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Martedì 3 Novembre 2026

Incidente treni Spagna: 68 morti, cosa è successo a Urda

Treni coinvolti nel disastro ferroviario di Urda in provincia di Toledo

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Incidente ferroviario in Spagna, almeno 68 morti: cosa è successo a Urda

Un AVE di Renfe ha colpito un convoglio Iryo fermo sulla linea Madrid-Siviglia. L’inchiesta esamina il guasto al sistema di sicurezza LZB e l’autorizzazione che ha preceduto la collisione.

Treni coinvolti nel disastro ferroviario di Urda in provincia di Toledo
L’incidente ferroviario avvenuto sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia nei pressi di Urda, in provincia di Toledo.

Lo scontro sulla linea Madrid-Siviglia

La collisione è avvenuta la mattina del 28 ottobre 2026 nei pressi di Urda, in Castiglia-La Mancia, lungo la linea ad alta velocità che collega Madrid con l’Andalusia. Secondo la ricostruzione diffusa dalle autorità spagnole, un AVE di Renfe diretto verso Siviglia ha raggiunto da dietro un convoglio Iryo rimasto fermo sullo stesso tracciato.

L’impatto, avvenuto intorno alle 8:53, ha provocato il deragliamento di più carrozze. Parte dei vagoni è finita lungo la scarpata ferroviaria, rendendo particolarmente difficili le operazioni di soccorso. La circolazione ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia è stata interrotta dopo l’incidente.

Vittime Almeno 68
Feriti Oltre 180
Luogo Urda, Toledo

Il guasto al sistema LZB prima dell’incidente

Uno degli elementi centrali della ricostruzione riguarda il LZB, il sistema di controllo continuo utilizzato sulla storica linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Il suo compito è trasmettere al treno informazioni sulla velocità consentita e sulla distanza disponibile, intervenendo anche sulla frenata quando le condizioni di sicurezza lo richiedono.

Secondo quanto riferito dal ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente, intorno alle 8:30 un problema informatico ha provocato la caduta del sistema su un tratto superiore a 60 chilometri. La procedura di sicurezza ha inizialmente fermato diversi convogli presenti nell’area.

Perché il guasto è importante

Quando la protezione continua del LZB non è disponibile, la circolazione deve essere gestita attraverso procedure specifiche, segnali e ordini del centro di controllo. È quindi la sequenza successiva alla caduta del sistema, e non il solo guasto tecnico, a essere decisiva per comprendere l’incidente.

L’autorizzazione alla ripartenza sotto esame

Circa sei minuti dopo il guasto, il centro di controllo avrebbe autorizzato l’AVE di Renfe a riprendere la marcia mentre il convoglio Iryo risultava ancora fermo più avanti sulla stessa linea. Il ministro Puente ha definito quella decisione apparentemente errata e ha sottolineato che la presenza di un segnale di arresto avrebbe richiesto condizioni di circolazione molto più restrittive.

Il treno avrebbe percorso circa 25 chilometri in 17 minuti prima di raggiungere il convoglio fermo. Gli investigatori dovranno stabilire quale autorizzazione sia stata comunicata al macchinista, quali limitazioni di velocità fossero previste e quali sistemi di protezione fossero effettivamente attivi in quei minuti.

Responsabilità non ancora accertate.

Le ricostruzioni disponibili individuano una sequenza tecnica e operativa da approfondire, ma non consentono ancora di attribuire definitivamente responsabilità individuali. Saranno l’inchiesta giudiziaria e gli accertamenti tecnici a determinare le cause.

Centinaia di passeggeri a bordo e soccorsi mobilitati

Sui due treni viaggiavano complessivamente più di 500 persone. I servizi di emergenza hanno mobilitato vigili del fuoco, Guardia Civil, personale sanitario, Protezione civile e unità specializzate, mentre diversi ospedali della regione sono stati allertati per ricevere i feriti.

Il bilancio resta soggetto ad aggiornamenti. Nella serata del 28 ottobre le fonti spagnole indicavano almeno 68 vittime e più di 180 feriti. Le attività sul luogo dell’incidente comprendono anche l’identificazione delle vittime, la raccolta degli elementi utili all’indagine e la verifica delle condizioni dell’infrastruttura.

È il secondo grave incidente sulla linea nel 2026

La tragedia di Urda arriva nove mesi dopo il grave incidente avvenuto ad Adamuz, in provincia di Cordova, dove a gennaio morirono 46 persone. Anche quel disastro interessò servizi ferroviari ad alta velocità sulla direttrice tra Madrid e l’Andalusia, sebbene le autorità abbiano precisato che le cause dei due episodi appaiono differenti.

Il nuovo incidente ha comunque riaperto il confronto sulla sicurezza della rete, sulle procedure da applicare in caso di avarie e sulla capacità dei sistemi di protezione di impedire che una concatenazione di problemi tecnici e decisioni operative produca conseguenze catastrofiche.

Cosa deve ancora chiarire l’inchiesta

Il nodo principale è ricostruire minuto per minuto ciò che è avvenuto tra la caduta del LZB e la collisione. Gli investigatori dovranno verificare perché l’Iryo fosse ancora fermo, quali informazioni fossero disponibili al centro di controllo, quale ordine sia stato trasmesso all’AVE e quale velocità avesse raggiunto prima dell’impatto.

Saranno inoltre analizzati i registratori di bordo, le comunicazioni tra i macchinisti e il centro operativo, i dati dei sistemi di segnalamento e le procedure applicate dopo il guasto. Questi elementi permetteranno di distinguere il peso dell’avaria tecnica da quello delle decisioni prese durante l’emergenza.

Il governo spagnolo ha promesso un’indagine completa. Fino alla conclusione degli accertamenti, ogni attribuzione definitiva della responsabilità del disastro resta prematura.

Nota di aggiornamento: articolo aggiornato il 29 ottobre 2026 sulla base delle informazioni disponibili dopo l’incidente. Il numero delle vittime e dei feriti, così come la ricostruzione delle cause, potrà essere aggiornato con l’avanzamento delle operazioni di soccorso e delle indagini ufficiali.

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