9 ottobre 2026
BOT 12 mesi al 3,175%: quanto rende su 1.000 e 10.000 euro
Il Tesoro ha collocato 8 miliardi di euro del nuovo BOT annuale con scadenza il 14 ottobre 2027. Il rendimento lordo sale al 3,175%, ma per capire quanto resta davvero al risparmiatore occorre distinguere prezzo d’asta, imposta e commissioni.
Il dato medio ponderato dell’asta del 9 ottobre 2026.
Il prezzo medio ponderato per 100 euro di valore nominale.
Il rimborso avviene alla pari, salvo vendita anticipata.
Asta BOT del 9 ottobre: domanda superiore a 11,5 miliardi
Nell’asta del 9 ottobre 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato l’intero ammontare previsto del nuovo BOT annuale: 8 miliardi di euro. Le richieste hanno raggiunto circa 11,52 miliardi, portando il rapporto tra domanda e offerta a 1,44.
Il titolo, identificato dal codice ISIN IT0005735094, sarà regolato il 14 ottobre 2026 e arriverà a scadenza esattamente un anno dopo. Il rendimento lordo medio ponderato è salito dal 2,967% dell’asta annuale di settembre al 3,175%, un aumento di circa 21 punti base.
| Dato | BOT 12 mesi |
|---|---|
| Data dell’asta | 9 ottobre 2026 |
| ISIN | IT0005735094 |
| Regolamento | 14 ottobre 2026 |
| Scadenza | 14 ottobre 2027 |
| Durata | 365 giorni |
| Importo collocato | 8 miliardi di euro |
| Domanda | Circa 11,52 miliardi di euro |
| Rapporto di copertura | 1,44 |
| Prezzo medio ponderato | 96,881 |
| Rendimento lordo | 3,175% |
| Rendimento lordo asta precedente | 2,967% |
Secondo il resoconto pubblicato da Borsa Italiana, il rendimento dell’asta è il più elevato per questa scadenza dal luglio 2024. Il dato descrive le condizioni alle quali il titolo è stato collocato e non va confuso con una cedola annuale.
Perché il 3,175% del BOT non è una cedola
I BOT sono titoli zero coupon: non distribuiscono interessi periodici. La remunerazione nasce dallo scarto di emissione, cioè dalla differenza fra il prezzo pagato e il valore nominale rimborsato alla scadenza.
Con un prezzo medio di 96,881, per ogni 100 euro nominali la differenza rispetto al rimborso a 100 è pari a 3,119 euro lordi. Il rendimento d’asta del 3,175% è invece espresso secondo le convenzioni di calcolo previste per i BOT.
La distinzione è importante: moltiplicare semplicemente 1.000 euro per il 3,175% non restituisce il flusso monetario effettivo dell’operazione. Per stimare quanto si paga e quanto rimane a scadenza bisogna partire dal prezzo del titolo e considerare il trattamento fiscale.
Il Dipartimento del Tesoro precisa inoltre che, per gli investitori individuali, la ritenuta sullo scarto dei BOT viene applicata al momento della sottoscrizione. Per l’asta del 9 ottobre, l’elaborazione ASSIOM FOREX riporta una ritenuta di 0,38988 euro ogni 100 nominali e un prezzo netto d’aggiudicazione arrotondato a 97,27.
Quanto rende su 1.000 euro nominali
Il taglio minimo dei BOT è di 1.000 euro nominali. È importante parlare di valore nominale e non di “1.000 euro investiti”: l’esborso iniziale dipende infatti dal prezzo applicato al titolo, dall’imposta e dalle eventuali commissioni.
Al prezzo medio ponderato di 96,881, il controvalore di 1.000 euro nominali è 968,81 euro. A questo si aggiunge la ritenuta fiscale indicata per l’asta, portando il prezzo netto d’aggiudicazione a circa 972,70 euro prima delle commissioni.
Se il titolo viene mantenuto fino al 14 ottobre 2027, il rimborso è pari a 1.000 euro. La differenza rispetto all’esborso comprensivo della ritenuta è quindi di circa 27,30 euro, prima delle commissioni bancarie.
Per un BOT con durata residua pari o superiore a 271 giorni, il Tesoro indica una commissione massima dello 0,15% del capitale sottoscritto. Nel caso di 1.000 euro nominali equivale a un massimo di 1,50 euro: nell’ipotesi di applicazione dell’intero importo, l’esborso salirebbe a circa 974,20 euro e la differenza rispetto al rimborso sarebbe di circa 25,80 euro.
Su 10.000 euro nominali il differenziale netto è circa 273 euro
Applicando gli stessi dati a 10.000 euro di valore nominale, il controvalore calcolato sul prezzo medio dell’asta è di 9.688,10 euro. Considerando la ritenuta indicata per il collocamento, l’esborso sale a circa 9.727 euro prima delle commissioni.
Il rimborso a scadenza è pari a 10.000 euro: la differenza è quindi di circa 273 euro. Se venisse applicata la commissione massima dello 0,15%, pari a 15 euro su questo valore nominale, la differenza scenderebbe a circa 258 euro.
| Valore nominale | Prezzo base 96,881 | Esborso con ritenuta* | Rimborso | Differenza* | Differenza con commissione max** |
|---|---|---|---|---|---|
| 1.000 € | 968,81 € | circa 972,70 € | 1.000 € | circa 27,30 € | circa 25,80 € |
| 10.000 € | 9.688,10 € | circa 9.727,00 € | 10.000 € | circa 273,00 € | circa 258,00 € |
* Valori illustrativi ottenuti applicando i dati fiscali pubblicati per l’asta. ** Scenario con commissione massima dello 0,15%; la commissione effettivamente applicata dipende dall’intermediario.
Il rendimento netto dell’asta è indicato al 2,768%
L’elaborazione tecnica pubblicata da ASSIOM FOREX dopo il collocamento indica un rendimento semplice netto del 2,768%, prima dell’eventuale commissione applicata dall’intermediario.
Il dato consente di evitare un errore frequente: sottrarre semplicemente il 12,5% dal rendimento lordo o trattare l’imposizione dei BOT come se si trattasse di una cedola corrisposta a fine periodo. Per questi titoli la fiscalità sullo scarto viene gestita secondo il meccanismo specifico previsto per i BOT.
La somma effettivamente addebitata al singolo cliente può quindi variare in funzione delle condizioni della banca o dell’intermediario presso cui è stata effettuata la sottoscrizione.
Il rendimento è salito di 21 punti base rispetto a settembre
Il BOT annuale collocato a settembre aveva registrato un rendimento lordo del 2,967%. Il passaggio al 3,175% implica un incremento di circa 0,21 punti percentuali. Per chi sottoscrive la nuova emissione il prezzo risulta quindi coerente con una remunerazione superiore a quella ottenuta nell’asta annuale precedente.
Il confronto non basta tuttavia a stabilire se il titolo sia conveniente per un determinato risparmiatore. Occorre valutare durata, costi, necessità di liquidità e alternative disponibili sullo stesso orizzonte temporale. Per seguire il quadro dei tassi e il loro impatto su famiglie e mercato del credito è disponibile anche l’approfondimento NewsPrisma sui tassi BCE, mutui e prestiti .
Cosa succede se il BOT viene venduto prima del 14 ottobre 2027
I calcoli precedenti presuppongono che il titolo venga mantenuto fino alla scadenza. In quel caso il Tesoro rimborsa il valore nominale alla pari.
Chi vende anticipatamente deve invece cedere il BOT sul mercato secondario al prezzo disponibile in quel momento. Il risultato può quindi essere superiore o inferiore alla simulazione basata sul rimborso finale, perché il prezzo di mercato varia nel tempo.
Per un investitore che potrebbe aver bisogno del capitale prima della scadenza, il rendimento d’asta non rappresenta quindi una garanzia del risultato ottenibile con una vendita anticipata.
BOT annuale e altri titoli di Stato: cosa confrontare
Il BOT del 9 ottobre offre una scadenza breve e non distribuisce cedole. Titoli con durata più lunga possono invece avere caratteristiche, oscillazioni di prezzo e modalità di remunerazione differenti. Il confronto deve quindi partire dall’orizzonte temporale dell’investimento, non soltanto dal rendimento nominale pubblicizzato.
Chi sta valutando le emissioni rivolte ai risparmiatori può approfondire anche il BTP Valore di ottobre 2026 , mentre l’operazione di buy-back dei BTP da 5 miliardi offre un quadro distinto delle attività con cui il Tesoro interviene sulla gestione del debito pubblico.
Fonti e documentazione
Le informazioni e le simulazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente giornalistiche e informative. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o personalizzata, raccomandazione d’investimento né invito all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Costi e trattamento effettivo devono essere verificati con il proprio intermediario.
Lascia un commento