Nomina a ministra degli Affari Esteri nel governo Letta.

    Una figura centrale e discussa della politica italiana

    Il percorso di Emma Bonino non può essere separato dai temi controversi sui quali scelse spesso di intervenire.

    Aborto, fine vita, immigrazione, giustizia internazionale, ruolo dell’Unione Europea e libertà individuali hanno prodotto nel tempo sostegno politico, opposizione e confronti molto accesi.

    Il tratto di continuità fu la scelta di portare queste questioni dalle campagne civili alle sedi parlamentari, governative ed europee.

    Emma Bonino
    Diritti civili, politica europea e giustizia internazionale hanno accompagnato gran parte dell’attività pubblica di Bonino.

    Nel messaggio di cordoglio dell’11 settembre, Mattarella ha sottolineato che negli ultimi anni la priorità politica di Bonino era diventata l’unità e una maggiore integrazione dell’Unione Europea .

    Le esequie di Stato in Campidoglio

    Il 15 settembre 2026 si sono svolte a Roma le esequie di Stato in forma laica nella Sala della Protomoteca di Palazzo del Campidoglio.

    Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alle alte cariche dello Stato.

    Nel corso della commemorazione sono intervenuti Carla Taibi, Filomena Gallo, Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova, Romano Prodi ed Enrico Letta.

    La cerimonia ha rappresentato l’ultimo passaggio pubblico di una vicenda politica iniziata negli anni Settanta e proseguita per oltre mezzo secolo tra Italia, Europa e campagne internazionali.

    FAQ su Emma Bonino

    Quando è morta Emma Bonino?

    Emma Bonino è morta a Roma l’11 settembre 2026. Aveva 78 anni.

    Quali incarichi istituzionali ha ricoperto?

    È stata deputata, senatrice e vicepresidente del Senato, parlamentare europea, commissaria europea, ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee e ministra degli Affari Esteri.

    Per quali battaglie politiche è ricordata?

    La sua attività è stata legata, tra gli altri temi, ai diritti civili, alla moratoria sulla pena di morte, alla Corte penale internazionale, alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili e all’integrazione europea.

    Quando si sono svolte le esequie di Stato?

    Le esequie di Stato in forma laica si sono svolte il 15 settembre 2026 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma.

    Politica italiana ed europea: storie, decisioni e protagonisti

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