11 ottobre 2026
Primarie centrosinistra, Schlein e Conte al bivio: chi guiderà la sfida al centrodestra?
Il centrosinistra prova a trasformare la foto di gruppo in un accordo politico. Il programma potrebbe essere il primo banco di prova, poi arriverà la partita sulla leadership. Ma primarie, candidato premier, Ucraina e confini della coalizione restano ancora questioni aperte.
Il leader M5S ritiene possibile arrivare rapidamente a una sintesi sul programma.
Conte le vuole; Schlein si è detta disponibile, mentre Avs mantiene forti riserve.
Pd e Più Europa restano distanti da M5S e Avs sulla prosecuzione del sostegno militare a Kyiv.
La foto di gruppo c’è. Adesso serve un accordo
Dopo settimane di frecciate e tensioni, il 10 ottobre Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi si sono ritrovati sullo stesso palco a Roma.
L’immagine politica è chiara: le principali forze dell’opposizione vogliono provare a costruire un’alternativa comune al centrodestra.
Ciò che manca, però, è la parte più difficile: trasformare quella disponibilità in un programma condiviso, una coalizione definita e una leadership accettata da tutti.
Il punto di svolta non sono ancora le primarie. Prima bisogna capire se Pd, M5S, Avs e le altre forze coinvolte riusciranno a sottoscrivere lo stesso progetto politico.
Programma prima del candidato: il nuovo terreno comune
Sul metodo una convergenza sta emergendo: prima i contenuti, poi il nome che rappresenterà la coalizione.
Conte vorrebbe stringere i tempi. Dopo le assemblee e i passaggi interni dei partiti, il presidente del Movimento 5 Stelle punta ad aprire rapidamente il confronto e ritiene possibile arrivare a una sintesi nell’arco di circa due settimane.
Schlein ha indicato una prospettiva meno serrata, ma anche il Pd considera il programma il passaggio che deve precedere la definizione della leadership.
Non si parte da zero. Negli ultimi mesi sono già emerse convergenze su lavoro, salario minimo, welfare, congedi e alcune politiche economiche ed energetiche.
Il problema sarà verificare se questi punti saranno sufficienti a reggere quando il confronto arriverà sulle materie più divisive.
Le primarie si faranno davvero?
Al momento la risposta corretta è: non è ancora deciso.
Giuseppe Conte considera le primarie il passaggio più trasparente per scegliere chi guiderà la coalizione. Il leader M5S vuole però arrivarci dopo aver definito il programma, evitando che la competizione si trasformi in una resa dei conti tra alleati.
Schlein parte da una posizione differente. La segretaria democratica ha ricordato più volte che il Pd è la forza elettoralmente più consistente dell’area progressista e non ritiene che una consultazione aperta sia automaticamente l’unico metodo possibile.
Allo stesso tempo, non ha chiuso la porta: se le primarie serviranno a tenere insieme la coalizione, il Pd è pronto a discuterne.
Avs resta invece più scettica. Bonelli teme che una gara interna possa accentuare le differenze proprio nel momento in cui sarebbe necessario ridurle.
Non esiste ancora una data ufficiale, non sono state fissate le regole, non è stato definito chi potrebbe candidarsi e non è stato stabilito se la consultazione sarà effettivamente il metodo scelto.
Schlein contro Conte? La sfida è più complicata di così
Ridurre la partita a un duello diretto tra Schlein e Conte sarebbe prematuro.
Entrambi dispongono di una leadership politica già riconoscibile e potrebbero naturalmente diventare protagonisti della selezione, ma il centrosinistra deve ancora scegliere persino il metodo con cui arrivare al candidato premier.
Conte ha anche raccontato di aver proposto in precedenza un passo indietro reciproco: né lui né Schlein, con la ricerca di una figura terza in grado di rappresentare tutta l’alleanza.
Quella strada non si è concretizzata.
Schlein, da parte sua, rivendica il ruolo del Pd come principale forza dell’opposizione e non considera scontato che il peso elettorale dei partiti debba scomparire nel momento in cui si costruisce la coalizione.
La nuova legge elettorale aumenta la pressione sulla leadership
La discussione non si svolge nel vuoto. L’8 ottobre la Camera ha approvato definitivamente la nuova legge elettorale, successivamente promulgata dal presidente della Repubblica.
Il sistema è a base proporzionale con un premio fisso di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione che arriva prima e supera il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
La legge prevede inoltre che le forze politiche indichino nel programma la persona proposta per la Presidenza del Consiglio.
Non significa elezione diretta del premier. L’incarico di formare il governo continua a essere conferito dal presidente della Repubblica secondo le prerogative previste dalla Costituzione.
Politicamente, tuttavia, la novità rende più difficile arrivare alle elezioni senza aver chiarito prima chi rappresenterà la coalizione.
Per tutti i dettagli sul nuovo sistema, NewsPrisma ha ricostruito come funziona la nuova legge elettorale e cosa cambia per partiti e coalizioni .
Il vero ostacolo al programma è l’Ucraina
Sulla leadership esistono differenze di metodo. Sull’Ucraina esiste invece una differenza politica vera e propria.
Durante il confronto del 10 ottobre, Schlein e Magi hanno confermato una posizione favorevole alla prosecuzione del sostegno militare a Kyiv.
Conte, Bonelli e Fratoianni restano contrari alla prosecuzione dell’invio di armi.
Per il Movimento 5 Stelle la questione è diventata ancora più vincolante dopo la consultazione interna di settembre: il 91,7% degli iscritti partecipanti si è espresso contro la continuazione delle forniture militari all’Ucraina.
Una coalizione può trovare una regola per scegliere il proprio leader. È molto più complesso presentarsi con un unico programma di governo se i partiti mantengono posizioni opposte su una questione centrale di politica estera.
Chi farà parte davvero della coalizione?
Anche il perimetro dell’alleanza non è stato chiuso.
Il nucleo più stabile del confronto comprende Pd, M5S e Avs, mentre Più Europa partecipa al dialogo politico.
La posizione di Italia Viva resta invece più controversa. Conte ha espresso ripetutamente forti riserve sulla presenza di Matteo Renzi nell’alleanza, mentre Schlein sostiene la necessità di costruire il programma anche con le componenti centriste disponibili a far parte dell’alternativa.
Nel frattempo l’area di centro continua a muoversi. Il 10 ottobre Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli hanno presentato la nuova formazione Più Uno, alimentando ulteriormente il confronto su come organizzare lo spazio politico tra Pd e forze centriste.
Il tema non è soltanto numerico: decidere chi partecipa all’alleanza incide direttamente sul programma, sugli equilibri interni e sulla scelta della leadership.
Cosa è già deciso e cosa resta aperto
| Questione | Situazione attuale |
|---|---|
| Programma comune | Confronto da avviare e accelerare |
| Primarie | Non ancora formalmente decise |
| Candidato premier | Non scelto |
| Posizione sull’Ucraina | Divergenza ancora aperta |
| Presenza dei centristi | Perimetro da definire |
| Regole della leadership | Non ancora concordate |
| Obiettivo elettorale | Costruire un’alternativa comune al centrodestra |
Quando potrebbero svolgersi le primarie
Anche sul calendario bisogna distinguere le ipotesi dalle decisioni ufficiali.
Nei giorni scorsi sono circolate diverse finestre temporali, soprattutto tra l’inizio del 2027 e i mesi immediatamente successivi.
Conte vuole accelerare perché teme di arrivare troppo vicino alla campagna elettorale nazionale senza una leadership definita.
Nel Pd prevale invece una maggiore cautela sui tempi: prima bisogna costruire un’intesa che possa reggere anche dopo la scelta del candidato.
Una data ufficiale non esiste. Finché la coalizione non avrà definito programma, partecipanti e metodo per scegliere il leader, qualsiasi calendario delle primarie resta un’ipotesi politica.
I passaggi che possono decidere la partita
- Aprire il tavolo sul programma comune.
- Stabilire quali forze faranno parte dell’alleanza.
- Cercare una sintesi sulla politica estera e sull’Ucraina.
- Scegliere il metodo per individuare la leadership.
- Se saranno confermate, definire regole e data delle primarie.
- Presentarsi agli elettori con programma e candidato riconoscibili.
Il vero test arriverà quindi prima della scheda delle eventuali primarie.
Se i partiti riusciranno a costruire un programma credibile nonostante le differenze, la scelta del leader potrà diventare il passaggio conclusivo.
Se invece il confronto sui contenuti resterà bloccato, la disputa sul nome rischierà di anticipare una divisione che la coalizione non ha ancora risolto.
Perché la domanda non è soltanto “Schlein o Conte”
Il confronto politico viene spesso raccontato come una sfida personale, ma il problema che il centrosinistra deve risolvere è più ampio.
La nuova legge elettorale rende utile arrivare al voto con una leadership riconoscibile. Ma un nome, da solo, non risolve le divergenze su politica estera, composizione della coalizione e priorità di governo.
Per questo la sequenza programma, alleanza, leadership può diventare decisiva.
Solo dopo questi passaggi sarà possibile capire se le primarie saranno davvero la soluzione scelta e se si trasformeranno in un confronto tra Schlein e Conte, in una competizione più ampia oppure in un’ipotesi diversa.
Domande frequenti sulle primarie del centrosinistra
Le primarie del centrosinistra sono già state convocate?
No. Giuseppe Conte le sostiene e Elly Schlein si è detta disponibile a discuterne, ma non esistono ancora una convocazione ufficiale, una data o regole condivise.
Schlein sarà candidata premier?
Non è stato deciso. La segretaria del Pd rivendica il peso politico del proprio partito, ma l’intera coalizione deve ancora stabilire come scegliere la persona che verrà proposta per Palazzo Chigi.
Conte correrà contro Schlein?
È uno scenario possibile, non una decisione già presa. Conte sostiene le primarie, ma in passato ha anche proposto l’ipotesi di una figura terza rispetto a lui e Schlein.
Qual è il problema principale del programma comune?
Una delle divergenze più nette riguarda l’Ucraina. Pd e Più Europa sono favorevoli alla prosecuzione del sostegno militare, mentre M5S e Avs hanno posizioni contrarie all’ulteriore invio di armi.
Cosa cambia con la nuova legge elettorale?
Il sistema assegna un premio fisso di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione prima classificata che superi il 42% dei voti validi in entrambe le Camere. È inoltre prevista l’indicazione della persona proposta per la Presidenza del Consiglio.
La nuova legge elegge direttamente il premier?
No. L’indicazione del candidato non elimina le prerogative costituzionali del presidente della Repubblica nel conferimento dell’incarico.
Quando potrebbero esserci le primarie?
Sono state ipotizzate finestre nei primi mesi del 2027, ma al momento non esiste un calendario ufficiale condiviso dalla coalizione.
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