News • Analisi • Approfondimenti
Domenica 11 Ottobre 2026

E-bike, bicivelox e multe fino a 15mila euro: chi rischia

Controllo urbano di una bici elettrica durante una verifica su strada

Scritto da

in

Mobilità · Sicurezza

E-bike, arrivano i bicivelox e multe fino a 15mila euro: chi rischia davvero

Diversi Comuni stanno rafforzando i controlli sulle biciclette elettriche modificate. I nuovi strumenti di verifica servono a individuare i mezzi che non rispettano più i requisiti previsti per la pedalata assistita. La soglia dei 15mila euro, però, non è una nuova multa automatica valida per qualsiasi e-bike irregolare.

Controllo urbano di una bici elettrica durante una verifica su strada
Immagine illustrativa di un controllo su una bicicletta elettrica in ambito urbano.
250 W potenza ordinaria massima

È la potenza nominale continua massima prevista per una normale bicicletta a pedalata assistita.

25 km/h limite dell’assistenza

Oltre questa velocità il motore deve cessare progressivamente di fornire assistenza.

6 km/h comando senza pedalata

Il motore può essere attivato a pedali fermi soltanto entro questa soglia.

Cosa sono i bicivelox e perché stanno aumentando i controlli

L’attenzione delle amministrazioni e delle forze dell’ordine si sta concentrando sui mezzi che, dopo modifiche elettroniche o meccaniche, sviluppano prestazioni incompatibili con quelle di una normale bicicletta a pedalata assistita.

Secondo quanto riferito da ANSA il 10 ottobre , diversi Comuni italiani si stanno dotando dei cosiddetti bicivelox.

Il nome può far pensare a un autovelox installato lungo la strada, ma il funzionamento descritto da FIAB e Assoutenti è diverso: la bicicletta viene collocata su una pedana dotata di rulli, attraverso la quale gli operatori possono verificarne potenza e comportamento alle diverse velocità.

Quando una e-bike resta una bicicletta secondo il Codice della strada

Il riferimento principale è l’ articolo 50 del Codice della strada . La norma considera velocipede anche la bicicletta a pedalata assistita dotata di un motore elettrico ausiliario con potenza nominale continua massima di 0,25 kW, cioè 250 W.

L’alimentazione del motore deve ridursi progressivamente e interrompersi quando il veicolo raggiunge i 25 km/h oppure prima, se il ciclista smette di pedalare.

È ammesso anche un comando capace di attivare il motore con i pedali fermi, purché in questa modalità la bicicletta non superi i 6 km/h.

Eccezione per il trasporto di merci

Per i velocipedi adibiti al trasporto di merci la legge consente una potenza nominale continua massima di 0,5 kW, cioè 500 W, mantenendo gli altri requisiti previsti dalla disciplina dei velocipedi.

Caratteristica Requisito del velocipede Cosa verificare
Potenza motore 250 W nominali continui 500 W solo per velocipedi destinati al trasporto merci
Assistenza elettrica Deve interrompersi a 25 km/h Non deve continuare a spingere oltre la soglia
Pedalata Il motore è ausiliario alla pedalata L’assistenza cessa se il ciclista smette di pedalare
Comando a pedali fermi Consentito fino a 6 km/h Una propulsione autonoma più veloce può far perdere i requisiti della bicicletta
Controllo tecnico di una bici elettrica in città
I cosiddetti bicivelox utilizzano una pedana con rulli per verificare le prestazioni del mezzo.

Superare i 25 km/h non significa automaticamente essere fuori legge

È uno dei punti più facilmente fraintesi. I 25 km/h non rappresentano la velocità massima assoluta della bicicletta.

Un ciclista può superare quella soglia usando la propria forza, sfruttando una discesa o per effetto dell’inerzia. La condizione prevista dalla legge è che oltre i 25 km/h il motore elettrico non continui a fornire assistenza.

Una e-bike che segna 30 km/h sul tachimetro non è quindi necessariamente irregolare. Diventa rilevante verificare se il motore stia ancora contribuendo alla propulsione oltre il limite previsto.

Quando una bici elettrica può essere considerata un ciclomotore

Il comma 2-bis dell’articolo 50 stabilisce che una bicicletta a pedalata assistita che non risponde a una o più delle caratteristiche indicate dalla norma viene considerata un ciclomotore ai fini dell’articolo 97.

Questo passaggio è centrale perché cambia il regime giuridico del mezzo. Non si tratta più soltanto di stabilire se una bici sia stata modificata: occorre verificare quali obblighi derivino dalla sua nuova classificazione.

L’ articolo 97 del Codice della strada prevede per i ciclomotori certificato di circolazione e targa. FIAB e Assoutenti, nella ricostruzione riportata da ANSA, richiamano inoltre gli obblighi di assicurazione e casco previsti per questa categoria di veicoli.

Perché si parla di multe fino a 15mila euro

Il dato più appariscente riguarda le sanzioni. Secondo FIAB e Assoutenti, nei casi più gravi le contestazioni possono complessivamente arrivare da circa 5mila fino a 15mila euro, oltre alle conseguenze sul mezzo.

Questa cifra, però, non corrisponde a una nuova multa unica introdotta il 10 ottobre e non si applica automaticamente a qualsiasi difformità tecnica.

Il Codice della strada prevede infatti specifiche sanzioni per chi modifica le biciclette a pedalata assistita aumentando potenza o velocità oltre i limiti consentiti e per chi fabbrica, produce, commercializza o vende mezzi non conformi.

Se la bicicletta viene inoltre qualificata come ciclomotore, possono essere contestate altre violazioni legate agli obblighi richiesti per quella categoria. È il possibile cumulo delle contestazioni a spiegare gli importi molto elevati richiamati dalle associazioni.

Cosa non cambia

Non è stata introdotta una multa generalizzata per chi possiede una normale e-bike conforme. La notizia riguarda il rafforzamento dei controlli sui mezzi modificati e già incompatibili con i requisiti previsti dal Codice della strada.

Il dato delle “8 e-bike su 10” va letto con cautela

ANSA riporta, sulla base delle indicazioni di Assoutenti e FIAB, che in alcune città italiane otto e-bike su dieci tra quelle sottoposte a verifica sarebbero risultate irregolari nell’ultimo anno.

Il dato non significa che l’80% delle biciclette elettriche circolanti in Italia sia fuori legge. Si riferisce ai mezzi effettivamente selezionati e controllati in determinate realtà urbane e non costituisce un campione rappresentativo dell’intero parco nazionale.

La distinzione è essenziale per non trasformare una statistica relativa ai controlli in una stima generale sulla diffusione delle e-bike irregolari.

Cosa controllare sulla propria e-bike

Per chi utilizza una bicicletta elettrica conforme non cambia la disciplina di base. I dubbi riguardano soprattutto mezzi modificati dopo l’acquisto o prodotti con caratteristiche non compatibili con quelle previste per i velocipedi.

  • Verificare la potenza nominale continua indicata dal costruttore.
  • Controllare che l’assistenza elettrica termini a 25 km/h.
  • Accertarsi che eventuali modifiche software non abbiano sbloccato la velocità di assistenza.
  • Verificare che il motore non spinga autonomamente oltre 6 km/h quando non si pedala.
  • Prestare attenzione a kit aftermarket che modificano potenza o funzionamento originario.
  • In caso di dubbi tecnici, confrontare le caratteristiche del mezzo con la documentazione del produttore.

Domande e risposte su e-bike, bicivelox e sanzioni

Una e-bike può superare i 25 km/h?

Sì. Può superarli grazie alla pedalata, alla discesa o all’inerzia. Ciò che deve interrompersi a 25 km/h è l’assistenza del motore elettrico.

Che cosa controlla un bicivelox?

Secondo la descrizione fornita da FIAB e Assoutenti, la bicicletta viene collocata su una pedana con rulli che permette agli operatori di verificare potenza e comportamento del mezzo.

Una e-bike può funzionare senza pedalare?

Il Codice consente un comando che attivi il motore a pedali fermi, ma in questa modalità la velocità non può superare i 6 km/h.

Tutte le e-bike irregolari rischiano 15mila euro?

No. La cifra riportata dalle associazioni riguarda i casi più gravi in cui possono sommarsi diverse violazioni. Non è una sanzione automatica per ogni difformità.

Cosa succede se l’assistenza continua oltre 25 km/h?

Il mezzo non rispetta più uno dei requisiti fondamentali previsti dall’articolo 50 per le biciclette a pedalata assistita e può quindi essere considerato un ciclomotore.

Una bici modificata può richiedere targa e assicurazione?

Se, per caratteristiche e funzionamento, viene riclassificata come ciclomotore, entrano in gioco gli obblighi previsti per quella categoria, inclusi quelli richiamati dalle norme sulla circolazione dei veicoli a motore.

Fonti verificate

Controlli più severi, ma le regole di base non cambiano

La stretta riguarda soprattutto le biciclette elettriche modificate oltre i parametri consentiti. Per una e-bike conforme restano centrali potenza del motore, funzionamento dell’assistenza e rispetto delle caratteristiche previste dall’articolo 50 del Codice della strada.

Articolo aggiornato al 10 ottobre 2026 sulla base del Codice della strada e delle informazioni pubblicate da ANSA su dati e dichiarazioni di FIAB e Assoutenti. Le sanzioni effettive dipendono dalle violazioni concretamente accertate e dalla classificazione del mezzo. Le immagini hanno funzione illustrativa.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *