12 ottobre 2026 · guida aggiornata
Congedo parentale 2026 fino a 14 anni: quanto spetta, chi ne ha diritto e come fare domanda
Dal 1° gennaio 2026 i genitori lavoratori dipendenti possono utilizzare il congedo parentale fino ai 14 anni del figlio, anziché fino ai 12. Ma attenzione: il nuovo limite non significa più mesi di congedo e non estende automaticamente fino a 14 anni i periodi pagati all’80%.
Per i dipendenti il congedo residuo può essere utilizzato fino al quattordicesimo anno del figlio.
Sono i mesi complessivamente indennizzabili tra i genitori secondo la disciplina ordinaria.
Fino a tre mesi possono beneficiare della misura maggiorata quando ricorrono i requisiti previsti.
Congedo parentale fino a 14 anni: cosa cambia davvero
La legge di Bilancio 2026 ha modificato il limite temporale previsto per il congedo parentale dei lavoratori dipendenti.
Dal 1° gennaio 2026 il periodo può essere utilizzato fino al compimento dei 14 anni di età del figlio, anziché fino ai 12 anni.
Chi ha un figlio di 12 o 13 anni può quindi utilizzare gli eventuali periodi di congedo ancora disponibili, nel rispetto dei limiti individuali e complessivi previsti.
La modifica non aggiunge due anni di congedo. Aumenta il tempo entro il quale utilizzare i periodi ancora disponibili.
Congedo parentale 2026: chi ne ha diritto
L’estensione fino ai 14 anni riguarda i genitori lavoratori dipendenti.
Per richiedere il congedo il rapporto di lavoro deve essere in corso.
La disciplina INPS esclude dall’indennità i genitori con rapporto di lavoro cessato o sospeso e prevede regole differenti per categorie come lavoratori autonomi, domestici e lavoratori a domicilio.
Il passaggio da 12 a 14 anni descritto in questa guida riguarda i lavoratori dipendenti. Per gli autonomi va verificata la disciplina specifica applicabile.
Quanto dura il congedo parentale nel 2026
Il nuovo limite di 14 anni non modifica automaticamente la durata massima del congedo.
| Situazione | Durata massima |
|---|---|
| Madre lavoratrice dipendente | Fino a 6 mesi, continuativi o frazionati |
| Padre lavoratore dipendente | Fino a 6 mesi, elevabili a 7 se utilizza almeno 3 mesi di congedo |
| Coppia di genitori | Fino a 10 mesi complessivi, elevabili a 11 se ricorrono i requisiti previsti |
| Genitore solo | Fino a 11 mesi |
I due genitori possono utilizzare il congedo anche nello stesso periodo, sempre rispettando i rispettivi limiti individuali e quello complessivo.
Quanto viene pagato il congedo parentale nel 2026
Durata del congedo e durata dell’indennità non coincidono necessariamente.
Per i lavoratori dipendenti sono previsti fino a 9 mesi complessivi indennizzabili tra i genitori.
La misura ordinaria dell’indennità è pari al 30% della retribuzione media giornaliera.
| Periodo | Regola |
|---|---|
| Madre | 3 mesi non trasferibili all’altro genitore |
| Padre | 3 mesi non trasferibili all’altro genitore |
| Periodo condiviso | Ulteriori 3 mesi utilizzabili in alternativa tra i genitori |
| Genitore solo | Fino a 9 mesi indennizzati |
Congedo parentale all’80%: quando spetta
Uno dei punti più cercati riguarda l’indennità maggiorata.
La disciplina vigente consente, quando ricorrono le condizioni previste, di ottenere fino a tre mesi complessivi indennizzati all’80%.
Questi periodi devono però essere utilizzati entro uno specifico limite: 6 anni di vita del figlio, oppure entro sei anni dall’ingresso in famiglia nel caso di adozione o affidamento.
Il congedo può essere utilizzato fino ai 14 anni, ma questo non significa che i mesi all’80% possano essere utilizzati fino al quattordicesimo anno.
Cosa succede ai mesi oltre i nove indennizzati
La durata massima complessiva può essere superiore ai nove mesi normalmente indennizzati.
Per gli eventuali periodi ulteriori, l’indennità del 30% è riconosciuta soltanto in presenza del requisito reddituale previsto.
La soglia è collegata a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.
Poiché il valore viene aggiornato, prima di presentare la richiesta è opportuno verificare la soglia INPS applicabile all’anno di riferimento.
Adozione e affidamento: come funziona il nuovo limite
L’estensione riguarda anche le famiglie adottive e affidatarie.
In questi casi il congedo parentale può essere utilizzato entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia.
Resta comunque il limite della maggiore età: il congedo non può essere utilizzato oltre i 18 anni.
Per adozione e affidamento il riferimento non è soltanto l’età del minore, ma anche il momento dell’ingresso in famiglia.
Figli con disabilità: cosa cambia nel 2026
La legge di Bilancio 2026 interviene anche sul prolungamento del congedo parentale previsto per i genitori di figli con disabilità.
Il nuovo limite temporale viene esteso fino al quattordicesimo anno di età.
Cliclavoro segnala inoltre l’estensione, nel nuovo arco temporale, dell’indennità del 30% prevista per il prolungamento.
Per i singoli casi è comunque consigliabile verificare la posizione con INPS o tramite patronato, perché la disciplina dipende dalla situazione familiare e dai periodi già utilizzati.
Figlio di 12 o 13 anni: si può chiedere il congedo?
Sì, se restano periodi ancora disponibili.
Dal 1° gennaio 2026 il genitore lavoratore dipendente può utilizzare il congedo residuo finché il figlio non ha compiuto 14 anni.
Questo è uno degli effetti pratici più importanti della nuova norma: chi aveva superato il precedente limite dei 12 anni può rientrare nella finestra temporale, purché non abbia già esaurito i mesi spettanti.
Come fare domanda di congedo parentale all’INPS
La richiesta deve essere presentata attraverso i canali INPS.
Il servizio online dedicato è “Domande di maternità e paternità”.
In alternativa è possibile utilizzare il Contact Center INPS oppure rivolgersi a un patronato.
La domanda deve essere inviata prima dell’inizio del periodo di congedo. Se viene presentata successivamente, l’INPS indennizza soltanto i giorni successivi alla data della domanda.
La fruizione può essere giornaliera o oraria, secondo la disciplina applicabile e le modalità previste per il rapporto di lavoro.
Cosa controllare prima della domanda
- Verificare che il figlio non abbia ancora compiuto 14 anni.
- Controllare quanti mesi sono già stati utilizzati.
- Verificare il residuo individuale e della coppia.
- Controllare quali periodi spettano al 30% o all’80%.
- Presentare la domanda prima dell’inizio del congedo.
- In caso di dubbio, verificare la propria posizione con INPS o patronato.
Congedo parentale 2026: le regole in sintesi
| Elemento | Regola 2026 |
|---|---|
| Limite di età | 14 anni per i lavoratori dipendenti |
| Decorrenza | Dal 1° gennaio 2026 |
| Durata massima coppia | 10 mesi, elevabili a 11 nei casi previsti |
| Genitore solo | Fino a 11 mesi |
| Mesi ordinariamente indennizzati | Fino a 9 mesi complessivi |
| Indennità ordinaria | 30% della retribuzione |
| Indennità maggiorata | Fino a tre mesi all’80% se ricorrono i requisiti |
| Adozione e affidamento | Entro 14 anni dall’ingresso in famiglia, senza superare i 18 anni |
| Domanda | Tramite INPS, prima dell’inizio del periodo |
Domande frequenti sul congedo parentale 2026
Dal 2026 il congedo parentale dura fino a 14 anni?
No. I 14 anni indicano l’età massima entro la quale un lavoratore dipendente può utilizzare gli eventuali periodi ancora disponibili.
Chi ha un figlio di 12 o 13 anni può chiedere il congedo?
Sì, dal 1° gennaio 2026, se esistono ancora periodi di congedo non utilizzati e vengono rispettati gli altri requisiti previsti.
Il congedo parentale è sempre pagato al 30%?
No. Il 30% è la misura ordinaria per i periodi indennizzabili, mentre fino a tre mesi possono essere indennizzati all’80% quando ricorrono i requisiti previsti.
I tre mesi all’80% si possono usare fino a 14 anni?
No. Il limite dei 14 anni riguarda la possibilità di utilizzare il congedo residuo. I periodi con indennità maggiorata hanno un limite temporale specifico fissato a 6 anni.
La novità vale per i lavoratori autonomi?
L’estensione da 12 a 14 anni descritta in questa guida riguarda i lavoratori dipendenti. Per gli autonomi valgono regole differenti.
Quando deve essere presentata la domanda INPS?
Prima dell’inizio del periodo richiesto. Se la domanda arriva dopo, vengono indennizzati soltanto i giorni successivi alla presentazione.
Fonti ufficiali
Guida aggiornata il 12 ottobre 2026 sulla base delle informazioni INPS e Cliclavoro disponibili. La disciplina applicabile può variare in base al rapporto di lavoro, alla situazione familiare, ai periodi già utilizzati e ai requisiti previsti per le singole indennità. Prima della domanda è opportuno verificare la propria posizione sul servizio INPS o tramite un patronato.
Lascia un commento