Caso Garlasco, chiuse le indagini su Andrea Sempio: cosa succede ora
La Procura di Pavia ha concluso per la seconda volta le indagini nei confronti di Andrea Sempio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. I nuovi atti riguardano DNA, impronte e tracce di scarpa, ma le valutazioni restano oggetto di confronto tra accusa e difesa.
Il nuovo avviso di conclusione delle indagini è stato notificato il 28 settembre 2026, dopo gli approfondimenti disposti dalla Procura.
Scarpa, DNA e impronta 33 sono tra i principali elementi tecnici sui quali accusa e difesa esprimono valutazioni differenti.
La chiusura delle indagini non equivale né a un rinvio a giudizio né a una condanna: seguiranno le determinazioni previste dalla procedura.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007, la nuova inchiesta della Procura di Pavia entra in una fase decisiva.
Il 28 settembre 2026 è stato notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini, dopo gli accertamenti integrativi svolti successivamente alla prima chiusura del maggio scorso.
Nel fascicolo sono confluite ulteriori consulenze riguardanti alcuni degli elementi scientifici più discussi del caso. La loro interpretazione non è però condivisa dalle diverse parti del procedimento.
La distinzione fondamentale: la conclusione delle indagini fotografa il quadro investigativo costruito dalla Procura, ma non stabilisce la responsabilità dell’indagato. La colpevolezza può essere accertata soltanto attraverso il percorso giudiziario previsto dalla legge.
Per ricostruire la fase precedente dell’inchiesta è disponibile anche l’approfondimento su Andrea Sempio e i nuovi sviluppi del caso Garlasco .
Perché le indagini sono state chiuse una seconda volta
La prima conclusione delle indagini era stata notificata nel maggio 2026. Successivamente la Procura ha svolto ulteriori accertamenti e acquisito nuove valutazioni tecniche, anche dopo le osservazioni depositate dalle difese.
Terminati questi approfondimenti, il 28 settembre è stato notificato un secondo avviso di conclusione. La contestazione formulata nei confronti di Sempio resta legata all’omicidio di Chiara Poggi, mentre i nuovi atti integrano il materiale già raccolto durante l’inchiesta.
Questo passaggio permette alla difesa di conoscere il quadro degli accertamenti prima che il pubblico ministero assuma le successive determinazioni.
Andrea Sempio si dichiara estraneo all’omicidio. La sua posizione deve essere valutata nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Scarpa, DNA e impronta 33: gli elementi tecnici al centro del confronto
Una parte rilevante degli approfondimenti riguarda tracce e reperti già discussi nelle diverse fasi del caso Garlasco. Le consulenze non devono però essere confuse con una prova definitiva: accusa e difesa attribuiscono ad alcuni risultati un significato differente.
La traccia della scarpa con suola a pallini
Tra gli accertamenti figura la traccia lasciata da una scarpa con suola a pallini all’interno dell’abitazione.
Secondo le valutazioni richiamate dalla Procura, gli accertamenti non consentirebbero di sostenere una incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Sempio e la traccia esaminata. Le difese hanno contestato questa ricostruzione attraverso proprie valutazioni tecniche.
Una compatibilità fisica non identifica automaticamente la persona che indossava una determinata scarpa al momento dell’omicidio. È un elemento che deve essere valutato insieme al resto del materiale investigativo.
Il DNA recuperato dai margini ungueali
Un secondo capitolo riguarda il materiale genetico recuperato dai margini ungueali di Chiara Poggi.
Le consulenze dell’accusa e quelle della difesa divergono sull’attendibilità e sul significato dei profili genetici esaminati. In particolare, il dato relativo al cromosoma Y deve essere interpretato tenendo conto del fatto che viene condiviso tra soggetti appartenenti alla stessa linea paterna.
Per questo motivo una compatibilità genetica di questo tipo non deve essere presentata come un’identificazione individuale certa.
L’impronta 33
Nel fascicolo compare anche la cosiddetta impronta 33, la traccia palmare individuata sul muro delle scale che conducono verso la cantina.
Anche su questo elemento le conclusioni dei consulenti non coincidono. Le valutazioni della Procura vengono contestate dai tecnici della difesa, rendendo il significato probatorio della traccia uno dei possibili temi di confronto nelle eventuali fasi giudiziarie successive.
La posizione della difesa di Andrea Sempio
La difesa sostiene che gli elementi raccolti non consentano di collegare in modo univoco Andrea Sempio all’omicidio e contesta il valore attribuito dall’accusa a diversi risultati scientifici.
Uno dei punti centrali riguarda proprio la distanza tra un dato tecnicamente compatibile e la possibilità di attribuirlo con certezza a una singola persona.
Se il procedimento dovesse proseguire, le conclusioni dei consulenti potranno essere sottoposte al contraddittorio tra le parti e alla valutazione dell’autorità giudiziaria.
Cosa cambia per Alberto Stasi
La nuova indagine su Sempio si sviluppa mentre resta pienamente efficace la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi.
Alcuni accertamenti svolti nel 2007, compresi quelli relativi alla bicicletta sequestrata all’epoca, sono tornati all’attenzione degli investigatori nel corso della nuova inchiesta.
Sul piano processuale, però, le due posizioni devono essere tenute distinte. L’esistenza dell’indagine su Andrea Sempio non annulla e non modifica automaticamente la sentenza definitiva pronunciata nei confronti di Stasi .
Un eventuale riesame di quella condanna richiederebbe uno specifico procedimento previsto dall’ordinamento.
Cosa succede ora dopo la chiusura delle indagini
L’avviso di conclusione delle indagini apre la fase prevista dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale.
L’indagato e la difesa possono esaminare il materiale depositato e, entro il termine previsto dalla legge, presentare memorie e documenti, depositare investigazioni difensive, chiedere ulteriori atti o domandare che l’indagato venga interrogato.
L’articolo 415-bis prevede 20 giorni per l’esercizio delle principali facoltà difensive indicate nell’avviso di conclusione delle indagini.
Solo dopo questa fase il pubblico ministero potrà assumere le successive determinazioni. Tra gli scenari possibili vi è la richiesta di rinvio a giudizio, ma la chiusura delle indagini non coincide con il rinvio a giudizio.
Qualora venga presentata una richiesta di processo, spetterà al giudice competente valutare la prosecuzione del procedimento. Sarà quindi nelle eventuali fasi successive che le ricostruzioni dell’accusa e le contestazioni della difesa potranno essere sottoposte al confronto giudiziario.
FAQ sulle nuove indagini del caso Garlasco
Andrea Sempio è già stato rinviato a giudizio?
No. Alla data del 3 ottobre 2026 è stata notificata la conclusione delle indagini preliminari. Questo passaggio può precedere una richiesta di rinvio a giudizio, ma non equivale all’apertura del processo.
Perché le indagini sono state chiuse due volte?
Dopo il primo avviso del maggio 2026 sono stati svolti accertamenti integrativi e acquisite ulteriori consulenze. Terminati questi approfondimenti, il 28 settembre è stato notificato un nuovo avviso di conclusione.
Il DNA trovato sotto le unghie identifica con certezza Andrea Sempio?
No. Le valutazioni genetiche sono oggetto di confronto tra i consulenti e il dato relativo al cromosoma Y non ha lo stesso valore individualizzante di un profilo genetico completo attribuibile in modo esclusivo a una persona.
La nuova indagine annulla la condanna di Alberto Stasi?
No. La condanna definitiva di Alberto Stasi resta efficace. Un eventuale cambiamento della sua posizione richiederebbe uno specifico procedimento di revisione della sentenza.
Caso Garlasco: seguire i fatti, distinguere le diverse fasi giudiziarie
NewsPrisma continuerà a seguire gli sviluppi dell’inchiesta, distinguendo gli elementi investigativi, le posizioni delle parti e le decisioni assunte dall’autorità giudiziaria.
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