Trapianto di cuore a Torino, morto 36enne alle Molinette: la Procura indaga
Raffaele Miele, 36 anni, è morto il 1° ottobre dopo un trapianto di cuore all’ospedale Molinette di Torino. La Procura ha aperto un procedimento contro ignoti per omicidio colposo e ha disposto accertamenti tecnici per chiarire le cause del decesso.
Raffaele Miele è morto alle Molinette dopo il trapianto cardiaco.
L’ipotesi formulata dalla Procura è omicidio colposo.
È previsto il conferimento dell’incarico ai consulenti tecnici.
Cosa sappiamo sulla morte dopo il trapianto di cuore a Torino
La Procura di Torino indaga sulla morte di Raffaele Miele, 36 anni, deceduto il 1° ottobre 2026 alle Molinette dopo un trapianto di cuore. Il procedimento è al momento contro ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo. Gli accertamenti dovranno chiarire le cause della morte e verificare gli aspetti indicati dalla famiglia nell’esposto.
- Il trapianto è stato eseguito dopo la disponibilità di un cuore compatibile.
- Secondo i familiari, l’intervento è durato circa 12 ore.
- Dopo l’operazione sarebbe stato necessario il supporto Ecmo.
- La famiglia chiede di verificare anche l’idoneità dell’organo trapiantato.
- Non risultano, allo stato, responsabilità individuali accertate.
La morte di Raffaele Miele è diventata oggetto di un’inchiesta dopo l’esposto presentato dai familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi. La magistratura dovrà ricostruire quanto avvenuto prima, durante e dopo il trapianto.
Gli elementi indicati nell’esposto non costituiscono conclusioni già raggiunte: saranno gli accertamenti medico-legali e l’analisi della documentazione clinica a stabilire le cause del decesso e l’eventuale esistenza di responsabilità.
Dal trapianto al decesso: la cronologia ricostruita
Miele, originario di San Paolo Bel Sito, nel Napoletano, soffriva di cardiomiopatia dilatativa ed era in lista d’attesa per un trapianto da circa tre anni.
Il 24 settembre, secondo quanto riferito dai familiari e riportato dalle fonti, sarebbe stato contattato dalle Molinette dopo l’individuazione di un cuore compatibile. Superati i controlli previsti, la mattina successiva è entrato in sala operatoria.
L’intervento è durato circa 12 ore. Al termine, sempre secondo la ricostruzione familiare, i sanitari avrebbero comunicato che il trapianto era riuscito dal punto di vista chirurgico ma che il nuovo cuore presentava difficoltà nel mantenere il ritmo cardiaco.
Per sostenere le funzioni del paziente sarebbe quindi stato necessario ricorrere all’Ecmo, un sistema di supporto extracorporeo utilizzato in condizioni critiche per sostenere temporaneamente la circolazione e, in base alla configurazione, anche la funzione respiratoria.
Nelle ore successive Miele avrebbe avuto un forte sanguinamento e sarebbe stato nuovamente portato in sala operatoria. Nei giorni seguenti le condizioni si sarebbero progressivamente aggravate.
Il 1° ottobre, dopo un ulteriore intervento per il riposizionamento delle cannule, ai familiari sarebbe stato comunicato un nuovo peggioramento del quadro clinico. Poco dopo è arrivata la notizia del decesso.
L’esposto della famiglia e l’inchiesta della Procura
La Procura di Torino ha aperto un procedimento coordinato dal pubblico ministero Giorgio Nicola. Il fascicolo è al momento contro ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo.
I familiari chiedono di accertare eventuali responsabilità e di verificare, tra gli altri aspetti, se il cuore trapiantato fosse nelle condizioni idonee e se nella gestione clinica siano emersi profili di negligenza, imperizia o errore.
Le richieste contenute nell’esposto sono ipotesi sottoposte a verifica. L’apertura di un procedimento non equivale all’accertamento di una responsabilità e, al momento, non risultano persone indicate come responsabili del decesso.
La famiglia ha inoltre chiesto che gli accertamenti sulla salma fossero disposti dall’autorità giudiziaria, opponendosi a un riscontro diagnostico interno all’ospedale.
Cosa dovranno chiarire autopsia e accertamenti tecnici
La Procura ha disposto accertamenti tecnici irripetibili per stabilire con precisione le cause della morte. Il conferimento dell’incarico ai consulenti tecnici Matteo Attisani e Alessandro Cicchini è fissato per mercoledì 7 ottobre 2026.
Gli esami dovranno essere letti insieme alla documentazione clinica e agli altri elementi raccolti dagli inquirenti. Solo al termine di questi approfondimenti sarà possibile valutare se esista un rapporto tra il decorso post-operatorio, il decesso e condotte eventualmente rilevanti sotto il profilo penale.
Il punto essenziale: l’idoneità dell’organo e la correttezza delle cure sono aspetti indicati dalla famiglia e ancora da verificare. Non possono essere presentati come fatti già accertati.
Lo stato del caso al 6 ottobre 2026
Alla data del 6 ottobre sono confermati il decesso avvenuto il 1° ottobre, l’esposto della famiglia, l’apertura del procedimento contro ignoti e la decisione della Procura di affidare ai consulenti gli accertamenti tecnici.
Restano invece da chiarire le cause precise della morte, l’eventuale ruolo delle complicanze insorte dopo il trapianto e l’esistenza o meno di profili di responsabilità individuale.
Domande sul caso delle Molinette
Perché è stata aperta un’inchiesta?
L’indagine è stata avviata dopo l’esposto dei familiari di Raffaele Miele, che chiedono di chiarire le cause del decesso e gli aspetti relativi al trapianto e al successivo decorso clinico.
Ci sono medici indagati?
Le fonti consultate indicano che il procedimento è al momento contro ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo.
È stato accertato che il cuore non fosse idoneo?
No. L’idoneità dell’organo è uno degli aspetti che la famiglia ha chiesto di verificare. Non risulta, allo stato, una circostanza accertata.
Quando saranno note le cause della morte?
Gli accertamenti medico-legali dovranno fornire gli elementi necessari per stabilire le cause del decesso. I tempi dipenderanno dagli esami disposti e dalle successive valutazioni della Procura.
Il caso resta in aggiornamento
I prossimi elementi rilevanti saranno gli esiti degli accertamenti tecnici e le eventuali successive determinazioni della Procura di Torino.
Lascia un commento