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Domenica 11 Ottobre 2026

PreVasc: istruzione e rischio cardiovascolare negli anziani

Screening cardiovascolare negli anziani per la prevenzione e l'accesso ai controlli

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Salute · Prevenzione

11 ottobre 2026

Anziani e cuore: cosa rivela PreVasc su istruzione e salute cardiovascolare

Nel progetto PreVasc le patologie cardiache sono state rilevate nel 38,6% degli over 65 con istruzione elementare e nel 16% dei laureati. Il divario è rilevante, ma non dimostra che il titolo di studio protegga direttamente il cuore: racconta una relazione più ampia tra salute, condizioni sociali e accesso alla prevenzione.

Screening cardiovascolare negli anziani per la prevenzione e l'accesso ai controlli
PreVasc ha portato lo screening cardiovascolare nei luoghi frequentati dagli over 65, mettendo in relazione dati clinici e condizioni sociali.
2.600 Over 65 sottoposti a screening

L’età media dei partecipanti al progetto era di 74,7 anni.

38,6% Istruzione elementare

È la quota con patologie cardiache rilevata nel gruppo con questo livello di istruzione.

16% Laureati

Nel gruppo dei laureati la prevalenza osservata di patologie cardiache era più bassa.

PreVasc, il dato che collega istruzione e salute del cuore

Quando si parla di salute cardiovascolare negli anziani, l’attenzione si concentra normalmente su pressione arteriosa, colesterolo, diabete, fumo e altre condizioni cliniche. I risultati di PreVasc – Prevenzione CardioVascolare aggiungono però un’altra dimensione: quella sociale.

Il progetto ha coinvolto circa 2.600 over 65, con un’età media di 74,7 anni, sottoposti a screening soprattutto nei centri anziani, nelle parrocchie e in altri luoghi di aggregazione del VI Municipio di Roma.

Le analisi presentate alla Camera dei Deputati il 1° ottobre 2026 hanno evidenziato una differenza particolarmente marcata in relazione al livello di istruzione: le patologie cardiache interessavano il 38,6% delle persone con istruzione elementare, contro il 16% dei laureati.

La differenza è di 22,6 punti percentuali. È un divario importante all’interno del campione, ma deve essere letto come un’associazione statistica e sociale, non come la prova che una laurea produca direttamente un cuore più sano.

Perché non significa che la laurea protegga il cuore

Due gruppi con livelli di istruzione differenti possono essere diversi anche sotto molti altri aspetti. Il titolo di studio può essere collegato, nel corso della vita, a condizioni economiche, tipo di lavoro, ambiente, possibilità di accedere ai servizi, abitudini e disponibilità di informazioni sanitarie.

Per questo non è corretto trasformare il confronto tra 38,6% e 16% in una relazione automatica di causa ed effetto.

L’Organizzazione mondiale della Sanità include istruzione, reddito, condizioni di lavoro, ambiente e accesso alle risorse tra i determinanti che possono influenzare la salute nel corso della vita.

Il concetto è quello del gradiente sociale della salute: al peggiorare della posizione socioeconomica tendono a peggiorare, in media, anche diversi indicatori di salute. Ciò non significa che ogni singola persona seguirà necessariamente questo andamento.

Associazione non significa causalità

PreVasc mostra che nel campione esaminato livello di istruzione e presenza di patologie cardiache sono associati. Stabilire quanto dipenda dall’istruzione in sé e quanto da altri fattori richiede analisi capaci di separarli tra loro.

Pressione, colesterolo e diabete: cosa è emerso dallo screening

Il livello di istruzione rappresenta solo una parte del quadro raccolto dal progetto. Lo screening ha infatti fotografato anche la diffusione di alcuni importanti fattori di rischio cardiovascolare tra gli anziani coinvolti.

43% Partecipanti con ipertensione.
47% Partecipanti con dislipidemia o colesterolo elevato.
7% Partecipanti con diabete.
14% Partecipanti fumatori al momento dello screening.
21% Partecipanti ex fumatori.
82,4% Persone con almeno due condizioni croniche.
Controllo della pressione arteriosa negli over 65 per la prevenzione cardiovascolare
Nel campione PreVasc il 43% degli over 65 sottoposti a screening presentava ipertensione.

Questi numeri mostrano perché, con l’avanzare dell’età, il controllo dei fattori di rischio possa diventare particolarmente rilevante.

Anche alimentazione, composizione corporea e salute metabolica possono inserirsi in questo quadro. NewsPrisma ha approfondito il tema nell’articolo dedicato a nutrizione e salute oltre il numero mostrato dalla bilancia .

Nel 9,2% una funzione di pompa del cuore ridotta

PreVasc non si è limitato a raccogliere informazioni sui fattori di rischio.

In 241 persone, pari al 9,2% del campione, è stata rilevata una frazione di eiezione inferiore al 50%. In tre partecipanti il valore risultava inferiore al 30%.

La frazione di eiezione esprime la percentuale di sangue che il ventricolo sinistro espelle a ogni contrazione ed è uno dei parametri utilizzati nella valutazione della funzione cardiaca.

Lo screening ha segnalato anche valvulopatie moderate o severe: stenosi aortica nell’1,07%, insufficienza mitralica nel 4,69% e insufficienza tricuspidalica nel 5% delle persone esaminate.

Uno degli obiettivi di uno screening di comunità è proprio individuare condizioni o fattori di rischio che possono non essere ancora evidenti nella vita quotidiana, favorendo successivi approfondimenti appropriati.

Vulnerabilità sociale e numero di patologie

Le differenze osservate non riguardano soltanto il livello di istruzione.

Nel gruppo con minore vulnerabilità sociale, il numero medio di patologie era pari a 2,98. Tra le persone con maggiore vulnerabilità saliva a 3,79.

Tra chi dichiarava risorse economiche insufficienti si registravano in media 3,60 patologie.

Indicatore Dato osservato
Minore vulnerabilità sociale 2,98 patologie medie
Maggiore vulnerabilità sociale 3,79 patologie medie
Risorse economiche insufficienti 3,60 patologie medie

Anche l’obesità risultava più frequente nella fascia con reddito familiare annuo inferiore a 10.000 euro: 27,5%, rispetto al 15,9% della fascia tra 30.001 e 50.000 euro.

In questo caso, però, il confronto complessivo tra le quattro fasce di reddito considerate aveva un valore di p=0,058, leggermente superiore alla convenzionale soglia statistica di 0,05.

Come leggere il dato sul reddito

La direzione osservata è interessante, ma il risultato non consente di affermare con sufficiente sicurezza statistica che nel campione esista una differenza complessiva tra tutte le fasce considerate.

Cosa dicono gli studi internazionali su istruzione e cuore

L’associazione osservata da PreVasc non è isolata.

Uno studio pubblicato su JAMA Cardiology ha riunito i dati di 40.998 persone provenienti da sei coorti. I ricercatori hanno osservato un’associazione tra minore livello di istruzione e maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari nel corso della vita.

Chi aveva livelli di istruzione più elevati tendeva inoltre a trascorrere più anni di vita senza una malattia cardiovascolare.

Un’analisi pubblicata nel luglio 2026 su JAMA Network Open ha invece studiato 120.678 adulti dai 50 anni in su negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Corea del Sud.

Nei tre Paesi, diversi fattori di rischio cardiovascolare erano più frequenti tra le persone senza una laurea, mentre le differenze nel controllo dei fattori già identificati erano molto meno nette.

Gli autori hanno quindi indicato come possibile spiegazione soprattutto l’accumulo dei fattori di rischio nel corso del tempo, più che una semplice differenza nella gestione sanitaria dopo la loro comparsa.

Health literacy: capire le informazioni sulla salute

Una delle possibili componenti del rapporto tra condizioni sociali e prevenzione è la health literacy, cioè la capacità di trovare, comprendere e utilizzare informazioni utili per prendere decisioni sulla propria salute.

Non coincide semplicemente con il titolo di studio. Anche il modo in cui medici, servizi sanitari e istituzioni comunicano può rendere un’informazione più o meno accessibile.

Educazione alla salute del cuore e prevenzione cardiovascolare tra gli anziani
Comprendere pressione, colesterolo e altri fattori di rischio è una parte importante della prevenzione cardiovascolare con l’avanzare dell’età.

Nel concreto può significare comprendere perché la pressione meriti di essere controllata anche quando ci si sente bene, conoscere il significato dei valori di colesterolo e glicemia oppure sapere quando è opportuno chiedere un approfondimento.

Il punto non è attribuire alla singola persona la responsabilità delle differenze di salute. Una prevenzione efficace deve rendere informazioni e controlli realmente comprensibili, raggiungibili e utilizzabili.

Perché PreVasc porta la prevenzione fuori dagli ambulatori

Una delle caratteristiche più interessanti del progetto riguarda proprio il luogo nel quale sono stati effettuati gli screening.

Le attività si sono svolte soprattutto nei centri anziani, nelle parrocchie e in altri luoghi di aggregazione del VI Municipio di Roma. Per alcune settimane l’iniziativa “Il Cuore del Municipio” ha portato inoltre la prevenzione all’interno del Centro Commerciale Roma Est.

L’idea è affiancare al modello tradizionale, nel quale è il cittadino a raggiungere il servizio sanitario, iniziative capaci di intercettare le persone nei luoghi della vita quotidiana.

Il progetto è promosso dalla Società Italiana di Cardiologia Geriatrica in collaborazione con il Dipartimento Cardiotoracovascolare di Careggi-Firenze, Fondazione Longevitas ETS e Salute e Società ODV, con il coinvolgimento dell’Università di Roma Tor Vergata e di UniCamillus.

Cosa può insegnare PreVasc alla prevenzione negli over 65

Il progetto mette insieme due aspetti che spesso vengono raccontati separatamente: i parametri clinici e le condizioni nelle quali le persone vivono.

Pressione alta, alterazioni dei lipidi, diabete, fumo e patologie cardiache restano centrali, ma la capacità di intercettarli dipende anche dalla possibilità concreta di raggiungere un controllo, comprenderne il significato e proseguire il percorso indicato.

  • Rendere più semplice il controllo periodico della pressione.
  • Facilitare l’accesso alla valutazione di colesterolo e glicemia.
  • Comunicare le informazioni con linguaggio comprensibile.
  • Portare alcune iniziative di prevenzione nei luoghi frequentati dagli anziani.
  • Prestare attenzione alle persone con più condizioni croniche contemporaneamente.
  • Considerare anche ostacoli economici, sociali e informativi.

I limiti dei dati: cosa non possiamo concludere

PreVasc offre una fotografia molto interessante, ma non rappresenta automaticamente l’intera popolazione anziana italiana.

Lo screening è stato realizzato in uno specifico territorio romano e coinvolge persone che hanno preso parte all’iniziativa. Il profilo dei partecipanti può quindi differire da quello di altri territori o di chi non aderisce a programmi di questo tipo.

Inoltre, il confronto tra livelli di istruzione non elimina automaticamente le differenze relative a reddito, lavoro svolto durante la vita, ambiente, comportamenti, rete sociale e possibilità di accedere alla prevenzione.

Le stesse informazioni diffuse sul progetto precisano che l’analisi congiunta delle componenti cliniche, socioeconomiche e relazionali è ancora in approfondimento.

La conclusione corretta

Nel campione PreVasc esiste una marcata associazione tra livello di istruzione e presenza di patologie cardiache. Il dato è coerente con la letteratura sui determinanti sociali della salute, ma non consente di attribuire la differenza al solo titolo di studio.

Domande frequenti su PreVasc e rischio cardiovascolare negli anziani

Cosa ha scoperto lo screening PreVasc?

Nel campione di circa 2.600 over 65 sono emersi livelli elevati di ipertensione, dislipidemia e multimorbilità. Le patologie cardiache erano inoltre presenti nel 38,6% delle persone con istruzione elementare e nel 16% dei laureati.

Una laurea protegge dalle malattie cardiovascolari?

I dati mostrano un’associazione tra livello di istruzione e salute cardiovascolare, non la prova di un rapporto diretto di causa ed effetto. Istruzione, reddito, condizioni di vita, comportamenti e accesso alla prevenzione possono essere collegati tra loro.

Quanti anziani di PreVasc avevano la pressione alta?

Il 43% delle persone sottoposte allo screening presentava ipertensione. Il 47% presentava invece dislipidemia o colesterolo elevato.

Che cosa significa frazione di eiezione inferiore al 50%?

La frazione di eiezione misura quanta parte del sangue presente nel ventricolo sinistro viene espulsa a ogni contrazione. Un valore ridotto può richiedere una valutazione clinica nel contesto complessivo della persona.

Cosa sono i determinanti sociali della salute?

Sono le condizioni nelle quali le persone nascono, crescono, studiano, lavorano, vivono e invecchiano. Tra queste rientrano istruzione, reddito, ambiente, lavoro e accesso alle risorse.

Che cos’è la health literacy?

È la capacità di trovare, comprendere e utilizzare informazioni che aiutano a prendere decisioni sulla propria salute. Non dipende soltanto dal titolo di studio, ma anche dalla chiarezza con cui servizi e istituzioni comunicano.

Quali controlli sono importanti dopo i 65 anni?

La valutazione deve essere personalizzata dal medico. Pressione arteriosa, profilo lipidico, glicemia e altri fattori di rischio cardiovascolare possono rientrare nei controlli indicati in base all’età, alla storia clinica e alle condizioni individuali.

Fonti e approfondimenti

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica individuale. Frequenza e tipo dei controlli cardiovascolari devono essere definiti in base all’età, alla storia clinica e alle condizioni della singola persona.

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