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Venerdì 23 Ottobre 2026

Google supera Rai nel SIC: svolta nei media italiani

Google e Rai nella trasformazione digitale del mercato dei media italiani

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Tecnologia · Media · Agcom

Google supera Rai nel sistema delle comunicazioni: cosa dicono i dati Agcom

Per la prima volta una piattaforma online occupa il primo posto nel Sistema integrato delle comunicazioni italiano. Nel SIC 2024 Alphabet/Google raggiunge il 12,4% delle risorse economiche complessive, davanti a Rai al 12%. Meta sale invece al terzo posto, superando Sky e Fininvest. Il dato fotografa lo spostamento degli investimenti verso pubblicità, servizi e piattaforme digitali, ma non è una classifica degli ascolti televisivi.

Google e Rai nella trasformazione digitale del mercato dei media italiani
Per la prima volta Alphabet/Google supera Rai per quota delle risorse economiche nel Sistema integrato delle comunicazioni.

Il SIC vale 21,79 miliardi e cresce più dell’economia italiana

Agcom ha accertato il valore economico del Sistema integrato delle comunicazioni per il 2024 in 21,79 miliardi di euro. L’aggregato equivale allo 0,99% del Pil italiano ed è aumentato del 6,9% rispetto ai 20,39 miliardi dell’anno precedente.

Nel SIC rientrano televisione, radio, servizi video, editoria cartacea ed elettronica, pubblicità online, cinema, pubblicità esterna e altre attività del settore. Il confronto consente quindi di misurare il peso economico di operatori molto diversi all’interno dello stesso sistema.

Google sale al 12,4% e sorpassa Rai per la prima volta

Alphabet/Google guadagna 0,7 punti percentuali rispetto al 2023 e raggiunge il 12,4%. Rai perde invece 0,3 punti e si attesta al 12%. La distanza tra i due gruppi è quindi limitata, ma sufficiente per modificare la testa della graduatoria.

Il dato non indica che Google abbia più telespettatori della Rai. Il SIC confronta ricavi provenienti da attività differenti. Per Google pesano soprattutto pubblicità e servizi digitali; Rai opera principalmente nell’audiovisivo, nella radio e nella produzione di contenuti.

La distinzione essenziale

Il 12,4% di Google e il 12% di Rai misurano la quota delle risorse economiche del SIC, non audience, share televisivo o numero di utenti.

Meta supera Sky e Fininvest e sale al terzo posto

La seconda variazione rilevante riguarda Meta/Facebook. La quota sale di 1,1 punti, l’incremento maggiore tra i principali operatori, e raggiunge il 9,7%. Il gruppo passa così dalla quinta alla terza posizione.

Operatore Quota SIC 2024
Alphabet / Google 12,4%
Rai 12,0%
Meta / Facebook 9,7%
Comcast / Sky 9,4%
Fininvest 9,2%
Amazon 4,9%
Netflix 3,5%
DAZN 2,5%

La crescita di Meta si inserisce in un’espansione più ampia delle piattaforme digitali. NewsPrisma ha analizzato anche lo sviluppo di nuove funzioni social e di intelligenza artificiale nell’ecosistema Meta e dei suoi servizi conversazionali , un’altra componente della competizione per tempo, dati e attenzione degli utenti.

La pubblicità online è diventata la prima fonte di ricavo del sistema

Il vero motore del cambiamento è la raccolta pubblicitaria digitale. Nel 2024 vale quasi 8 miliardi di euro, pari al 36,6% di tutte le risorse del SIC, e cresce del 12,6% in un solo anno.

La pubblicità sui mezzi tradizionali aumenta anch’essa, ma a un ritmo molto inferiore: 5,2 miliardi, con un progresso del 3,4%. Questa differenza spiega perché gruppi costruiti intorno a ricerca, social network e distribuzione digitale aumentino il loro peso relativo più rapidamente.

Televisione e video restano comunque l’area economica più grande

Il sorpasso di Google non significa che la televisione sia diventata marginale. Servizi audiovisivi, radio e piattaforme video a pagamento generano complessivamente quasi 9,5 miliardi di euro, pari al 43,5% del SIC.

I servizi in chiaro crescono del 4,4%, mentre quelli a pagamento aumentano dell’11,3%. All’interno di quest’ultimo gruppo, la componente online registra un +15,3%. Streaming e distribuzione digitale stanno quindi trasformando anche lo stesso comparto audiovisivo, senza sostituirlo interamente.

L’editoria tradizionale perde ancora terreno

Il settore più in difficoltà resta invece quello di quotidiani, periodici e agenzie di stampa. Nel 2024 vale 2,82 miliardi di euro e scende al 12,9% delle risorse complessive. I ricavi diminuiscono del 3,9%.

La contrazione riguarda sia la vendita delle copie sia la raccolta pubblicitaria. È uno dei punti che rendono il tema della distribuzione digitale particolarmente rilevante anche per il pluralismo: una quota crescente dell’accesso alle notizie passa attraverso motori di ricerca, social network e piattaforme.

Il sorpasso apre anche una questione di pluralismo e distribuzione

La trasformazione non riguarda soltanto chi incassa più risorse. Quando le piattaforme controllano una parte crescente della distribuzione, diventano più importanti anche le regole con cui contenuti, notizie e pubblicità raggiungono gli utenti.

Il ruolo del servizio pubblico, dall’altra parte, continua a essere legato non soltanto ai ricavi, ma alla produzione e alla funzione editoriale. NewsPrisma segue questo versante anche attraverso le vicende legate a Report e alla Rai , che appartengono a un piano diverso ma collegato: quello dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione.

I prossimi dati diranno se il primato digitale diventerà strutturale

Il sorpasso avviene con appena quattro decimi di punto tra Google e Rai. Non basta quindi un singolo esercizio per stabilire che la graduatoria resterà invariata negli anni.

La variabile decisiva sarà la velocità con cui continueranno a crescere pubblicità online, streaming e servizi digitali rispetto ai ricavi dei media tradizionali. Il SIC 2024 mostra però che lo spostamento delle risorse verso le piattaforme non è più soltanto una tendenza: ha già modificato il vertice economico del sistema italiano delle comunicazioni.

Fonti

I dati riportati si riferiscono al Sistema integrato delle comunicazioni 2024 accertato da Agcom nella seduta del 21 ottobre 2026. Le quote misurano l’incidenza economica sulle risorse complessive del SIC e non gli ascolti televisivi o l’audience dei singoli servizi.

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