Samsung, utili record grazie all’AI: cresce l’allarme sulla carenza di chip
Samsung Electronics chiude il terzo trimestre 2026 con ricavi e utile operativo ai massimi storici. HBM4, memoria server e infrastrutture AI trainano i risultati, ma il gruppo avverte: nel 2027 la domanda potrebbe superare ancora più nettamente la capacità disponibile dell’industria.
Samsung supera i 100.000 miliardi di won di utile operativo
Il boom dell’intelligenza artificiale ha spinto Samsung Electronics a un trimestre senza precedenti. Il gruppo sudcoreano ha comunicato ricavi consolidati per 195.300 miliardi di won e un utile operativo di 107.400 miliardi, entrambi su livelli record.
Secondo Samsung, è la prima volta che un’azienda tecnologica supera i 100.000 miliardi di won di utile operativo in un singolo trimestre. Il contributo principale arriva dalla divisione Device Solutions, che comprende il business dei semiconduttori e ha raggiunto 147.100 miliardi di ricavi e 106.500 miliardi di profitto operativo.
HBM4 e memoria server trainano il boom dei semiconduttori
La crescita è legata soprattutto alla richiesta di componenti destinati alle infrastrutture di intelligenza artificiale. Samsung riferisce di aver aumentato in modo significativo le vendite di HBM4, la memoria ad altissima larghezza di banda utilizzata insieme agli acceleratori AI per trasferire rapidamente grandi quantità di dati.
Anche DRAM per server e SSD hanno beneficiato dell’espansione dei data center. La società segnala inoltre un aumento generalizzato dei prezzi della memoria, favorito dalla forte domanda e dai limiti della capacità produttiva disponibile.
Un sistema destinato all’intelligenza artificiale richiede acceleratori, HBM, memoria server, storage e packaging avanzato. Se uno di questi segmenti non cresce abbastanza rapidamente, può rallentare la disponibilità dell’intera infrastruttura.
Perché la carenza potrebbe diventare più grave nel 2027
Il messaggio più importante dei risultati riguarda il prossimo anno. Samsung prevede che gli investimenti nelle infrastrutture AI raggiungano nuovi massimi nel 2027 e che la crescita della domanda superi l’offerta dell’industria in misura ancora maggiore rispetto al 2026.
Reuters riferisce che la capacità HBM prevista dall’azienda per il prossimo anno è sostanzialmente già impegnata. La scarsità spinge i grandi clienti ad assicurarsi forniture con maggiore anticipo e permette ai produttori di privilegiare i componenti a più alto valore aggiunto.
Samsung vede condizioni particolarmente tese almeno fino al 2028. SK Hynix ha espresso un orizzonte ancora più lungo, indicando la possibilità che alcune restrizioni dell’offerta persistano fino al 2030.
Samsung accelera: 84.400 miliardi di won di investimenti
Per aumentare la capacità produttiva, Samsung prevede circa 84.400 miliardi di won di spesa in conto capitale nel 2026. Di questi, 76.800 miliardi saranno destinati alla divisione Device Solutions.
Nel solo terzo trimestre il gruppo ha investito 29.000 miliardi di won; nei primi nove mesi il totale ha raggiunto 56.900 miliardi. Le risorse serviranno per nuove fabbriche, infrastrutture e linee produttive necessarie a sostenere la domanda di AI e high-performance computing.
Anche la fonderia mostra segnali di miglioramento grazie alle vendite di base-die per HBM e agli ordini per nodi avanzati. Samsung prevede inoltre di avviare nel 2027 le attività della nuova fabbrica di Taylor, in Texas.
Il paradosso Samsung: i prezzi della memoria aiutano i chip ma pesano sui dispositivi
La crescita dei prezzi non produce benefici uniformi all’interno del gruppo. Mentre la divisione semiconduttori incassa margini eccezionali, le attività che utilizzano quei componenti possono subire costi più elevati.
La divisione Device eXperience ha infatti registrato una perdita operativa nel trimestre. Il dato mostra uno degli effetti meno intuitivi del boom AI: Samsung è contemporaneamente uno dei maggiori produttori mondiali di memoria e uno dei principali utilizzatori di componenti elettronici nei propri prodotti.
Il titolo scende nonostante i record: gli investitori guardano già al 2027
I risultati eccezionali non hanno impedito alle azioni Samsung di perdere fino al 6,2% dopo la pubblicazione dei conti, secondo Reuters.
Il mercato ha guardato soprattutto alle prospettive: l’outlook considerato meno aggressivo rispetto a SK Hynix, gli investimenti sempre più elevati e il rinvio della nuova politica di remunerazione degli azionisti hanno pesato sulla reazione degli operatori.
Aumentare la capacità richiede investimenti enormi e tempi lunghi. Se la domanda AI continuerà a crescere, le nuove linee potranno essere assorbite rapidamente. Se gli investimenti dei grandi clienti rallentassero, tornerebbe invece il tradizionale rischio di sovraccapacità del settore memoria.
La sfida non è trovare clienti, ma produrre abbastanza memoria AI
Il trimestre Samsung mostra come la competizione sull’intelligenza artificiale si sia spostata anche sull’hardware. Aumentare la potenza dei modelli richiede quantità crescenti di memoria ad alta velocità, storage e capacità produttiva avanzata.
Samsung punta quindi su HBM4, server DRAM, SSD, nodi produttivi avanzati e accordi di fornitura di durata maggiore. Reuters riferisce che il gruppo vuole arrivare entro il 2030 a coprire con contratti pluriennali il 60-70% della produzione.
Il dato da osservare nel 2027 sarà il rapporto tra la nuova capacità che Samsung e gli altri produttori riusciranno ad attivare e la velocità degli investimenti dei grandi operatori AI. È lì che si capirà se l’attuale tensione sull’offerta inizierà ad attenuarsi oppure resterà uno dei principali colli di bottiglia della corsa all’intelligenza artificiale.
Aggiornato il 29 ottobre 2026. Le previsioni sulla domanda e sulla disponibilità futura di memoria rappresentano l’outlook comunicato da Samsung e possono cambiare in funzione degli investimenti nell’AI, dell’espansione produttiva e dell’andamento del mercato dei semiconduttori.
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