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Venerdì 23 Ottobre 2026

Banca occulta delle mafie: 30 misure cautelari

Operazione della Guardia di Finanza a Milano contro il riciclaggio

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Cronache · Milano · Antimafia

Milano, presunta “banca occulta” delle mafie: 30 misure cautelari

Una struttura finanziaria clandestina che, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe fornito servizi di riciclaggio, fatturazione fittizia e trasferimento di capitali a soggetti collegati a diversi ambienti criminali. È il cuore dell’operazione coordinata dalla Dda di Milano, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 30 indagati. Sedici sono destinatari della custodia in carcere e quattordici degli arresti domiciliari.

Operazione della Guardia di Finanza a Milano contro il riciclaggio
La Guardia di Finanza ha eseguito una vasta operazione coordinata dalla Dda di Milano contro una presunta rete finanziaria clandestina.

Come avrebbe funzionato la “banca occulta”

L’espressione utilizzata dagli investigatori non indica un istituto di credito in senso tecnico. Descrive invece un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe messo a disposizione strumenti finanziari clandestini: società, documentazione fiscale, disponibilità di denaro e canali per trasferire capitali.

Il valore dell’infrastruttura sarebbe stato proprio nella sua capacità di servire ambienti criminali differenti. Una rete di questo tipo può consentire, secondo l’ipotesi investigativa, di creare una giustificazione formale per movimenti finanziari e separare progressivamente il denaro dalla sua presunta origine illecita.

Oltre 110 milioni di fatture ritenute false

Uno dei capitoli principali riguarda un volume superiore a 110 milioni di euro di fatture considerate fittizie. Nelle frodi fiscali, documenti di questo tipo possono servire a rappresentare costi o operazioni economiche che l’accusa ritiene inesistenti, oppure a fornire una base documentale per trasferimenti tra società.

Il dato descrive la dimensione economica dell’indagine, ma non permette di attribuire automaticamente le stesse condotte a tutti gli indagati. Le singole posizioni dovranno essere esaminate nel procedimento giudiziario, dove le difese potranno contestare ricostruzioni e materiale probatorio.

Il presunto riciclaggio da 68 milioni passa anche dalle criptovalute

Una seconda direttrice riguarda circa 68 milioni di euro che, secondo gli investigatori, sarebbero stati oggetto di riciclaggio internazionale anche attraverso criptovalute. All’operazione partecipa infatti il Nucleo Speciale Repressione Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza.

L’impiego di asset digitali non rende automaticamente un’operazione anonima o illegale. In un’indagine finanziaria, però, passaggi tra wallet, exchange, conti correnti, società e diverse giurisdizioni possono richiedere una ricostruzione tecnica del percorso seguito dai fondi.

’Ndrangheta, camorra e Quarta mafia compaiono nel quadro investigativo

La Guardia di Finanza riferisce il coinvolgimento di soggetti ricondotti a contesti di ‘ndrangheta, camorra e criminalità organizzata foggiana, comunemente indicata come Quarta mafia. È questo elemento trasversale a dare all’indagine una rilevanza antimafia più ampia rispetto a una singola frode economica.

L’inchiesta nel suo complesso comprende ipotesi di riciclaggio, frodi fiscali, reati fallimentari, traffico di stupefacenti e reati in materia di armi. Le contestazioni, tuttavia, non devono essere considerate identiche per ciascuna persona coinvolta.

Sequestri e perquisizioni si estendono a Spagna e Svizzera

Il dispositivo operativo supera i confini italiani. Sono in corso attività anche in Spagna e Svizzera, con il supporto dell’unità I-CAN, Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta, e dei canali internazionali di cooperazione di polizia.

Complessivamente sono impegnati oltre 350 finanzieri. Le attività di sequestro riguardano denaro contante, conti correnti, criptovalute, automobili, imbarcazioni, gioielli, orologi di lusso e macchine conta soldi. Il provvedimento d’urgenza supera i 21 milioni di euro e conserva natura cautelare.

Tra le misure anche un dipendente dell’ufficio gip di Milano

Nell’inchiesta compare inoltre un dipendente dell’ufficio gip del Tribunale di Milano, raggiunto dagli arresti domiciliari. Secondo le informazioni diffuse, la contestazione che lo riguarda è quella di presunto accesso abusivo a un sistema informatico. Risulta coinvolto anche un avvocato milanese.

La presenza di figure legate ad ambienti professionali o istituzionali rende necessario distinguere con particolare attenzione i singoli ruoli. L’inchiesta è nella fase preliminare e nessuna misura cautelare equivale a una dichiarazione definitiva di colpevolezza.

Perché seguire il denaro è centrale nelle indagini antimafia

Se la ricostruzione della Dda sarà confermata, il valore strategico della rete non starebbe soltanto nell’ammontare delle operazioni, ma nella possibilità di collegare economia illegale e circuiti apparentemente regolari. Società, documentazione fiscale, tecnologie finanziarie e trasferimenti internazionali possono diventare punti di passaggio decisivi per il reinvestimento dei capitali.

È anche per questo che l’operazione coinvolge reparti economico-finanziari, strutture specializzate contro la criminalità organizzata e investigatori delle frodi tecnologiche: il dossier unisce competenze che normalmente appartengono a filoni investigativi differenti.

Ora iniziano interrogatori e analisi dei flussi finanziari

Con l’esecuzione delle misure cautelari si apre la fase degli interrogatori e delle iniziative delle difese. Parallelamente proseguiranno l’esame dei dispositivi sequestrati, la ricostruzione delle transazioni, il controllo delle società e gli accertamenti sui rapporti con l’estero.

La Procura di Milano ha annunciato ulteriori informazioni sull’indagine. Gli sviluppi realmente rilevanti saranno quindi quelli che permetteranno di definire struttura della rete, responsabilità individuali e percorsi seguiti dal denaro, senza anticipare conclusioni che spettano al procedimento giudiziario.

Garanzia giudiziaria

Tutte le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva. Le ricostruzioni riportate rappresentano le ipotesi formulate nella fase delle indagini.

Fonti

Articolo aggiornato il 21 ottobre 2026. Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni riportate rappresentano le ipotesi degli inquirenti; la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile.

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