Caro gasolio, autotrasportatori verso lo sciopero: distributori a secco al Sud, cosa succede oggi
La protesta contro il caro gasolio entra in una fase più delicata. Il 16 ottobre sono attivi o annunciati blocchi territoriali in Calabria e Sicilia, mentre in Puglia e Calabria diversi distributori hanno esaurito benzina e diesel. Non risulta però ancora proclamato un unico sciopero nazionale : le associazioni minacciano un fermo più ampio e il MIT ha convocato il comparto per il 27 ottobre.
Nel Foggiano sono documentate lunghe code e stazioni senza carburante.
La mobilitazione è annunciata dal 16 al 20 ottobre.
Il Comitato degli autotrasportatori ha avviato la propria mobilitazione.
Incontro convocato alle ore 16 nella sede di Porta Pia.
Cosa succede oggi, 16 ottobre
La giornata si apre con tre fronti distinti. Nel Foggiano le proteste di agricoltori e autotrasportatori hanno già provocato problemi ai rifornimenti. In Calabria parte una mobilitazione con 17 presidi annunciati fino al 20 ottobre. In Sicilia il Comitato autotrasportatori ha indicato un fermo dal 16 al 20 ottobre.
A livello nazionale, invece, non c’è ancora una data unica di sciopero proclamata dalle principali organizzazioni. La distinzione è importante: i blocchi territoriali sono reali, il fermo nazionale resta una possibile escalation .
Perché molti distributori sono a secco in Puglia
La crisi dei rifornimenti pugliesi non dipende da una sola protesta. Nel Foggiano ANSA ha segnalato quasi tutti i distributori senza carburante già dalla sera del 14 ottobre, dopo giorni di mobilitazione di agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori.
A Taranto si aggiunge il blocco degli accessi alla raffineria Eni legato alla vertenza ex Ilva, che ha ostacolato il passaggio delle autobotti. La conseguenza è stata una corsa al pieno, con lunghe file e stazioni rimaste senza scorte.
Non è corretto attribuire ogni distributore vuoto allo sciopero dei tir. Le difficoltà attuali derivano dalla sovrapposizione di proteste, blocchi logistici e aumento della domanda di carburante.
17 presidi e mobilitazione fino al 20 ottobre
RaiNews TGR Calabria ha pubblicato l’elenco di 17 presidi distribuiti nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone e Cosenza.
Tra i punti interessati figurano il porto di Gioia Tauro, svincoli autostradali e altri nodi della viabilità regionale.
Calabria: le carenze di carburante erano iniziate prima dei blocchi di oggi
Già nelle ore precedenti erano state segnalate stazioni con benzina e diesel esauriti, soprattutto nell’area di Cosenza. La situazione quindi non nasce esclusivamente con i presidi del 16 ottobre.
Pesano anche i ritardi nella catena di approvvigionamento che collega la Calabria agli impianti e ai depositi del Sud. Questo rende il sistema più vulnerabile quando consegne e autocisterne incontrano nuovi ostacoli.
Sicilia: il fermo è partito il 16 ottobre
Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato lo stop dalla mezzanotte del 16 ottobre fino al 20 ottobre, con camion fermi nei piazzali e mancata movimentazione dei semirimorchi nei porti.
È quindi uno dei territori in cui la protesta è già entrata nella fase operativa. Questo fermo regionale, tuttavia, non va confuso con una proclamazione nazionale delle principali associazioni dell’autotrasporto.
Sciopero nazionale: cosa manca perché diventi ufficiale
Unatras e Conftrasporto hanno alzato il livello della pressione sul Governo. Le organizzazioni descrivono un comparto schiacciato dall’aumento dei costi operativi, con il gasolio al centro delle criticità, e hanno prospettato un fermo nazionale se non arriveranno risposte ritenute adeguate.
Il MIT ha fissato un incontro per martedì 27 ottobre alle ore 16 nella sede di Porta Pia, invitando anche rappresentanti di Palazzo Chigi, MEF e MIMIT.
La convocazione è un passaggio concreto, ma non comporta automaticamente la sospensione delle proteste territoriali già avviate. Al mattino del 16 ottobre è quindi più preciso parlare di rischio di estensione nazionale.
Perché il caro gasolio pesa così tanto sull’autotrasporto
Il carburante incide direttamente sui costi di esercizio delle imprese di trasporto. Quando il diesel sale rapidamente, gli operatori chiedono strumenti che permettano di trasferire almeno parte degli aumenti sulle tariffe oppure di ridurre il costo effettivo sostenuto alla pompa.
Sul fronte fiscale, NewsPrisma ha ricostruito come stanno cambiando accise e prezzo del gasolio . Il problema, però, non è soltanto fiscale: anche raffinazione, disponibilità del prodotto e logistica incidono sul prezzo finale.
Per questo è utile leggere anche perché il diesel può restare caro anche quando il petrolio scende . Le associazioni dell’autotrasporto chiedono inoltre l’attuazione delle misure già approvate, riferimenti aggiornati sui costi di esercizio e maggiori tutele contrattuali.
Repubblica riferisce che tra le richieste figura anche l’estensione dei ristori ai veicoli Euro 4 e di classe inferiore.
Cosa devono aspettarsi automobilisti e imprese oggi
Non esiste al momento una mappa nazionale di distributori chiusi o strade bloccate valida per tutta Italia. I problemi più documentati riguardano Puglia, Calabria e Sicilia, con ricadute anche sulla distribuzione delle merci.
Per gli automobilisti il rischio immediato è soprattutto locale: code, scorte terminate e deviazioni nelle aree interessate dai presidi. Per le imprese, invece, la variabile decisiva è la durata delle interruzioni.
Se il passaggio delle autocisterne e dei mezzi pesanti resta limitato per più giorni, gli effetti possono raggiungere supermercati, attività produttive e servizi che dipendono da consegne frequenti.
Domande sullo sciopero degli autotrasportatori del 16 ottobre
C’è uno sciopero nazionale dei camionisti oggi?
No. Il 16 ottobre non risulta un’unica proclamazione nazionale delle principali associazioni. Sono però in corso mobilitazioni territoriali e resta la minaccia di un fermo più ampio.
Dove mancano benzina e diesel?
Le segnalazioni più consistenti riguardano Puglia e Calabria. Nel Foggiano quasi tutti i distributori risultavano senza carburante già il 15 ottobre.
Dove sono i blocchi in Calabria?
RaiNews TGR Calabria indica 17 presidi tra Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone e Cosenza, previsti dal 16 al 20 ottobre.
Quando incontra il Governo gli autotrasportatori?
Il MIT ha convocato il comparto per martedì 27 ottobre alle ore 16 nella sede di Porta Pia a Roma.
Fonti
Il prossimo segnale decisivo è l’eventuale proclamazione nazionale
La giornata del 16 ottobre dirà se le proteste del Sud resteranno circoscritte o coinvolgeranno nuovi territori. Il segnale da seguire non è soltanto il numero dei presidi, ma l’eventuale decisione delle organizzazioni nazionali di trasformare la minaccia in una proclamazione formale di fermo prima del tavolo del 27 ottobre.
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