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Venerdì 23 Ottobre 2026

Tajani sulla Manovra: contributo dalla finanza, nodo banche

Tajani apre al contributo del mondo finanziario per la Manovra 2027. Sul tavolo 5 miliardi, mentre restano da definire formula e soggetti.

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Economia · Manovra 2027

Tajani sulla Manovra: contributo dalla finanza, resta il nodo delle banche

Antonio Tajani apre a un contributo del sistema finanziario alla Manovra 2027, ma mantiene il no a una tassa straordinaria sugli extraprofitti. Il confronto nella maggioranza riguarda ora soprattutto la formula con cui reperire circa 5 miliardi di euro già indicati nel Documento programmatico di bilancio, mentre il testo definitivo della legge di bilancio non è ancora chiuso.

Vertice economico sulla Manovra tra istituzioni e mercati finanziari
Il contributo del settore finanziario resta uno dei nodi centrali della Manovra 2027.

Tajani apre al contributo del sistema finanziario, ma chiede un accordo

La linea di Forza Italia non consiste nel negare qualsiasi apporto da parte degli operatori finanziari. Tajani ha spiegato di essere favorevole a un confronto con l’intero comparto per individuare forme di partecipazione alle coperture della legge di bilancio.

Il punto politico riguarda il metodo. Il vicepremier considera preferibile una soluzione negoziata, costruita con banche e altri soggetti del mercato, rispetto a un prelievo presentato come tassazione degli extraprofitti. Secondo la sua impostazione, una misura percepita come punitiva rischierebbe di incidere sulla fiducia degli investitori e sul rapporto tra governo e sistema del credito.

I 5 miliardi sono nel DPB, non ancora nel meccanismo operativo

Il Documento programmatico di bilancio 2027 individua nel settore finanziario una delle principali fonti di copertura. Le tabelle trasmesse alla Commissione europea indicano uno 0,21% del Pil, equivalente a circa 5 miliardi di euro nel 2027.

Il contributo prosegue anche negli anni successivi: circa 3 miliardi nel 2028 e oltre 2 miliardi nel 2029. Il documento, però, non stabilisce ancora come l’onere verrà suddiviso tra banche, assicurazioni e altre società finanziarie. È proprio questo spazio ancora aperto a spiegare il negoziato politico di queste ore.

Il confronto sulle banche divide soprattutto sulla formula

Le posizioni nella maggioranza sono meno distanti sul principio che sullo strumento. Matteo Salvini ha sostenuto apertamente l’obiettivo di ottenere un contributo rilevante da banche e assicurazioni, indicandolo come una partecipazione alla copertura della Manovra.

Tajani insiste invece sulla necessità di non trasformare quell’obiettivo in una tassa straordinaria decisa senza confronto. Giancarlo Giorgetti ha parlato di un intervento che dovrà essere sostenibile e calibrato attraverso la trattativa con gli operatori. Il nodo, quindi, non è soltanto quanto raccogliere, ma attraverso quale architettura fiscale.

Cassa Depositi e Prestiti resta un’ipotesi da definire

Nel confronto politico è emerso anche il tema di un eventuale coinvolgimento più ampio delle istituzioni finanziarie, compresa Cassa Depositi e Prestiti. CDP è una società a controllo pubblico che finanzia imprese, infrastrutture e investimenti strategici e svolge un ruolo di collegamento tra capitale pubblico e privato.

Al momento, tuttavia, non risultano definiti né un importo né uno specifico meccanismo attraverso cui CDP dovrebbe contribuire alla legge di bilancio. Per questo il suo eventuale coinvolgimento va distinto dai 5 miliardi già contabilizzati genericamente come apporto del settore finanziario.

Il punto da distinguere

Il DPB quantifica il contributo complessivo del settore finanziario, ma non assegna ancora una quota specifica a ogni singolo soggetto.

La Manovra vale 23,5 miliardi e ha poche coperture libere

La dimensione complessiva indicata dal governo è di circa 23,5 miliardi di euro. Le risorse devono finanziare interventi per famiglie, spesa sociale, sanità, imprese, infrastrutture e misure fiscali, dentro un quadro di finanza pubblica che lascia margini contenuti.

Proprio per questo il contributo finanziario ha assunto un peso superiore alla normale discussione di settore. NewsPrisma ha già ricostruito il peso previsto di banche e finanza nelle coperture della Manovra , compresi gli importi distribuiti nel triennio. La questione di oggi riguarda invece il modo in cui quella cornice verrà trasformata in norme concrete.

Famiglie e fisco competono per risorse ancora limitate

Le tabelle del DPB destinano circa 5 miliardi alle politiche per le famiglie e alla spesa sociale, 2,4 miliardi alla sanità, 3,3 miliardi al sostegno alle imprese e 3,1 miliardi alle infrastrutture. Per le misure fiscali sono indicati circa 2,16 miliardi.

È una dotazione che rende complessa la composizione delle diverse richieste politiche. Il taglio dell’Irpef per il ceto medio, per esempio, richiede coperture significative e compete con altri interventi già inseriti nel perimetro. Ogni modifica alla quota richiesta alla finanza obbligherebbe quindi a trovare risorse alternative o a ridimensionare altre misure.

L’approvazione del testo slitta mentre prosegue il confronto con Bruxelles

Il vertice di maggioranza non ha chiuso tutti i dossier. Il Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il disegno di legge è stato rinviato mentre il governo prosegue le interlocuzioni con le istituzioni europee sulla flessibilità per alcune voci di spesa.

Il prossimo passaggio decisivo sarà quindi il testo della legge di bilancio. Solo allora sarà possibile stabilire quali soggetti finanziari contribuiranno, quale sarà la base normativa dell’intervento e se prevarrà una soluzione concordata oppure un meccanismo fiscale definito direttamente dal governo.

Fonti

Articolo aggiornato il 20 ottobre 2026. Il contributo complessivo del settore finanziario è indicato nel Documento programmatico di bilancio; ripartizione, strumenti applicativi ed eventuale coinvolgimento specifico di CDP restano da definire nel testo della legge di bilancio.

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