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Venerdì 23 Ottobre 2026

MI5: Russia e Iran alzano la guerra ibrida in Europa

Rappresentazione della guerra cibernetica e delle reti di influenza che attraversano l’Europa

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Mondo · Sicurezza · Cyber

MI5, allarme guerra ibrida: Russia e Iran aumentano la pressione, cresce anche il rischio AI

Il direttore dell’intelligence britannica Sir Ken McCallum avverte che le minacce statali contro il Regno Unito sono aumentate nettamente nell’ultimo decennio. Al centro dell’analisi: operazioni russe, attività attribuite all’Iran, cyberattacchi, intermediari criminali e nuovi rischi collegati all’intelligenza artificiale.

Rappresentazione della guerra cibernetica e delle reti di influenza che attraversano l'Europa
Cyberattacchi, sabotaggi e operazioni tramite intermediari sono al centro dell’allarme dell’MI5 sulle minacce ibride.
4× Casi di minacce statali

Il carico di lavoro dell’MI5 è quadruplicato in dieci anni.

50+ Arresti collegati all’Iran

È il dato indicato dall’MI5 per le operazioni dell’ultimo anno.

AI Nuovo fronte di rischio

Cyber, propaganda e sicurezza nazionale sono tra i settori monitorati.

Il dato centrale

Le minacce statali seguite dall’MI5 sono quadruplicate in dieci anni

Nel suo aggiornamento annuale, McCallum ha dichiarato che nel 2026 l’MI5 dedica al contrasto delle minacce provenienti da Stati stranieri più risorse di quante ne impiegasse durante la Guerra Fredda.

Il carico di casi su questo fronte è inoltre quadruplicato nell’arco dell’ultimo decennio. Per il servizio britannico, il cambiamento riguarda soprattutto sabotaggi, cyberattacchi, coercizione, violenza e operazioni indirette.

Per l’MI5 la Russia resta la principale minaccia statale

McCallum ha descritto la Russia come il principale avversario statale affrontato dall’intelligence britannica. Secondo la sua ricostruzione, Mosca starebbe intensificando forme di pressione contro il Regno Unito e altri Paesi che sostengono l’Ucraina.

Il modello indicato dall’MI5 non coincide con un attacco militare tradizionale. Comprende invece operazioni informatiche, sabotaggi, tentativi di danneggiamento, utilizzo di droni e attività clandestine.

Accuse attribuite, non fatti incontestati

Le ricostruzioni sulle attività russe sono formulate dall’MI5 e da altre autorità occidentali. Mosca respinge le accuse e contesta l’attribuzione alla Russia di operazioni ostili in Europa.

Cosa significa “guerra ibrida” nel contesto europeo

L’espressione indica l’impiego coordinato di strumenti differenti per esercitare pressione su un avversario senza arrivare necessariamente a una guerra convenzionale dichiarata.

  • Cyberattacchi contro reti e servizi.
  • Sabotaggi di infrastrutture o attività produttive.
  • Operazioni clandestine e intelligence.
  • Uso di intermediari e reti criminali.
  • Campagne informative e di influenza.
  • Pressione su infrastrutture critiche e trasporti.

La difficoltà per i governi consiste soprattutto nell’attribuzione: un incidente informatico, un sabotaggio o un’attività criminale possono inizialmente apparire isolati e richiedere tempo prima di essere collegati a un possibile mandante statale.

La zona grigia sotto la soglia dell’Articolo 5 NATO

McCallum ha collegato le attività russe alla volontà di restare al di sotto della soglia che potrebbe coinvolgere il principio di difesa collettiva previsto dall’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico.

È questo uno degli aspetti più complessi delle minacce ibride: singole azioni possono provocare danni, instabilità o pressione politica senza assumere immediatamente le caratteristiche di un’aggressione militare convenzionale.

Il problema strategico non è soltanto difendersi, ma stabilire chi sia responsabile. Senza un’attribuzione sufficientemente solida, scegliere una risposta politica, giudiziaria o militare diventa più difficile.

Polonia, Germania e Regno Unito negli esempi citati da McCallum

Nel discorso annuale il direttore dell’MI5 ha richiamato diversi episodi attribuiti dalle autorità occidentali alla Russia.

Tra questi figurano un cyberattacco contro infrastrutture energetiche polacche e un tentativo, descritto come fallito, di utilizzare un drone con esplosivo contro un aereo cargo in Germania.

McCallum ha inoltre ricordato un procedimento avviato nel Regno Unito contro un uomo accusato, ai sensi del National Security Act, di avere preparato un presunto sabotaggio contro una fabbrica di droni a Swindon.

Rappresentazione delle cyberminacce e della guerra ibrida sulla città di Londra
Londra rafforza l’attenzione su cyberattacchi, sabotaggi e operazioni attribuite a Stati stranieri.

Iran, oltre 50 arresti collegati alle operazioni dell’MI5

Anche l’Iran occupa una parte rilevante dell’aggiornamento britannico.

McCallum ha dichiarato che, negli ultimi dodici mesi, le operazioni dell’MI5 collegate all’Iran hanno portato a più di 50 arresti nel Regno Unito.

Secondo il servizio britannico, Teheran avrebbe utilizzato intermediari criminali per intimidire oppositori, media iraniani all’estero e obiettivi collegati a Israele. L’MI5 afferma inoltre di avere osservato un interesse crescente verso bersagli più sensibili, compresi siti militari.

La posizione dell’Iran

Il governo iraniano respinge le accuse di coinvolgimento nelle attività ostili attribuitegli dalle autorità britanniche. Le contestazioni restano quindi chiaramente attribuite all’MI5 e alle istituzioni del Regno Unito.

Perché le operazioni ibride usano intermediari e reti criminali

Uno dei temi ricorrenti nell’analisi dell’MI5 è il crescente impiego di persone che non appartengono formalmente ai servizi di sicurezza di uno Stato.

Utilizzare intermediari può rendere più complessa l’attribuzione, limitare l’esposizione diretta degli apparati statali e aumentare la distanza politica tra il mandante e l’azione.

Nel caso russo, McCallum ha collegato questa tendenza anche all’espulsione di quasi 1.000 funzionari e diplomatici russi da diversi Paesi dopo l’invasione dell’Ucraina.

I numeri principali dell’aggiornamento MI5

Indicatore Dato / valutazione MI5
Casi legati alle minacce statali Quadruplicati in 10 anni
Risorse dedicate nel 2026 Più che durante la Guerra Fredda
Russia Indicata come principale minaccia statale
Operazioni MI5 collegate all’Iran Oltre 50 arresti nell’ultimo anno
AI Nuovo fronte per cyber, propaganda e sicurezza

L’intelligenza artificiale aumenta velocità e scala delle minacce cyber

Il terzo fronte dell’intervento riguarda l’intelligenza artificiale.

Secondo McCallum, sistemi AI possono rendere più rapide alcune attività di ricognizione, produzione di contenuti, propaganda personalizzata e supporto alle operazioni informatiche.

La conseguenza non è necessariamente la comparsa di minacce completamente nuove: in molti casi l’AI può abbassare il costo e le competenze necessarie per svolgere attività che esistevano già.

Nessuna equivalenza tra AI e attacco automatico

L’MI5 descrive l’intelligenza artificiale soprattutto come un possibile moltiplicatore di capacità esistenti. Non significa che ogni sistema AI generi automaticamente nuove minacce o che gli scenari più estremi siano già diventati realtà.

AI e biosicurezza: l’MI5 parla di un rischio futuro, non di un attacco avvenuto

Una parte delicata dell’intervento riguarda la possibilità che, in futuro, sistemi AI avanzati possano facilitare attività pericolose in ambito biologico.

McCallum ha presentato questo scenario come un rischio prospettico da monitorare, non come la descrizione di un attacco biologico già avvenuto.

La distinzione è essenziale: l’intervento dell’MI5 riguarda la valutazione preventiva delle minacce e non conferma l’esistenza di nuovi agenti biologici prodotti attraverso sistemi AI.

Nasce l’AI Threat Assessment Centre dell’MI5

Per analizzare più sistematicamente questi rischi, l’MI5 ha annunciato nel 2026 l’AI Threat Assessment Centre.

La struttura è ospitata all’interno del servizio britannico e riunisce competenze provenienti anche da altri organismi, tra cui l’AI Security Institute e il National Cyber Security Centre.

Il compito dichiarato è produrre valutazioni sulle minacce alla sicurezza nazionale connesse all’intelligenza artificiale e distinguere i rischi concreti dagli scenari sovrastimati.

Per l’Europa la difesa passa anche da cyber, droni e infrastrutture critiche

L’allarme britannico si inserisce in un quadro europeo nel quale energia, telecomunicazioni, trasporti, industria della difesa e infrastrutture digitali sono considerate obiettivi sempre più sensibili.

La resilienza non riguarda quindi soltanto sistemi d’arma tradizionali: comprende capacità di attribuzione, intelligence, cybersecurity, protezione fisica e contrasto ai droni.

Investimenti europei e programma SAFE: il quadro strategico

La crescita delle minacce ibride aumenta il peso delle politiche europee dedicate alla sicurezza, alla protezione delle infrastrutture e alla capacità industriale della difesa.

In questo contesto NewsPrisma ha approfondito anche il piano SAFE e gli investimenti italiani collegati alla difesa europea .

Le minacce cyber non restano un tema astratto

La dimensione digitale delle operazioni ostili è già parte della sicurezza quotidiana delle istituzioni e delle infrastrutture.

Un esempio italiano recente è l’attività DDoS contro la Farnesina raccontata da NewsPrisma nell’approfondimento sull’attacco informatico attribuito al gruppo NoName057 .

Cosa osservare nei prossimi mesi

L’evoluzione del quadro europeo dipenderà soprattutto da alcuni fattori.

  • Cyberattacchi contro infrastrutture critiche.
  • Episodi di sabotaggio e attività clandestine.
  • Uso di proxy e reti criminali.
  • Presenza di droni vicino a siti sensibili.
  • Evoluzione delle capacità AI applicate al cyber.
  • Rafforzamento della cooperazione tra intelligence europee.

La questione centrale resterà la capacità di collegare eventi diversi, attribuirli con prove sufficienti e scegliere una risposta proporzionata senza trasformare automaticamente ogni incidente in un atto di guerra.

FAQ sulla guerra ibrida e l’allarme dell’MI5

Cosa ha detto l’MI5 sulla Russia?

Il direttore Sir Ken McCallum ha indicato la Russia come la principale minaccia statale per il Regno Unito e ha accusato Mosca di intensificare attività ibride. La Russia respinge queste accuse.

Cosa significa guerra ibrida?

È l’impiego combinato di strumenti come cyberattacchi, sabotaggi, operazioni clandestine, disinformazione e intermediari, spesso senza arrivare a un conflitto militare convenzionale.

Cosa ha detto l’MI5 sull’Iran?

McCallum ha dichiarato che le operazioni dell’MI5 collegate all’Iran hanno portato a oltre 50 arresti nel Regno Unito nell’ultimo anno. Teheran nega di essere coinvolta nelle attività ostili contestate.

Perché l’intelligenza artificiale preoccupa l’MI5?

Perché può aumentare velocità, scala e accessibilità di alcune attività cyber, informative e di ricognizione, abbassando in alcuni casi le competenze necessarie per utilizzarle.

Esistono già armi biologiche create con l’AI secondo l’MI5?

No. Il discorso dell’MI5 tratta questo tema come un possibile rischio futuro da monitorare, non come un evento già verificatosi.

Cos’è l’AI Threat Assessment Centre?

È una struttura annunciata dall’MI5 nel 2026 per valutare le minacce alla sicurezza nazionale collegate all’intelligenza artificiale, lavorando con competenze provenienti anche da altri organismi britannici.

Fonti e verifica della notizia

La sicurezza europea si gioca sempre più nella zona grigia

L’aggiornamento dell’MI5 descrive una minaccia che non coincide soltanto con lo scenario di una guerra convenzionale: cyberattacchi, sabotaggi, proxy criminali e nuove capacità tecnologiche rendono più difficile riconoscere e attribuire le operazioni ostili.

NewsPrisma continuerà a seguire l’evoluzione della sicurezza europea, della difesa NATO, delle minacce cyber e dell’impatto dell’intelligenza artificiale sugli scenari di sicurezza.

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