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Venerdì 23 Ottobre 2026

Proteste Albania: oltre 1.000 arresti e scontri a Tirana

Scontri notturni tra manifestanti e polizia davanti a un edificio in fiamme a Tirana

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Esteri · Albania · Proteste

Proteste in Albania, oltre mille arresti: scontri a Tirana contro il governo Rama

Le proteste in Albania sono entrate nel quinto giorno consecutivo con nuovi scontri nel centro di Tirana. Migliaia di giovani chiedono le dimissioni del primo ministro Edi Rama, mentre la polizia ha risposto con lacrimogeni, idranti, granate stordenti e quelli che Reuters descrive come apparenti proiettili di gomma. Il bilancio comunicato dalle autorità supera ormai i mille arresti.

Scontri notturni tra manifestanti e polizia davanti a un edificio in fiamme a Tirana
Le proteste contro il governo di Edi Rama sono entrate nel quinto giorno con nuovi scontri nel centro di Tirana.
1.067 Arresti

Bilancio comunicato dalla polizia albanese dall’inizio delle proteste.

388 Procedimenti

Persone perseguite penalmente secondo i dati riferiti a Reuters.

5° giorno Mobilitazione

Il movimento è partito dagli studenti e si è allargato contro il governo.

Tirana, nuovi scontri davanti al Ministero dell’Istruzione

Sabato migliaia di persone si sono radunate nuovamente nel centro della capitale. Il Ministero dell’Istruzione, già al centro delle manifestazioni dei giorni precedenti, è tornato a essere uno dei principali punti della protesta.

La tensione è aumentata quando alcuni manifestanti con il volto coperto hanno lanciato pietre contro gli agenti antisommossa. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni, idranti e granate stordenti per disperdere i gruppi coinvolti negli scontri.

Oltre mille arresti e sette agenti sospesi

Il dato più rilevante dell’ultimo aggiornamento riguarda il bilancio delle operazioni di polizia. Il capo della polizia Skender Hita ha riferito 1.067 persone arrestate e 388 persone perseguite penalmente dall’inizio della mobilitazione.

Le autorità hanno inoltre sospeso sette agenti e avviato verifiche disciplinari su possibili episodi di uso eccessivo della forza. Il provvedimento mostra che il controllo dell’ordine pubblico è diventato un tema parallelo alla protesta politica.

Arresti e manifestanti non coincidono

Il bilancio delle persone fermate non va attribuito indistintamente all’intero movimento. Le manifestazioni hanno coinvolto migliaia di partecipanti, mentre gli episodi violenti hanno riguardato specifici gruppi e momenti degli scontri.

Manifestazione notturna davanti a un edificio istituzionale a Tirana
Le proteste partite dagli studenti si sono trasformate in una contestazione politica più ampia contro il governo.

Reuters documenta quelli che sembrano proiettili di gomma

Uno degli aspetti più delicati riguarda i mezzi utilizzati durante gli scontri del 17 ottobre. Reuters riferisce che agenti hanno sparato verso la folla con un’arma simile a un fucile e che sul terreno sono stati trovati pallini di gomma.

Due giornalisti Reuters e diversi manifestanti sono stati colpiti. Il capo della polizia non ha negato esplicitamente l’impiego di tali munizioni, sostenendo che i mezzi utilizzati erano stati impiegati in modo limitato.

Per correttezza, il dato va formulato con la stessa cautela della fonte: Reuters parla di quelli che appaiono essere proiettili di gomma, non di una conferma tecnica indipendente sul tipo di munizionamento.

Perché protestano gli studenti e come il movimento si è allargato

Le prime mobilitazioni sono nate soprattutto dal malcontento dei giovani per le condizioni delle università, i costi dell’istruzione, le limitate opportunità occupazionali dopo gli studi e la percezione di una corruzione diffusa.

Con il passare dei giorni le richieste si sono trasformate in una contestazione politica più ampia. Una parte consistente dei manifestanti chiede ora apertamente le dimissioni di Edi Rama, al governo dal 2013 e rieletto nel 2025 per un quarto mandato.

Incendi, banche danneggiate e proteste anche fuori Tirana

La violenza non è iniziata sabato. Nei giorni precedenti sono stati incendiati edifici governativi e filiali bancarie, mentre vetrine e infrastrutture sono state danneggiate nel centro della capitale.

Il movimento ha inoltre superato i confini di Tirana. Reuters ha segnalato manifestazioni anche a Lezha, Elbasan, Shkodra e Korça. La diffusione territoriale rende la crisi più difficile da ridurre a una semplice protesta universitaria.

Il caso del resort legato a Jared Kushner alimenta il malcontento

Tra i temi diventati simbolici per una parte dei manifestanti c’è anche il progetto di un resort di lusso sulla costa albanese sostenuto da Jared Kushner, genero di Donald Trump.

La controversia riguarda soprattutto uso del territorio, grandi investimenti e trasparenza delle operazioni. Reuters precisa però che non risultano prove di illeciti direttamente attribuibili a Kushner. Il progetto è rilevante quindi come elemento politico della protesta, non come accusa giudiziaria accertata.

Edi Rama non si dimette e difende il percorso verso l’Unione europea

Il primo ministro ha respinto le richieste di dimissioni e ha condannato incendi, vandalismi e aggressioni alle forze dell’ordine. La protesta rappresenta comunque una delle contestazioni più forti della sua lunga permanenza al governo.

La crisi arriva inoltre mentre Tirana continua il percorso di adesione all’UE. Il 13 ottobre Unione europea e Albania hanno chiuso provvisoriamente un altro capitolo negoziale: il Paese ha aperto tutti i 33 capitoli sottoposti a screening e ne ha chiusi provvisoriamente quattro. Le proteste non interrompono automaticamente quel processo, ma aumentano l’attenzione su istituzioni, stato di diritto e gestione dell’ordine pubblico.

Cosa può succedere nelle prossime ore

I prossimi sviluppi dipenderanno dalla capacità del movimento di mantenere la mobilitazione anche fuori Tirana, dalle decisioni del governo e dalle modalità con cui la polizia gestirà nuove manifestazioni.

Saranno particolarmente importanti le indagini sugli agenti sospesi, l’eventuale aggiornamento del bilancio degli arresti e le prossime convocazioni studentesche. Il nodo politico, invece, resta capire se la richiesta di dimissioni riuscirà a trasformarsi in una pressione istituzionale più ampia sul governo Rama.

Domande sulle proteste in Albania

Quante persone sono state arrestate?

La polizia albanese ha riferito 1.067 arresti e 388 procedimenti penali dall’inizio delle proteste.

Perché i manifestanti chiedono le dimissioni di Rama?

Le richieste riguardano corruzione, istruzione, lavoro e più in generale la gestione del governo.

Le proteste sono soltanto a Tirana?

No. Manifestazioni sono state segnalate anche in altre città albanesi.

Rama si è dimesso?

No. Al 17 ottobre il primo ministro ha respinto le richieste di lasciare l’incarico.

Fonti

Articolo aggiornato il 17 ottobre 2026. Il numero degli arresti e dei procedimenti penali deriva dalle comunicazioni della polizia albanese riportate da Reuters. Le accuse politiche dei manifestanti non vengono presentate come fatti giudiziariamente accertati.

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