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Venerdì 23 Ottobre 2026

Natalità Italia 2026: 355.772 nati, minimo storico

Calo delle nascite in Italia secondo i dati sulla natalità

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Italia · Demografia · ISTAT

Natalità, nuovo minimo in Italia: 355.772 nati e fecondità a 1,14

In Italia le nascite continuano a diminuire. Nel 2025 sono stati registrati 355.772 nati residenti, il 3,8% in meno rispetto all’anno precedente. Anche il numero medio di figli per donna scende a 1,14, il livello più basso mai rilevato. I primi dati del 2026 non mostrano ancora una svolta: tra gennaio e luglio le nascite calano di un ulteriore 1,1%.

Calo delle nascite in Italia secondo i dati sulla natalità
Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno rispetto all’anno precedente.

Dal 2008 l’Italia ha perso oltre 220mila nascite all’anno

Il confronto storico mostra quanto il fenomeno sia diventato strutturale. Nel 2008, anno con il numero più alto di nati degli anni Duemila, le nascite superarono quota 576mila. Diciassette anni dopo il totale è sceso di oltre 220mila unità.

Non si tratta quindi di una flessione concentrata in uno o due anni. Il calo interessa un periodo lungo, durante il quale è diminuito anche il numero delle persone nelle fasce di età in cui si concentra la maggior parte delle nascite.

Nel 2026 il calo rallenta, ma non si interrompe

I primi dati disponibili sull’anno in corso indicano una riduzione meno intensa rispetto al 2025, senza però mostrare un’inversione di tendenza. Da gennaio a luglio sono stati registrati 196.864 nati, contro 198.975 nello stesso periodo dell’anno precedente.

La differenza è di circa 2.100 bambini, pari a un calo dell’1,1%. Il dato è ancora provvisorio e non consente di anticipare il totale dell’intero 2026. Anche la fecondità stimata per i primi sette mesi, pari a 1,13, dovrà essere confermata dai dati definitivi annuali.

Meno potenziali genitori e figli sempre più tardi

ISTAT individua innanzitutto una componente demografica. Le donne che oggi hanno tra 30 e 40 anni, fascia nella quale si concentra oltre il 65% delle nascite, appartengono a generazioni già meno numerose rispetto a quelle precedenti.

A questo elemento si aggiunge il rinvio della genitorialità. Nel 2025 l’età media al parto arriva a 32,7 anni, mentre per il primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni. Nel 1995 il primo figlio arrivava mediamente a 28,1 anni.

Lavoro, casa e conciliazione incidono sui progetti familiari

La riduzione delle nascite non può però essere spiegata soltanto dalla struttura della popolazione. Il rapporto ISTAT richiama anche percorsi di studio più lunghi, precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e problemi di conciliazione tra occupazione e famiglia.

Le condizioni economiche non producono automaticamente una determinata scelta familiare, ma possono incidere sui tempi e sulla possibilità di realizzarla. In questo contesto è utile anche il confronto con i dati ISTAT sulla povertà assoluta in Italia , che fotografano un’altra dimensione della pressione sui bilanci familiari.

Il calo coinvolge sia i primi figli sia le nascite successive

Nel 2025 i primogeniti sono stati 174.842, in diminuzione del 3,7%. I secondi figli sono scesi a 127.479, con un calo del 4,8%, mentre le nascite dal terzo ordine in poi diminuiscono del 2,1%.

La riduzione dei primi figli è particolarmente rilevante perché indica che la contrazione non riguarda soltanto famiglie che scelgono di fermarsi dopo una nascita. Cresce anche il peso di chi rimanda a lungo l’ingresso nella genitorialità o non lo realizza.

Sardegna a 0,85 figli per donna, Bolzano a 1,54

Le differenze territoriali restano marcate. La Sardegna registra la fecondità più bassa d’Italia, con appena 0,85 figli per donna. È l’unica regione sotto quota uno. All’estremo opposto, la Provincia autonoma di Bolzano raggiunge 1,54.

Tra le grandi ripartizioni, il Centro presenta il livello più basso, con 1,07 figli per donna. Seguono il Nord a 1,15 e il Mezzogiorno a 1,16. Campania e Sicilia, entrambe a 1,22, restano sopra la media nazionale ma molto lontane dalla soglia di sostituzione generazionale.

Le nascite da coppie miste aumentano mentre calano quelle da genitori italiani

Nel 2025 i bambini nati da genitori entrambi italiani sono 275.330, il 4,8% in meno rispetto al 2024. Anche le nascite da due genitori stranieri diminuiscono, fermandosi a 49.002.

Crescono invece quelle da coppie miste: sono 31.440, in aumento del 4,2%. Complessivamente, i bambini con almeno un genitore straniero rappresentano il 22,6% delle nascite. La fecondità cala comunque sia tra le donne italiane sia tra quelle straniere.

Il saldo migratorio sostiene la popolazione, ma non modifica la struttura per età

Nel 2025 le immigrazioni dall’estero sono state circa 440mila, contro 144mila emigrazioni, con un saldo positivo vicino a 296mila persone. Questo contributo ha aiutato a mantenere sostanzialmente stabile la popolazione complessiva.

Il saldo migratorio, però, non annulla gli effetti di una natalità bassa protratta nel tempo. Scuola, mercato del lavoro, sistema pensionistico e domanda di assistenza dipendono infatti non soltanto dal numero totale dei residenti, ma anche dalla loro distribuzione per età.

I dati definitivi del 2026 diranno se il rallentamento del calo è reale

Il -1,1% registrato nei primi sette mesi è meno severo del -3,8% osservato nell’intero 2025. Non basta però per parlare di ripresa: servono i dati dei mesi successivi e il bilancio definitivo dell’anno.

Il punto da osservare sarà soprattutto se la riduzione delle nascite continuerà a perdere intensità oppure se il 2026 stabilirà un nuovo minimo. È su questa differenza che si misurerà l’eventuale cambiamento della tendenza demografica italiana.

Fonti

I dati relativi al 2025 sono quelli definitivi diffusi da ISTAT il 21 ottobre 2026. Le informazioni su gennaio-luglio 2026 sono invece provvisorie e potranno essere riviste con il consolidamento dei dati annuali.

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