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Lunedì 5 Ottobre 2026

Mattarella ad Assisi: «Francesco indichi la via della pace»

Il saluto ai giovani durante la visita istituzionale ad Assisi

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Politica

Mattarella ad Assisi: «Il sole di Francesco indichi la via della pace»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Assisi per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Dal Capo dello Stato un appello contro guerre, odio e violenza: «Non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio».

Sergio Mattarella saluta i giovani durante la visita istituzionale ad Assisi
Il saluto ai giovani durante la visita istituzionale ad Assisi.
01 L’appello alla pace

Mattarella richiama il messaggio di Francesco contro odio, guerra e violenza e invita a ritrovare dialogo e fraternità.

02 Ottocento anni dalla morte

Il 2026 segna l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226.

03 Il 4 ottobre è festa nazionale

La legge n. 151 del 2025 ha istituito la festa nazionale di San Francesco d’Assisi.

La notizia in sintesi

Perché Mattarella era ad Assisi il 4 ottobre 2026

Sergio Mattarella ha partecipato ad Assisi alle celebrazioni della Festa nazionale di San Francesco nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia. Nel suo intervento il presidente della Repubblica ha richiamato la dignità della persona, il rispetto del Creato e soprattutto la pace come elementi ancora attuali dell’eredità francescana.

  • Mattarella ha condannato l’uso della religione per giustificare guerre e violenza.
  • Ha ricordato l’incontro del 1219 tra Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil come esempio di dialogo in un tempo di conflitto.
  • Le celebrazioni coincidono con gli 800 anni dalla morte del santo, avvenuta nel 1226.
  • Dal 2026 il 4 ottobre è festa nazionale di San Francesco d’Assisi.

ASSISI – Un appello alla pace da uno dei luoghi che più di altri ne rappresentano il valore universale. Sergio Mattarella ha partecipato domenica 4 ottobre alle celebrazioni di San Francesco d’Assisi, nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia.

Il Capo dello Stato ha riportato il messaggio francescano dentro le tensioni del presente, segnato da guerre, contrapposizioni e nuove forme di radicalizzazione. Al centro del suo intervento non una semplice commemorazione, ma il valore contemporaneo della fraternità, del dialogo e del rispetto della dignità umana.

Mattarella: Francesco indichi la via della pace

Dalla Loggia del Sacro Convento, Mattarella ha affidato alla figura di Francesco un auspicio rivolto ben oltre Assisi e oltre i confini italiani.

«L’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza».

Il riferimento al “sole di Francesco” riprende l’immagine utilizzata da Dante nell’undicesimo canto del Paradiso. Mattarella l’ha trasformata nella chiusura del suo intervento, collegandola direttamente alle guerre e alle violenze che attraversano il mondo contemporaneo.

Sergio Mattarella durante l'intervento nella Basilica di San Francesco ad Assisi
L’intervento nella Basilica di San Francesco per le celebrazioni dell’ottavo centenario.

Nel discorso il presidente ha insistito anche sulla necessità di non ridurre Francesco a una figura soltanto ecologista, pacifista o impegnata nell’assistenza ai più deboli. La dimensione religiosa, ha ricordato, resta inseparabile dalla sua testimonianza storica.

«Uccidere in nome di Dio è la colpa maggiore»

Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato il rapporto tra fede, guerra e violenza.

Mattarella ha ricordato che ancora oggi, in alcune aree del mondo, si torna a benedire le armi e a collocare gli eserciti sotto insegne religiose. Da qui il richiamo alla lezione francescana: «non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio» .

Il presidente ha collegato questa riflessione all’incontro avvenuto nel 1219, durante la quinta crociata, tra Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil. Il viaggio non pose fine al conflitto, ma indicò una modalità diversa di guardare all’avversario: prima del nemico, riconoscere la persona.

Il riferimento assume un peso particolare in un quadro internazionale ancora attraversato da conflitti, compresa la guerra in Ucraina e i tentativi di riaprire un canale diplomatico . Il collegamento non equipara situazioni diverse: offre il contesto contemporaneo entro cui leggere l’appello pronunciato ad Assisi.

Gli 800 anni dalla morte di San Francesco

Le celebrazioni del 2026 coincidono con gli 800 anni dalla morte di San Francesco, avvenuta nel 1226. Una ricorrenza che ha dato alla giornata del 4 ottobre un significato religioso, storico e istituzionale particolare.

Nella Basilica Papale di San Francesco, Mattarella ha assistito alla Santa Messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.

Il Capo dello Stato ha inoltre presenziato all’accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Assisi, Valter Stoppini.

Accensione della Lampada votiva durante le celebrazioni di San Francesco ad Assisi
L’accensione della Lampada votiva durante le celebrazioni di San Francesco ad Assisi.

L’anniversario ha riportato al centro dell’attenzione non soltanto la biografia del santo, ma il significato che la sua esperienza continua ad avere nel dibattito sulla pace, sulla solidarietà e sul rapporto tra uomo e Creato.

Il 4 ottobre è tornato festa nazionale

Il 2026 è anche il primo anno in cui il 4 ottobre viene celebrato come festa nazionale di San Francesco d’Assisi in base alla nuova normativa.

La ricorrenza è stata istituita dalla legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre dello stesso anno ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

La legge collega espressamente la festa alla promozione dei valori della pace, fratellanza, tutela dell’ambiente e solidarietà , indicati come valori incarnati dalla figura di San Francesco.

Cosa cambia dal 2026

Il 4 ottobre è inserito tra i giorni festivi previsti dalla normativa nazionale. La ricorrenza assume quindi un valore civile che si affianca alla tradizionale celebrazione religiosa.

Zuppi: la guerra non è un destino

Il tema della pace ha attraversato anche l’omelia del cardinale Matteo Zuppi. Il presidente della Cei ha criticato una cultura fondata sulla potenza, sui nazionalismi e sulla costruzione del nemico.

Il passaggio centrale è stato affidato all’idea che «la guerra non è un destino»: una posizione che ha accompagnato, nella stessa giornata, l’appello di Mattarella a sostituire la logica della forza con quella del dialogo e della convivenza.

I due interventi hanno così fatto della pace non una formula rituale legata alla ricorrenza, ma il tema politico e morale più forte delle celebrazioni.

Perché il messaggio di Assisi guarda oltre la celebrazione

Nel discorso di Mattarella, Francesco emerge come una figura capace di parlare anche a chi non appartiene alla tradizione cristiana. Dignità della persona, rispetto del Creato, rifiuto della violenza e riconoscimento dell’altro sono stati indicati come elementi ancora attuali.

Assisi assume in questo quadro un valore che supera la dimensione della commemorazione. La città, legata nel mondo alla pace e al dialogo interreligioso, diventa il luogo simbolico dal quale chiedere di disarmare l’odio e riportare la convivenza al centro dei rapporti tra persone e popoli.

Domande su Mattarella ad Assisi

Perché Mattarella era ad Assisi il 4 ottobre 2026?

Il presidente della Repubblica ha partecipato alle celebrazioni della Festa nazionale di San Francesco nell’anno dell’ottavo centenario della morte del santo.

Cosa ha detto Mattarella sulla pace?

Mattarella ha auspicato che il «sole di Francesco» possa illuminare il mondo, superare l’odio e indicare la via della pace, della speranza e della convivenza fraterna.

Cosa ha detto Mattarella sull’uccidere in nome di Dio?

Il presidente ha affermato che Francesco insegna come «non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio», richiamando i conflitti nei quali simboli religiosi vengono associati alle armi.

Perché il 4 ottobre 2026 è una data particolare?

Il 2026 coincide con gli 800 anni dalla morte di San Francesco ed è il primo anno di applicazione della legge n. 151 del 2025, che ha istituito il 4 ottobre come festa nazionale di San Francesco d’Assisi.

Da Assisi, i temi che continuano oltre il 4 ottobre

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