Meningococco B, quasi 1,8 milioni di giovani non adeguatamente protetti
Una stima della Società Italiana di Pediatria indica che 1.780.545 bambini e ragazzi in Italia risultano non vaccinati o con un ciclo incompleto contro il meningococco B. I pediatri invitano a verificare le vaccinazioni effettuate e a recuperare le eventuali dosi mancanti.
La stima SIP comprende sia i non vaccinati sia chi non ha completato il ciclo previsto.
Nel 2024 è la fascia con l’incidenza più alta della malattia invasiva da meningococco.
Nel rapporto ISS relativo al 2024 il sierogruppo B risulta quello prevalente.
Cosa sapere sul meningococco B
Secondo un’elaborazione della Società Italiana di Pediatria, in Italia sono 1.780.545 i bambini e ragazzi delle coorti considerate che risultano non vaccinati o con un ciclo incompleto contro il meningococco B.
- La stima comprende sia persone non vaccinate sia cicli non completati.
- Nel 2024 l’incidenza nazionale della malattia invasiva da meningococco è stata di 0,20 casi ogni 100.000 abitanti.
- Nei bambini sotto un anno l’incidenza è stata di 2,36 casi ogni 100.000.
- Tra 15 e 24 anni è stata di 0,39 casi ogni 100.000 abitanti.
- Il calendario nazionale prevede la vaccinazione MenB durante l’infanzia.
- L’offerta agli adolescenti può variare tra Regioni e Province autonome.
Quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi in Italia risultano non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta contro il meningococco B.
Il dato arriva dalla Società Italiana di Pediatria in occasione della Giornata Mondiale della Meningite del 5 ottobre. La stima è stata ottenuta incrociando i dati ISTAT sulle coorti di nascita dal 2014 al 2022 con quelli del Ministero della Salute sulle coperture vaccinali a 24 mesi disponibili.
L’obiettivo dell’appello è favorire il controllo dello stato vaccinale e il recupero delle eventuali dosi mancanti.
Cos’è il meningococco B e perché può essere pericoloso
Il meningococco è il nome comune del batterio Neisseria meningitidis. Può essere presente senza provocare sintomi, ma in alcuni casi può causare una malattia invasiva.
Le manifestazioni più gravi comprendono meningite e sepsi. La trasmissione avviene attraverso saliva e secrezioni respiratorie, soprattutto durante contatti ravvicinati e prolungati.
La Società Italiana di Pediatria ricorda che le forme più severe possono avere un’evoluzione rapida. La meningite meningococcica può risultare fatale nel 5-10% dei casi, mentre il 10-20% dei sopravvissuti può riportare conseguenze importanti.
Un punto importante: essere portatori del meningococco non significa necessariamente sviluppare la malattia. La forma invasiva è rara, ma può essere molto grave.
I dati ISS sulle fasce di età più interessate
Nel 2024, l’incidenza della malattia invasiva da meningococco in Italia è stata pari a 0,20 casi ogni 100.000 abitanti.
Il valore più elevato è stato registrato nei bambini con meno di un anno: 2,36 casi per 100.000 abitanti.
Nella fascia tra 15 e 24 anni l’incidenza è stata di 0,39 casi per 100.000. Nello stesso anno il sierogruppo B è risultato quello prevalente.
La malattia resta quindi poco frequente in termini assoluti, ma richiede attenzione per la possibile gravità delle forme invasive.
Vaccino contro il meningococco B: cosa prevede il calendario
Il calendario vaccinale nazionale prevede la vaccinazione anti-meningococco B già durante il primo anno di vita.
Il Ministero della Salute indica due dosi nel primo anno e una dose di richiamo nel secondo anno di vita. La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente nelle fasce previste.
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026.
Età, storia vaccinale e schema previsto devono essere valutati individualmente. Per recuperare un ciclo incompleto è opportuno rivolgersi al pediatra o al servizio vaccinale.
Meningococco B negli adolescenti: l’offerta cambia tra le Regioni
La situazione è meno uniforme quando si passa dall’infanzia all’adolescenza.
Regioni e Province autonome possono integrare l’offerta del vaccino MenB agli adolescenti sulla base della situazione epidemiologica.
Secondo la SIP, alcune Regioni prevedono la vaccinazione per gli adolescenti mai vaccinati, altre la estendono anche a chi aveva ricevuto il MenB nell’infanzia, mentre in altri territori non esiste un’offerta specifica per questa fascia.
MenB e MenACWY: quali sono le differenze
Il sierogruppo B non è l’unico tipo di Neisseria meningitidis in grado di provocare una malattia invasiva.
Tra gli altri sierogruppi di interesse sanitario figurano A, C, W e Y. Contro questi quattro è disponibile il vaccino quadrivalente MenACWY.
Il calendario nazionale prevede la vaccinazione MenACWY nel secondo anno di vita e durante l’adolescenza.
MenB e MenACWY non sono intercambiabili : proteggono contro sierogruppi differenti.
Cosa significa il dato di 1,8 milioni
La cifra di 1.780.545 non corrisponde a 1,8 milioni di persone completamente prive di vaccinazione.
La stima SIP comprende sia chi non risulta vaccinato contro il meningococco B sia chi ha iniziato la vaccinazione senza completare il ciclo previsto.
Cosa possono fare le famiglie: verificare la documentazione vaccinale e, in caso di dubbi o dosi mancanti, rivolgersi al pediatra, al medico o al servizio vaccinale della propria ASL.
Domande sul meningococco B
Il meningococco B provoca sempre la meningite?
No. Una persona può essere portatrice del meningococco senza sviluppare sintomi. In alcuni casi il batterio può però provocare meningite o sepsi.
Il vaccino contro il meningococco B è gratuito?
Il calendario nazionale prevede l’offerta gratuita e raccomandata del vaccino MenB nell’infanzia. Per gli adolescenti l’offerta può variare tra Regioni e Province autonome.
Il MenB protegge anche dai sierogruppi A, C, W e Y?
No. Il MenB è diretto contro il sierogruppo B. Per A, C, W e Y è disponibile il vaccino quadrivalente MenACWY.
Come verificare se il ciclo vaccinale è completo?
È possibile controllare la documentazione vaccinale e rivolgersi al pediatra o al servizio vaccinale della propria ASL.
Come verificare il calendario vaccinale
In presenza di dubbi sulle dosi effettuate o su un ciclo incompleto, è possibile consultare la documentazione sanitaria e rivolgersi al pediatra, al medico o al servizio vaccinale della propria ASL .
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