Garlasco, i genitori di Chiara: «Se ci sarà un nuovo colpevole ne prenderemo atto»
Rita Preda e Giuseppe Poggi tornano a parlare del delitto della figlia e delle nuove indagini. Per la famiglia il riferimento resta la condanna definitiva di Alberto Stasi, ma eventuali diverse conclusioni della giustizia saranno prese in considerazione.
I genitori di Chiara Poggi ribadiscono che il loro riferimento resta la sentenza definitiva pronunciata nei confronti di Alberto Stasi.
Andrea Sempio è al centro della nuova inchiesta della Procura di Pavia, arrivata a un nuovo avviso di conclusione delle indagini.
Rita Preda e Giuseppe Poggi affermano che prenderanno atto di eventuali diverse conclusioni formalmente raggiunte dalla giustizia.
Cosa hanno detto i genitori di Chiara Poggi
Intervistati il 4 ottobre 2026 a Verissimo, Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno spiegato che per loro il riferimento resta la condanna definitiva di Alberto Stasi, ma hanno anche chiarito che accetteranno eventuali nuove conclusioni raggiunte dalla giustizia.
- Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
- Andrea Sempio è indagato nell’ambito della nuova inchiesta della Procura di Pavia.
- La conclusione delle indagini non equivale a una condanna né accerta una responsabilità penale.
- I genitori chiedono inoltre che l’attenzione torni su Chiara e sul diritto della figlia a «riposare in pace».
«Se ci sarà un nuovo colpevole ne prenderemo atto». Rita Preda e Giuseppe Poggi, genitori di Chiara Poggi, sono tornati a parlare pubblicamente del delitto di Garlasco e della nuova fase giudiziaria che, a diciannove anni dall’omicidio, ha riportato il caso al centro dell’attenzione.
Intervistati domenica 4 ottobre 2026 a Verissimo, su Canale 5, hanno ribadito che per loro il punto di riferimento resta quanto stabilito in via definitiva nei confronti di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara.
Allo stesso tempo, hanno chiarito che prenderanno atto di un’eventuale diversa conclusione raggiunta dalla giustizia. La posizione espressa dalla famiglia, quindi, distingue la sentenza oggi definitiva dagli eventuali sviluppi futuri della nuova inchiesta.
I genitori di Chiara Poggi: «Per noi è Stasi»
La posizione di Rita Preda e Giuseppe Poggi parte dalla sentenza definitiva pronunciata al termine di un lungo iter giudiziario.
Il padre di Chiara ha ricordato gli anni trascorsi tra processi e ricorsi, spiegando che l’apertura di una nuova indagine non può, da sola, cancellare quanto stabilito nelle aule di giustizia.
«Per noi è Stasi», hanno ribadito i genitori. La loro posizione, però, non esclude la possibilità di prendere atto di un diverso esito giudiziario qualora nuove conclusioni venissero formalmente accertate.
Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara Poggi, è stato condannato a 16 anni di reclusione. La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna il 12 dicembre 2015.
Andrea Sempio e la chiusura delle nuove indagini
Le parole dei genitori arrivano pochi giorni dopo un nuovo passaggio nell’inchiesta che riguarda Andrea Sempio.
Il 28 settembre 2026 la Procura di Pavia ha notificato un nuovo avviso di conclusione delle indagini. Nel fascicolo sono confluiti ulteriori atti e consulenze, comprese analisi riguardanti elementi genetici, impronte e una traccia di scarpa.
Il passaggio si inserisce nel quadro delle nuove indagini su Andrea Sempio e dei possibili sviluppi del caso Garlasco .
La conclusione delle indagini non equivale a una condanna. Andrea Sempio è indagato e ogni eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.
Per ricostruire quest’ultima fase dell’inchiesta è disponibile anche l’approfondimento NewsPrisma sulla chiusura delle indagini su Andrea Sempio .
«Dopo 19 anni Chiara ha il diritto di riposare in pace»
Durante l’intervista Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno parlato anche del peso della nuova esposizione mediatica.
La ripresa delle indagini ha riportato il delitto di Garlasco al centro di programmi televisivi, ricostruzioni e dibattiti quotidiani. I genitori hanno spiegato di essere tornati davanti alle telecamere soprattutto per riportare l’attenzione sulla figlia, in una fase nella quale il racconto pubblico si è concentrato sulle perizie e sulle diverse ipotesi investigative.
Il messaggio espresso dalla famiglia è stato netto: «Chiara ha il diritto di riposare in pace».
Una richiesta che sposta l’attenzione dalle contrapposizioni mediatiche alla vittima e al peso che diciannove anni di procedimenti, indagini e attenzione pubblica hanno avuto sulla famiglia.
Cosa resta fermo sul piano giudiziario
Chiara Poggi venne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.
Il procedimento nei confronti di Alberto Stasi attraversò diversi gradi di giudizio. Dopo le iniziali assoluzioni e l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, il processo d’appello bis si concluse nel dicembre 2014 con la condanna a 16 anni.
Il 12 dicembre 2015 la Corte di Cassazione confermò la sentenza, rendendo definitiva la condanna.
Le nuove indagini della Procura di Pavia rappresentano quindi un ulteriore capitolo della vicenda giudiziaria, ma non modificano automaticamente una sentenza passata in giudicato.
È in questo quadro che si inserisce la posizione espressa dai genitori di Chiara: fiducia nell’esito giudiziario finora definitivo e disponibilità a prendere atto di eventuali sviluppi futuri formalmente accertati.
Domande sul caso Garlasco e sulle dichiarazioni dei genitori
Chi è stato condannato per l’omicidio di Chiara Poggi?
Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna il 12 dicembre 2015.
Cosa hanno detto i genitori di Chiara Poggi sulle nuove indagini?
Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno ribadito che allo stato attuale il loro riferimento resta la condanna di Alberto Stasi. Hanno però dichiarato che prenderanno atto di un eventuale diverso responsabile qualora sia la giustizia ad accertarlo.
Qual è la posizione di Andrea Sempio?
Andrea Sempio è indagato nell’ambito della nuova inchiesta della Procura di Pavia. Il 28 settembre 2026 è stato notificato un nuovo avviso di conclusione delle indagini. Il provvedimento non equivale a una condanna.
Le nuove indagini annullano la condanna di Alberto Stasi?
No. L’apertura o la prosecuzione di una nuova indagine non annulla automaticamente una sentenza definitiva. La condanna di Stasi resta efficace salvo eventuali diversi sviluppi nelle procedure previste dall’ordinamento.
Caso Garlasco, gli sviluppi continuano
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